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Intervista ai Monsta X entra nel dietro le quinte della fabbrica K-pop

Intervista ai Monsta X entra nel dietro le quinte della fabbrica K-pop

| On 11, Dic 2018

Taylor Glasby ha avviato un’indagine sull’industria pop coreana seguendo da vicino il gruppo MONSTA X, nulla di totalmente nuovo per i fan che studiano e leggono articoli sui lati meno noti del k-pop, ma comunque una lettura molto interessante che di seguito riassumiamo con i punti più interessanti.

‘L’addestramento militare e la costante sorveglianza da parte dei fan creano una spietata cultura della perfezione nella musica pop coreana’, è l’incipit forte di Taylor Glasby che si dichiara subito stupita dal calore e dal caos organizzato di un piccolo spogliatoio che i MONSTA X hanno ricevuto in quanto ormai gruppo ‘anziano’: fino a poco tempo fa erano in una stanza comune con altre giovani squadre con divisori fragili per la privacy.

Le canzone iper-prodotte del K-pop e la perfezione visiva hanno catturato l’interesse globale, guidato dai BTS, ma le telecamere dei fan coreani, che postano online ogni minuto della vita pubblica di un idol, rivelano un’esistenza distruttiva: il K-pop può sembrare una fabbrica, i suoi idol sono droni impotenti invece che artisti e lo stress e la stanchezza sono spesso sotto i riflettori.

“L’intrattenimento coreano è uno dei lavori più difficili là fuori”, affermano Suh e Shim della Starship Ent. “I trainee sono selezionati in strada e alle audizioni e imparano presto che ci sono linee guida e cose a cui devono rinunciare. Tutti corrono verso lo stesso obiettivo: debutto.” A nessun trainee è garantito un debutto e ogni agenzia stabilisce le proprie regole, ma i cellulari o le relazioni sentimentali sono vietati ovunque, anche i Monsta X hanno abbandonato i loro telefoni da trainee e per quasi due anni dopo il loro debutto. Minhyuk lo ha considerato un “inconveniente” e Hyungwon dice che solo ora comprende il motivo per cui l’agenzia deve rimuovere le distrazioni esterne, ma per Jooheon è stato come sentirsi “murato durante l’allenamento. Non c’era libertà. Almeno quando debutti, sperimenti cose nuove.”

La Starship governa innegabilmente i Monsta X. Gli idol, con poche eccezioni, hanno poco potere, ma negli ultimi anni un numero ha iniziato a esercitare un po’ di presa creativa. Anche i Monsta X stanno cercando un certo livello di autonomia. IM, Jooheon e Wonho sempre più spesso scrivono, compongono e partecipano attivamente agli album del gruppo con loro brani. Jooheon dice che spesso ha solo tre ore di sonno e che si sente a disagio se non produce una canzone ogni giorno, ma lui e IM sono stati in grado di pubblicare solo un paio di singoli.

Interviste, radio, varietà TV, incontri con i fan e spettacoli musicali spesso li tengono occupati per 18 ore al giorno, ma nel camerino c’è un’atmosfera familiare: mangiano insieme allegramente, fanno scherzi rumorosi e riposano quando è possibile. “A volte il carico di lavoro può essere eccessivo, ma dobbiamo crescere. È bello essere occupati” afferma Wonho. Kihyun è molto più positivo: “Sto facendo qualcosa che amo, sto guadagnando soldi e non sento di aver sacrificato molto.”

I problemi di salute mentale in Corea del Sud non sono sempre affrontati correttamente o compresi dall’industria o dal pubblico, ma Kihyun dice che adesso la situazione è migliorata: “Quando gli artisti dicono che riposeranno, la reazione è: ‘Per favore, riposati prima che peggiori.'”, così come la Starship assicura che seguono i loro artisti con precisi e periodici controlli con persone qualificate.

Jooheon, però, ha sottolineato che spesso i giornalisti occidentali si interessano al K-pop solo dopo tragedie: “Non è giusto. Negli altri paesi lo stress per un artista è simile. Non è qualcosa che accade solo nel K-pop.” Parlando, poi, dell’idea generale del K-pop come una fabbrica di oggetti uguali e identici ha detto: “Non importa cosa si indossi, cosa canti o balli, gli idol catturano il pubblico con il proprio unico fascino. Questo fa parte della loro artisticità.”

Taylor Glasby, dopo aver pubblicato l’articolo, ha anche condiviso sue considerazioni sul gruppo lodandoli per la gentilezza con cui l’hanno accolta: nonostante stessero lavorando dall’alba, avevano avuto lei a fare domande e un fotografo a fare foto anche nel camerino, appena hanno avuto un momento di pausa a pranzo hanno insistito per condividere quello che avevano anche con lei.

Cr. Articolo ed intervista pubblicata su The Guardian 

 

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