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'Dynamite Kiss' è altamente diviso e pieno di cliché, ma ha fatto anche cose buone…?

‘Dynamite Kiss’ è altamente diviso e pieno di cliché, ma ha fatto anche cose buone…?

| On 25, Apr 2026

Di ‘Dynamite Kiss’ si è detto tanto: che ha una sceneggiatura sciocca, che è ripetitivo, che è stato frettoloso nel finale, che ha situazioni già viste e riviste.

E’ stato criticato per qualsiasi cosa, criticato per i personaggi, criticato per gli stereotipici considerati antiquati e irrispettosi ecc ecc (avete capito che le parole si sono sprecate), criticato per la prevedibilità… eppure in molti lo hanno apprezzato.

Dove sarò io questa volta?
Anche se ho la nominata di quella che critica tutto, spero di stupirvi con questa recensione in cui DEMOLIR-, ehm, parlerò del drama.

Una cosa di cui non parlerò, invece, è la bellezza tenerissima di Jang Ki-yong… e della sua totale assenza di sopracciglia che ogni volta mi stranisce e mi affascina.

Perché non se le colora???

Perché non fa qualcosa per queste sottilissime sopracciglia????????

QUALCUNO GLI DIA DELLE SOPRACCIGLIA CHE LA MIA VISIONE E’ STATA DILIANATA DA QUESTA QUESTIONE.

DIVISA, DISTRUTTA, MORTIFICATA DALLA SUA BELLEZZA ELEGANTE E DAL SUO SORRISO DISARMANTE E ALLO STESSO TEMPO CONFUSA, INORRIDITA, ALLONTANATA DALLA NON PRESENZA DI DUE SOPRACCIGLIA.

Sono state 16 puntate difficili a livello di sopracciglia. Molto difficili. Spero che voi non abbiate il mio stesso problema.

Di cosa parla questo drama?
Gong Ji-Hyeok (Jang Ki-Yong) lavora nella finanza e ai vertici della Mother TF, un’azienda di prodotti per bambini. È sveglio, calmo e agisce con passione. Si butta a capofitto nei nuovi progetti e non si ferma davanti a nulla dinanzi per raggiungere un accordo.
Go Da-Rim (Ahn Eun-Jin) è una donna single e senza lavoro, disperata e sempre ultima, che decide di regalarsi una vacanza a Jeju, qui incontra Gong Ji-Hyeok, il destino li unisce in modo particolare e un bacio esplosivo, e non voluto, li lega in modo indissolubile… fino a che lei non è costretta a scappare senza nessuna spiegazione.
Si incontrano in altre e strane circostanze, quando Gong Ji-Hyeok scopre che la donna con cui ha condiviso quel bacio speciale è sposata e con un figlio e lavora nel suo stesso team.

Piccole cose bellissime:
Che dirvi?
E’ uno dei drama più assurdi, più disordinati, più sdolcinati, più caotici che abbia visto nell’ultimo periodo. E’ una cosa positiva?
Non capisco perché dovrebbe essere una cosa negativa…

Classica commedia romantica, dei tempi d’oro delle commediucce, anni 2010 per intenderci, dove i cliché sono sempre lì, a tirare avanti la storia.

Si parte col cliché delle damigella da salvare e del principe ricchissimo che l’aiuterà senza batter ciglio, quindi una versione alla cenerentola con la poraccia che incontra uno dei ragazzi più ricchi e potenti del mondo; si passa per l’amore a priva vista (o a primo bacio), si continua con i debiti estremi e il cliché della maschera, della menzogna che sconvolge tutti in un gioco di ruolo ridicolo e doloroso.

Ci sta tutto, ecco.
Un cliché dopo l’altro, senza pietà.
TA TA TAAAAAAAAA

Punti in generale:
Abbiamo un’atmosfera leggera e spensierata, spesso ridicola, ma comunque gioiosa, la logica va tenuta da parte ma amerete i protagonisti.

Il protagonista maschile, Jang Ki Young nei panni di Ji Hyeok, sebbene privo di sopracciglia, non è privo di carattere: folle, esagerato, molto tsundere, arrogante, aggressivo, ma in realtà è un pezzo di pane, malleabile, gentile e molto intelligente. Non è un personaggio modello, anzi è stereotipato sul riccone gnocco che risolve tutto non sa nemmeno lui come, però manco è una red flag ambulante, ANZI, abbastanza green flag.

Anche il personaggio femminile, Da Rim, è davvero interessante e ovviamente lei sul lavoro è la parte più figa. Come singola non brilla accanto a Ji Hyeok, che è esplosivo, ma in coppia sono davvero molto credibili.

I second lead, invece, non mi hanno convinta molta, li ho trovato poco approfonditi e interessanti, così come i cattivi ci sono perché sì. Tutto ruota intorno ai protagonisti e ve ne rendete subito conto.

La storia dei second lead DUE PALLE. Non so come dirlo in modo elegante, scusatemi.

Siamo nell’ambito della solita commedia romantichella, ma il suo lo fa… fino all’ultima puntata dove arriva il CLICHE’ per eccellenza, il principe dei cliché, anzi IL RE SUPREMO e boh, è subito trash e perdita di tempo assurda.
Che quel cliché non ha senso, non esiste davvero (o non in quei termini), lo risolvi con un modo ancora più insensato e boh, serve solo per allungare il brodo.
Peccato, si poteva pure fare un drama di 13 episodi eh, non l’ha prescritto il medico di farne 14, JUST SAYING.

Conclusione:
Ci sono drama nati per essere goduti e assaporati mettendo da parte pensieri, logica, razionalità, proprio tutto il vostro cervello, poggiarlo sul comodino e assaporare 50 minuti di caos e divertimento, leggiadria e casualità. Questo è uno di quei drama. Non stanca, non si dimentica e rende le serate gioiose ed è qualcosa di molto prezioso dopo una giornata di duro lavoro o studio.

Non cambia la vita, né fa riflettere sui massimi sistemi del mondo, ma intrattiene e francamente è quello che si impone di fare. Quindi per me, finale sni a parte, è molto approvato.

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