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'Chunhwa Love Story' è una cosa sessualmente esplicita e totalmente inutile

‘Chunhwa Love Story’ è una cosa sessualmente esplicita e totalmente inutile

| On 04, Mag 2026

E’ una serie in costume.
Sembra una storia d’amore ma in realtà si parla di umanità.
E’ scritta da un punto di vista molto femminile.
Purtroppo ha un sapore davvero dolceamaro, soprattutto amaro.
Ci sta una versione porno di Lady Whistledown.
Sembra (lontanamente) una versione coreana di ‘Bridgerton’.

Ho attirato la vostra attenzione?
Mi dispiace tantissimo, perché francamente non credo proprio ne valga la pena.

‘Chunhwa Love Story’, anche chiamato ‘The Scandal of Chun Hwa’, è qualcosa che colpisce, in molti sensi, che vorresti anche perdere il senso della vista e dell’udito, ma che fa anche riflettere, mentre fa incazzare e rabbrividire.

Non mi spreco nemmeno a tentare di nascondere inizialmente la mia opinione in merito, perché davvero è una perdita di tempo. Se volete ridere, guardandolo come prodotto trash, prego, ma dovete essere preparati.

Di cosa parla questo drama?
Ambientato nel paese immaginario di Dongbangguk. Hwari (Go Ara) è la principessa più giovane della famiglia reale. Cresciuta con una mentalità indipendente, quando raggiunge l’età per sposarsi, decide di trovare marito da sola. Esce dal palazzo per incontrare i suoi pretendenti nel mentre gira una serie di racconti erotici con dipinti di scritti da una misteriosa Chunhwa.
Choi Hwan (Chang Ryul) è il primo nella lista dei potenziali mariti della principessa Hwari. È il mercante più ricco e ha un bell’aspetto. Sembra un uomo a cui piacciono le donne e il denaro, ma nasconde un segreto.

Piccole cose (forse non) bellissime ma che affronto tutto assieme o impazzisco:
‘The Scandal of Chun Hwa’, anche chiamato ‘Chunhwa Love Story’ è una seria coreana dal genere davvero indefinito in cui abbiamo questa figura nascosta ‘Lee Mong Heon’, un po’ alla Gossip Girl, un po’ alla Lady Whistledown, che scrive libri erotici, con disegni davvero MOLTO DETTAGLI che francamente anche meno, e svela i segreti nascosti e terribili della nobiltà, facendole passare per storielle d’amore, ma in cui tutti riconoscono facilmente i protagonisti.

Sebbene lo presentino come una commedia romantica, supportata e finanziata dal MINISTERO DELLA SCIENZA COREANA (BAH), non lo è affatto. L’amore è proprio marginale e comunque superficiale.
Così come il romanzo ‘Chunhwa Love Story’ viene utilizzato per smascherare i peccati della nobiltà di questo regno immaginario in stile Joseon, il drama si maschera da storia d’amore per raccontare della condizione delle donne, si intrighi politici, di potere e vendetta.

Eppure sono uscita da ogni episodio confusa.
Così confusa che lo volevo abbandonare.
Così confusa che ho pensato, dopo i primi episodi, mi avrebbe dato delle incazzature potenti e quindi l’ho continuato.

I primi episodi sono davvero strani e leggendo la trama non capisci davvero nulla, anzi ti porta fuori strada.
Nei primi episodi c’è una quantità esagerata di sesso, ci sono tantissimi personaggi, tutti buttati e non approfonditi, e ci sta la protagonista che non capisci. Non la capisci soprattutto perché in tutte le trame c’è scritto che lei cerca marito ma nella prima puntata c’è lei che dice al re che ha deciso chi sposare, ma il re non vuole, lei si dispera, sembra un grandissimo amore, poi lui sparisce e non lo vedremo mai più, così come non si penserà più a lui. La questione di ‘Chunhwa Love Story’ è spiegata male, c’è solo confusione nei primi 3 episodi.

Il quarto episodio è una botta al cuore e da lì, inizia a essere qualcos’altro questo drama, una discesa nelle difficoltà delle donne e in un mondo patriarcale e bigotto.

Purtroppo, però, davvero le scene ‘WUT’ sono infinite.
– Sesso ovunque, con una ridondanza sfinente. Nell’episodio 4, dove le scene sono state contenute, hanno ben pensato di infilarcelo a caso, nel mentre due tizi volano su un deltaplano e vedono, tra le frasche, due baldi giovani CASUALMENTE (mai visti) che si sollazzavano.
Deltaplano. Esattamente quello.
Necessario? Assolutamente no.
Imbarazzante? A livelli altissimi perché scene inutile.
– Gente incastrata per aver disegnato UNA PAPERA!!! Ovviamente seguire la papera non era una buona idea.
– C’è molto sesso ma poca nudità, soprattutto petti, mentre sotto resta sempre un pantalone, che francamente ho difficoltà a capire come una persona con i pantaloni riesca a infilarsi tutto una coperta e a centrare immediatamente l’obiettivo.
Un arciere incredibile.
– C’è l’uomo che piange nel modo più brutto che io abbiamo mai visto in 30 anni di vita.
Diciamo che il livello degli attori non è dei migliori.
– Si va di glomboddo in gombloddo, dal gombloddo del libro che racconta verità indicibili, al gombloddo del divorzio, al gombloddo dei cristiani, e tutti risultano un poco ridicoli.

I personaggi sono tanti e le problematiche ruotano soprattutto intorno al matrimonio, alle difficoltà delle donne, ai giochi di potere degli uomini che gestiscono tutto.

L’episodio 4 è stato una botta al cuore, perché con la storia della Zia, si tocca un tema forte, con scene forti, e si sente un senso di impotenza che noi donne spesso sentiamo davanti a storia di abusi e violenze. La protagonista che urla al padre che se fosse successo a lei o a sua sorella avrebbe sempre preferito la dignità alla loro sicurezza/giustizia, fa male a ogni livello. Perché ci vuole fortuna, solo fortuna, a non finire in una relazione con qualcuno di violento da cui non puoi scappare. Il finale dell’episodio è ancora più amaro, perché è un altro uomo, tramite l’imbroglio e il potere, a vendicarsi. Tutto ancora più triste.

Le violenze su donne, sia nobili che plebe, si sprecano nei colori pastello di questo drama. Le ragazze povere sono vittime della violenza fisica, barbara, crudele di uomini potenti a cui non possono opporsi, le nobili sono spesso testimoni inermi, vittime laterali, anime piene di dolore che subiscono le scelte di altre mentre sopportano tradimenti, vergogna, bugie e maldicenze.

Non tutti i personaggi maschili sono negativi, abbiamo anche esempi di amor cortese, quando la protagonista viene trattata come un angelo da proteggere (dal second lead e dal pittore reale), relazioni più veritiere e complesse, come quella tra i due protagonisti e tra il principe e la nobile, ovviamente anche tante relazioni disfunzionali come quelle del principe ereditario con quell’anima sempre depressa della principessa ereditaria.

Il protagonista maschile mica è senza macchia, eh? Comunque gestisce un bordello dove però la regola è ‘la prima notte delle ragazzine, loro devono scegliere il partner!!11!’.
Ah vabbè, allora cambia tutto.
Che grande cuore puro e senza macchia.
Capisco che è la realtà, ma è molto più credibile quando propone a una ragazza che ha perso la sua ‘purezza’ dopo uno stupro di provare a riprendere la sua vita in mano andando nella sua casa di piacere (o uccidersi se preferisce), se non quando sembra il buono perché almeno la prima volta lascia che le ragazzine scelgono il partner (tra i porci vecchiardi che frequentano la casa di piacere).
Il drama sceglie un modo strano di mostrare il valore del protagonista maschile, francamente. L’ho trovato molto respingente e, francamente, nonostante i protagonisti siano coetanei (36 e 37 anni), lui sembra MOLTO più grande, quasi un 50enne e ho trovato strano vederli vicini. Capisco che, ancora, questo è la realtà, donne giovani hanno sempre sposato uomini con il doppio della loro età, quindi forse era proprio questo l’obiettivo, di nuovo, stranirci.

Parliamo della relazione tra il principe ereditario e la principessa triste. AH CHE ODIO. Lui sembra tenere a lei, o almeno è così che si riempie la bocca, lei è mega impanicata che non riesce ad avere figli… e quando lei dice che forse lui dovrebbe frequentare altre donne perché un erede è importante, lui fugge e va dall’ultima donna che lo ha affascinato il giorno prima e ci prova spudoratamente, con la scusa dell’amico di bevute.
AO’.
Ma fai proprio schifo.
E poi dopo inizia questa relazione extraconiugale con una, nel mentre la principessa lo aspetta e ancora si strugge per lui, si chiede se in un altro mondo, in un altro tempo per loro ci sarebbe stato spazio, mentre lui la liquida con sciocchezze e spallucce.
Per dirla con eleganza estrema, l’eleganza che questo essere si merita: è come quegli stronzi enormi che non vanno giù nemmeno dopo aver scaricato 8 volte.
Non c’è metafora più calzante.

Conclusione:
Funziona?
Non funziona?
Avete capito che per me non funziona, il finale poi, che ci riporta ai giorni nostri con tutti i principali attori presenti ma con un’inversione di scelta della protagonista, è ancora più WTF.
I pareri sono proprio opposti: c’è chi l’ha amata e chi l’ha odiata. Le mezze misure qui sembrano impossibili.

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