'The Potato Lab' è una rom-com esagerata e assurda con quel patanone di Kang Tae-Oh
PR | On 13, Lug 2025
“The Potato Lab” è una serie sfacciata e comedy, di soli 12 episodi, che potete trovare su Netflix. Premesse strane sulle patate, finale strano senza patate e protagonisti ancora più strani collegati alle patate, sono le premesse patatose di un prodotto divertente, leggero, con dei difetti e con delle patate, ma che intrattiene, grazie forse alle patate (?)
Che genere è?
E’ una rom-com in ambito lavorativo (collegato alle patate) e siamo nell’ambito del cliché ‘uomo potente e ricco che ama la ragazza che lavora sodo’, insieme all’altro cliché della ‘convivenza con chi odi’, ma in tutti in ambito patatoso, che è una novità.
Cosa stiamo guardando?
Una commedia romantica un po’ senza senso, con premesse davvero assurde, uno stile molto esagerato, che si conclude in modo poco convincente.
Non è un prodotto per tutti e va affrontato con aspettative basse e contenute.
E’ una commedia stravagante con un umorismo molto slapstick, molto basico, molto fisico. Ma ci torneremo.
Le patate sono, però, prese molto sul serio, una contraddizione che mi ha generato molta ilarità.
Quindi: aspettative basse in generale… però potete avere altissime aspettative per Kang Tae-Oh, primo ruolo dopo il ritorno dal militare e qui bello come sempre, come un sole, come l’intero universo, come una bella patata (per restare in tema).
Gnocchi di patate così sono davvero rari.
Per me, già solo per Tae-Oh, DEVE essere visto.
Mal che va, lo abbandonate dopo 2/3 episodi, no?




Di cosa parla questo drama?
Kim Mi-Kyung è una ricercatrice presso l’Istituto di Ricerca sulla Patata in una valle di montagna. Lavora lì da 12 anni ed è seria nel suo lavoro. La sua vita è semplice, ma le cose cambiano con l’arrivo di So Baek-Ho. So Baek-Ho ha un bell’aspetto, ma è un dirigente pragmatico e spietato, capace di licenziare e chiudere dipartimenti quando non sono necessari. Kim Mi-Kyung e So Baek-Ho non vanno d’accordo e hanno conflitti praticamente su tutto.
Piccole cose importanti da sapere:
Nel drama c’è Kang Tae-Oh.
OH… KANG TAE-OH.
Per me questo è un motivo più che sufficiente che vedere tutto questo drama, di soli 12 episodi, consapevoli che non si è davanti all’Amleto, che ha uno stile particolare e che le aspettative devono restare basse, a livello patate.
E che c’è Kang Tae-Oh, ovviamente.
E’ una rom-com divertente, con scene che fanno molto ridere, momenti che fanno arrabbiare e che porta a casa il suo scopo: intrattenere (e poi essere dimenticato).
Tranne Kang Tae-Oh, lui non si dimentica mai.
‘The Potato Lab’ punta su un tipo molto specifico di umorismo esagerato che prevale nella prima metà della serie: non è un umorismo per piace a tutti, ma se cercate una commedia più spensierata, potrebbe essere il vostro prodotto per svagarvi. C’è molto maltrattamento all’inizio, maltrattamento usato per creare situazioni divertenti e anche questo deve piacere.


Come diremo meglio dopo, tutto è molto superficiale, a partire dalla storia d’amore che sembra accadere perché sì. E’ un amore molto improvviso che esplode al sesto/settimo episodio e tutto ciò che ne consegue sembra un susseguirsi di eventi obbligatori. La chimica tra i due protagonisti però ci sta e mi piace.
Però, nonostante tutto, il protagonista maschile sembra una ‘green flag’: è sempre pronto a comunicare e a risolvere verbalmente i problemi, la stima lavorativamente e personalmente (anche se deve licenziarla), la comprende, la riprende e le sta accanto.
A una certa, però, le cose cambiano e lo fanno in un modo davvero pesante. Il tutto è comprensibile fino a una certa, non è difficile capire come si è arrivati lì, ma come si esce da quella situazione è assurdo.
Il finale mi ha scombussolato nel suo essere contorto e nel modo in cui tutto si è risolto, di nuovo, con un nulla di fatto e una superficialità disarmante. Ma se le premesse sono le patate, manco possiamo aspettarci una cosa così profonda, no?
Cosa affronta il drama?
Tutto e niente.
Parla di mobbing, ma poco e male. Parla di team e lavoro di squadra, ma poco e male. Parla di capitalismo e dei giochi di potere a determinati livelli, ma poco e male. Parla di patate e forse ho imparato molte cose sulle patate che prima non sapevo.
100 punti a The Potato Lab che almeno un insegnamento ce lo ha dato!
Punti di forza:
E’ una seria sfacciata ed esagerata, mi ripeto: deve piacere. Ricicla scene già note, cliché vecchi, ma lo fa con estro e con vitalità, cosa che ho molto apprezzato soprattutto nella prima metà del drama.
Fedele al suo stile comico, ‘The Potato Lab’ è autenticamente divertente. Gli attori interpretano brillantemente scene comiche potenzialmente esagerate, creando momenti deliziosamente divertenti.
Lee Sun Bin brilla in particolare con la sua interpretazione semplice e intuitiva di Mi Kyung, offrendo una commedia ricca di autentiche sfumature quotidiane, mentre Kang Tae Oh mostra una gamma impressionante di ruoli: da un regista capace ma robotico che sembra uscito da un webtoon a una commedia completamente fisica. I battibecchi tra il sempre schietto Baek Ho e Mi Kyung, insieme ai dialoghi vivaci degli altri personaggi, brillano di creatività giocosa.
Il suo lo fa.
Punti di debolezza:
‘The Potato Lab’ non riesce a fornire qualcosa di concreto: la caratterizzazione dei personaggi è standardizzata e, protagonisti a parte, del tutto assente; l’evoluzione dei personaggi, di fatto, non c’è; la struttura della trama deludente e nella seconda metà a tratti anche stancante; i conflitti sono superficiali e si superano perché sì; uno scopo non c’è, un insegnamento vero non c’è. Anche le storie d’amore (quella dei protagonisti l’abbiamo analizzata sopra, ma vale per tutte le coppie del drama) accadono perché devono, con motivazione perché sì.
E’ tutto finalizzato a essere un prodotto usa e getta.
E’ sbagliato creare un drama così? Secondo me no, perché è un prodotto per quando vuoi ridere (se questa è il tuo stile di ironia) e farti passare 12 ore rilassata.
Oltre che godere alla visione di quella statua greca di Kang Tae-Oh. Ovviamente.
E vedere delle bellissime patate. Gnam Gnam.
Conclusione:
‘The Potato Lab’ va preso per quello che è: un viaggio casuale, folle ed immersivo tra gente che ama le patate, senza essere +18.







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