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'Spring Fever' è una cosa super folle con un incredibile Action Ma- Ahn Bohyun

‘Spring Fever’ è una cosa super folle con un incredibile Action Ma- Ahn Bohyun

| On 28, Apr 2026

‘Irrequietudine primaverile’ o ‘Spring Fever’ oltre a essere l’ennesima traduzione a cacchio del titolo in inglese, per di più anche brutto come la morte e respingente assai, è un prodotto che trovate su Amazon Prime e che è un qualche cosa.

Abbiamo l’equivalente coreano di un campagnolo all’apparenza ignorante, non so perché ma alle mie orecchie suona campano (io sono campana, quindi so come suona il dialetto dalle mie parti ed è IDENTICO) e, dall’altra parte, una semplice insegnante che sta scappando da se stessa, il suo passato e la sua famiglia (e francamente la capiamo un poco tutti, no?).

E’ caotico. E’ eccentrico. E’ anche un po’ fuori di testa. E potrebbe essere quello di cui hai bisogno per un momento di estrema leggerezza e grasse risate.

Di cosa parla questo drama?
Yoon Bom (Lee Joo-Bin) è un’insegnante popolare e amata a Seoul, ma, per qualche ragione, arriva in una piccola città di provincia con la mente chiusa, lontana da Seoul. Lì incontra Sun Jae-Gyu (Ahn Bo-Hyun), lo zio del suo studente Sun Jae-Gyu (Jo Joon-Young). Sun Jae-Gyu è alto e dall’aspetto rude, ma è non è il delinquente che tutti temano sia, o almeno non è così semplice.

Piccole cose bellissime:
‘Spring Fever’ è una rom-com che funge da antidepressivo e botta di ilarità, trascinato da una trama semplice e lineare, personaggi reali e a cui ti affezioni facilmente, un’ottima chimica tra protagonisti e una grande dose di umorismo e buonumore.

E’ una cosa leggera, molto primaverile, carina e divertente che non va mai in profondità ma intrattiene molto. I primi due episodi sono molto divisivi: se alla fine del secondo siete presi, lo sarete fino alla fine. Se questo mood eccessivo è fastidioso, lasciatelo perché continua tutto così. Se vi piace però, sappiate che questo drama è un antidepressivo incredibile e riderete tanto e di cuore. Ci vogliono prodotti del genere ogni tanto <3

‘Spring Fever’ è una commedia romantica senza mezzi termini, generosamente cosparsa di elementi fantasiosi (la forza di lui è assurda) volutamente ridicoli e spesso esilaranti. Non si sforza troppo di giustificare le sue assurdità, al contrario, vi si abbandona completamente. Il risultato è una serie che prospera sulla sospensione dell’incredulità e, soprattutto, ti coinvolge totalmente.

Tutto è ESAGERATO.

Abbandonate la logica perché qui:
– si sollevano panchine con persone sopra (quando si hanno bollori amorosi profondi);
– si salva qualcuno che sta per essere investita da un camion con un perfetto casqué a 5 metri di distanza dal manto stradale (teletrasporto portami via);
– si corre più veloci di una metropolitana con salto di 100 manifestanti incluso (che stanno per inserirla come disciplina olimpionica);
– si fraintende TUTTO ma proprio TUTTO del protagonista maschile, se qualcuno dicesse che è stato lui a prendere 30 denari per tradire Gesù, tutti gli crederebbero 100/100.
Ad esempio:
– Ganster? Ovvio.
– Finge di essere lo zio? Elementare.
– Attacca bambini? Ma chi non lo farebbe.
– Distrugge tombini? Buon esercizio quotidiano.
– Vola giù da pale eloiche alte 800 mentri? Ogni settimana.
– Picchia insegnanti? Ma anche avvocati e dottori commercialisti.
– Guadagna soldi in modo illecito? Sicuramente.
– Sposta macchine a mani nude e picchia donne? Peccato che lo ha fatto per far passare i    vigili del fuoc- UNA MEEEEEEERDA UMANAAAAAAAAAAAA.
– Giro con tronco e accetta? ‘Chissà chi avrà picchiato oggi’ pensa una che lo vede. CAPITO A CHE PENSA? CHISSA’ A CHI AVRA’ PICCHIATO UNO CHE GIRA CON UN TRONCO E UNA ACCETTA. MA COME SI PIACCHIA LA GENTE CON UN TRONCO. COMEEEEEE. LA FOLLIA.
Ecco, tutto così.
Siamo a un altro livello e lo si deve accettare: il primo episodio è straniante per questo, dal secondo voli via con loro.

Generalmente i drama folli, dalle premesse semplici, sono quelli che divertono da morire nei primi 5 episodi e poi inizia il mortorio e lo sfracassamento di minchia: ‘Spring Fever’ rientra in questa categoria con i suoi 12 episodi?

Dodici episodi sono tanti quando la trama è ‘professoressa va in un paesino in culo a mondo a destra per un evento traumatico che le ha tolto la voglia di sorridere e vivere e incontra uno zio che ha cresciuto il nipote da solo anche se questo zio è pazzo in culo, forte come Hercules ma che viene trattato da tutti come un gangster, dato che non si capisce cosa fa della sua vita’.

Ecco, ‘Spring Fever’ resta pazzo, esagerato, folle ma anche confortevole e divertente fino ala fine, con piccoli problemi che i due affrontano ma che mai appesantiscono la visione. Abbiamo la fase del ricordo (perché sono predestinati e si sono incontrato OVVIAMENTE altre volte prima), abbiamo la fase innamoramento, abbiamo la fase equivoco, abbiamo la fase passato di lui, abbiamo la fase altro che infastidisce, abbiamo la fase madre che si oppone, abbiamo la fase superamento trauma di lei, il tutto gestito sempre con leggerezza, follia e ilarità (mediamente, il momento grigio c’è ovviamente ma passa velocemente).

Cosa affronta il drama?
Non è un drama profondo, anche eventuali (e interessanti) traumi vengono risolti con grande semplicità e banalità, però ci sono delle belle idee di fondo, oltre che l’ambientazione rurale coreana che a me piace sempre tanto.

Si parla di generosità, si parla di aiuto tra vicini, si parla di comunità e supporto, atti di gentilezza fatti perché lo si vuole e non per avere qualcosa in cambio. Si parla di gossip e voci che distruggono persone, di fiducia e supporto, si dicono tante cosa ma il topic principale resta ovviamente l’amore.

Punti di forza:
I lati positivi sono tanti: il cast è azzeccatissimo anche se a vederlo non lo diresti. I due protagonisti sono così diversi, eppure funzionano davvero bene insieme e hanno un ottimo finale.

Lui è tipo action man, sempre vestito allo stesso modo, un copia e incolla costante, ogni scusa è buona per denudarlo o farlo allenare in modo compulsivo o concentrarsi sui suoi muscoli definiti e perfetti: Ahn Bo-hyun risplende mentre rende ridicolo, sopra le righe e divertentissimo il suo personaggio.

Il suo Jae Gyu viene presentato come una figura quasi assurda, imponente, intimidatoria e facilmente scambiata per un personaggio problematico, ma la serie capovolge rapidamente questa percezione. Nonostante l’aspetto da “duro di strada”, è un ragazzo affettuoso, profondamente premuroso e profondamente devoto alle persone che lo circondano. Ah Bo-hyun è il cuore pulsante della serie. Interpreta Jae Gyu con naturalezza, in parte enigmatico, in parte teneramente ridicolo. La sua interpretazione si orienta verso un fascino più delicato, quasi “da cucciolo”, che rende il personaggio immediatamente disarmante. Non si sottrae alla vulnerabilità o all’umorismo, ed è proprio questo equilibrio a rendere Jae Gyu memorabile, anziché caricaturale. A me fisicamente Ah Bo-hyun non piace, ma qui ha fatto battere il mio cuoricino diverse volte, lo ammetto!

Lee Joo Bin lo eguaglia battuta per battuta. Il suo personaggio è altrettanto interessante perchè è un po’ tutti noi, le persone che non riescono a farsi valere, che subiscono e stanno male e sono obbligate ad abbassare la testa.

Non c’è un triangolo amoroso inutile, né tantissimi dei soliti cliché, anche la relazione amorosa è molto safe, sana e green flag. Non abbiamo momenti di mega dramma o disperazione, il tutto si mantiene su un tono sciocco ma anche spensierato e confortevole.

Nel suo essere dolce e pieno di amore, dona anche molta positività, molte belle vibe. Mi sono ritrovata a chiudere il pc e tornare alla mia vita con un sorriso sulle labbra, pensando a quello che avevo visto che mi aveva reso allegra. Non è qualcosa di banale o scontato.

Punti di debolezza:
La debolezza è proprio nella sua struttura: non essendoci un triangolo amoroso, o un dramma dietro l’angolo, o un vero e proprio villain che metta il bastone tra le ruote, è ovvio che l’andamento degli episodi è semplice, a volte lento e questo può risultare noioso a chi vuole un ritmo serrato della narrazione.

Spring Fever’ indugia nel quotidiano, nella passeggiata col cane, nella relazione secondaria, nella vita della scuola, si prende il tempo che far vedere il contesto, con la tranquillità della vita di campagna. Potrebbe risultare, ripeto, noioso.

La comicità, come sempre, deve piacere. Non c’è nulla di più difficile che far ridere e quindi non è detto che queste situazioni siano divertenti per tutti.

Se lo trovate lento e non è la vostra comicità, logicamente il drama abbandonatelo al secondo episodio, perché resta sempre, tutto, così. Non è la vostra cup of tea, semplicemente ed è molto lecito.

Ho trovato anche molte critiche a Lee Joo-bin e a un possibile eccesso di botulino sul suo viso. Difficile negare che si sia fatta molte punturine, ma Lee Joo-bin (ex-membro delle Rainbow, un gruppo Kpop del 2010 che ha fatto canzoni stupende, andatele a ricercare) è innegabilmente bella e anche un’attrice convincente che si è portata a casa un personaggio dandole spessore, mostrandola vulnerabile, ferita, ma anche molto comica e divertente, appassionata. Fin da piccola ha sempre avuto questa faccia (botox a parte). Non si è rifatta tutta ma anche se fosse, dobbiamo giudicare la recitazione, non è Miss Corea Bellezza Naturale 2026, EDDAI.

Conclusione:
Spring Fever’ è un gran bel dessert che serve tra un melodramma, un thriller o una storia straziante e drammatica. E’ una storia leggera e leggiadra sull’amore e sul trovarsi nel momento giusto, supportandosi e camminando fianco a fianco, magari alzando qualche panchina o autovettura nel frattempo.

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