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'Nevertheless' aveva ottime premesse ma alla fine resta solo quello gnocco di Song Kang

‘Nevertheless’ aveva ottime premesse ma alla fine resta solo quello gnocco di Song Kang

| On 04, Set 2021

“So che mi farà soffrire di nuovo” pensa Nabi, la protagonista di ‘Nevertheless’, negli ultimi episodi del drama e mai frase fu più corretta per descrivere le emozioni provate durante la nostra visione di questo drama, sofferenza su dolore su voglia-di-prendere-a-ceffoni-gli-sceneggiatori.

‘Nevertheless’ è il nuovissimo drama coreano disponibile su Neflix composto da soli 10 episodi: se all’inizio penserete che 10 episodi sono davvero pochi, già al quinto episodio potreste disperarvi all’idea degli altri 5 che ancora vi restano da guardare.

Dopo un incipit così negativo, vale la pena vedere ‘Nevertheless’? Risponderemo in modo esaustivo nel resto della recensione, ma in generale se vi piacciono le storie d’amore realistiche o quelle ambientante all’università o, soprattutto, quello gnocco esagerato di Song Kang, allora ve lo consigliamo. In fondo sono 10 episodi e anche solo per Song Kang lo sforzo si potrebbe fare, ma ecco, motivi molto profondi per vederlo, come potete notare.

Il drama ha uno stile interessante, visivamente parlando, regia e scenografie incredibili che compensano una vacuità della narrazione: nonostante i tantissimi difetti, sicuramente ‘Nevertheless’ è particolare, molto più maturo e realistico rispetto a tanti prodotti K-drama.

Benino, anche se ci ha fatto incacchiare. Ma Song Kang è davvero tanta rob- Iniziamo la recensione.

Di cosa parla questo drama?
Yu Na-Bi è una studentessa universitaria d’arte all’ultimo anno che ha recentemente rotto con il suo ragazzo dopo aver scoperto che la tradiva. Mentre si crogiola nel suo dolore e decide che non vuole avere un’altra relazione romantica, incontra Park Jae-Eon, un attraente studente della sua scuola di cui si innamora immediatamente. Cominciano a flirtare, ma Nabi diventa cauta quando sente da amici e conoscenti che Park Jae-Eon non “esce” ma vede le ragazze come conquiste. Tuttavia, la sua attrazione per lui diventa più forte ogni volta che interagiscono e, ben presto, si trasformano in “amici con benefici”. Nabi è consapevole della sua relazione “senza etichetta” con Jae-Eon e delle sue implicazioni ma le cose iniziano sempre più a complicarsi.

Piccole cose (forse non) bellissime:
L’animale guida di ‘Nevertheless’ è la farfalla, dal nome della protagonista all’ossessione che Jae Eon ha per questo animale, che viene presentata come una parabola di un essere umano che ha difficoltà con il concetto di fedeltà, ma che preferisce posarsi di fiore in fiore. La domanda che esplode soprattutto nei primi episodi è: le relazioni possono funzionare bene quando le coppie sono libere di volare, appollaiate da un fiore all’altro?

Nasce nel drama una relazione complicata, tossica e manipolatoria in cui Na Bi si sente attratta da Jae Eon e tante volte cade quante volte cerca di allontanarsi, in un’altalena di emozioni che la rende giocattolo nelle mani del ragazzo. Da questo punto di vista, il drama riesce bene a descrivere la debolezza di Na Bi e l’attrazione tra i due protagonisti in questo rapporto sbilanciato e davvero malsano, sempre nella prima parte del drama eh.

Da metà in poi è un affievolirsi, un ripiegarsi su se stessi, è tutto un ripetersi delle stesse modalità in una storia sempre più monotona, un second lead che non ha né il carisma né il carattere per sembrare una vera e propria minaccia, tanto che se è fermo avanti a una porta potrebbe essere scambiato per uno zerbino, il tutto condito con situazioni artificiose al limite del possibile, con pezzi del soffitto che cadono e distruggono proprio quel metro quadrato generando una situazione catastrofica in cui, guarda un po’, i due protagonisti saranno costretti a stare insieme tanto tanto tempo per forza. Che casualità è la vita, non credete?

In generale la seconda parte è un pendolo che oscilla tra Nabi che capisce, che la vuole finire, che ha tutto chiaro, e tra Jae Eon che torna e scuote le sue consapevolezze e fa diventare tutto confuso, molto basita e tutto in divenire, e dopo un po’ questo annoia… e ringraziatemi per aver scelto il verbo ‘annoiare’, perché nella mia mente le espressioni erano leggermente diverse. In pratica l’autenticità e l’originalità della prima parte della narrazione, soprattutto nei contenuti, lentamente e gradualmente si trasformano in un cliché d’amore banale, in cui l’eroina è bloccata ovviamente tra due ragazzi. Così noioso.

Non che la prima parte ci abbia fatto impazzire, ma sicuramente, nella sua lentezza, poteva essere un ottimo inizio se avesse avuto una seconda parte scoppiettante, introspettiva, un po’ più innovativa e interessante, cosa che è totalmente mancato.

Cosa affronta il drama?
Questo drama inizialmente è una rappresentazione realistica dell’amore nel nostro secolo, dei problemi di fiducia, della paura dell’impegno, della lotta per aprirsi davvero e dello stress quando non si riesce a capire la mente e le intenzioni della persona che ci piace. Stiamo davvero insieme? Siamo gli unici? Esiste davvero un amore totalizzante che dura per sempre? Lo sappiamo, lo viviamo, è difficile stare con qualcuno senza farsi prendere da mille dubbi, il dubbio di essere traditi, il dubbio di non volere una cosa seria, il dubbio di non essere la persona giusta.

I primi episodi a grandi linee riescono a introdurre queste problematiche, così come altri riflessioni, e a cogliere l’essenza di ciò che preoccupa e infastidisce le ragazze (soprattutto), l’eccitazione, l’ossessione e la paura del rifiuto quando si ha una cotta per qualcuno, lo sconforto quando ci sforziamo all’università o al lavoro e non riusciamo ad avere i risultati che vorremmo, la voglia di adattarsi senza riuscire a introdursi bene in un ambiente, sentendosi sempre un pesce fuor d’acqua.

Attraverso Nabi, nel dettaglio, vengono mostrate relazioni pessime, tossiche, malsane e manipolatorie e, sempre nella prima metà, viene fatto bene, soprattutto nei primi 10 minuti del primo episodio, che è la nostra parte preferita e andrebbe vista almeno solo quella. E’ una grande mancanze e un immenso dispiacere che il livello altissimo raggiunto in quei primi 10 minuti non sia stato portato avanti anche successivamente.

Nei primi minuti, infatti, siamo immersi nella vita di una Nabi innamorata dove il bianco puro del suo amore per il fidanzato esplode in ogni parte, nel suo abito, nella neve, nell’edificio e, infine, nella scultura con il suo nome. E’ in quell’ultimo bianco che la realtà la colpisce forte, scoprendo l’inganno di colui che amava e che ha realizzato un’opera sessualmente esplicita e molto spinta basata su di lei, senza il suo consenso. La vediamo trattenere a stento le lacrime con una telecamera concentrata sul suo volto, unico volto visibile in questi minuti, in cui il resto del mondo è solo corpi, mani, braccia, bocche, schiene e la vediamo disperata voltarsi e andare via, una goccia bianca che si muove tra il ‘nero’ della folla (tutte le altre persone nella mostra sono vestite di grigio e nero).

E’ l’inizio, pazzesco, del flashback della storia tra Nabi e il suo ex malsana, manipolatoria e violenta, presentata allo spettatore con piccoli e inquietanti ricordi dove non abbiamo il ragazzo che prende a schiaffi la sua donna, ma una violenza psicologica costante, un volerla allontanare da tutti e tutto, un volerla mettere sempre dalla parte del torto per farla sentire perennemente in colpa nei suoi confronti. E’ aberrante, perché purtroppo fin troppo spesso vera, la scena del preservativo quando il ragazzo, nel palese tentativo di convincerla a non farglielo mettere, dice questa frase orribile: ‘Che questo strato si metta o no, confermerà la sincerità del nostro rapporto’; fa venire voglia di prenderlo a schiaffi quando si arrabbia e la sgrida perché si è fatta la manicure color verde petrolio, affermando che doveva chiedere la sua opinione prima; e, infine, dirle che lo stava facendo innervosire solo perché si era offesa davanti a una scultura sensuale e sessuale che portava il suo nome, perché non stava capendo le sue emozioni, il tutto culminato nel tradimento, come punto massimo della mancanza di rispetto e considerazione che lui aveva per Nabi.

Dopo la parentesi del suo ex, Nabi inizia un’altra relazione aperta con Jae Eon che, a sua volta, ha degli elementi manipolatori nei suoi confronti, anche se più velati e leggeri rispetto al suo ex. Anche con lui c’è un accenno al mettersi il preservativo la prossima volta (dopo il loro primo incontro sessuale), perché possiamo tranquillamente definire non mettersi il preservativo nel 2021 una mancanza di rispetto nei confronti della donna e non vedo perché colei che debba farlo notare o che debba pretendere di metterlo debba essere solo lei: i figli si fanno in due, poco ma sicuro, ma chi subisce maggiori conseguenze, con fisico che cambia per 9 mesi è la donna, quindi un po’ di rispetto non guasterebbe.

Il rapporto tra Nabi e Jae Eon non è puro, anzi, ha delle caratteristiche malsane e manipolatorie ma non tutto quello che fa Jae Eon è negativo. Il fatto che lui non voglia etichettare ogni relazione non è di per sé problematico: alcune persone, soprattutto da giovani, considerano l’esclusività come parte dell’essere in una relazione seria, ma questo non è e non deve essere la normalità, è possibile anche uscire senza impegni con una persona e l’importante è essere chiari, cosa che Jae-Eon fa abbastanza bene, alzando le sue ‘barriere’, come le definisce Nabi.

Di sicuro non va bene come Jae Eon tratta le sue ex, con cui mantiene ogni porta aperta per tornare quando più gli fa comodo, cosa che fa capire bene nel drama. L’errore non sta nel conquistare tante ragazze, magari con lo stesso metodo (disegnando la farfalla sul braccio o con frasi preconfezionate), ma è non essere chiari sulla fine della loro relazione, dando false speranze e giocandoci con quelle persone e con le loro emozioni.

Anche il modo in cui parla delle sue vecchie conquiste è problematico, e qui esce fuori il suo essere manipolatorio e negativo: quando incontrano una ex di Jae Eon, lui rigetta tutta la responsabilità su di lei, dicendo che voleva attenzioni e una reazione da parte sua. E’ come se con queste parole volesse dimostrare a Nabi che è lui a essere inseguito, anche se la ‘colpa’ dell’altra ragazza è stato invitarlo a uscire, senza nemmeno insistere quando lui ha detto di no: di certo non il comportamento seccante che Jae Eon vuole far credere. Anche in un altro caso viene fuori questo atteggiamento malsano, quando Nabi lo sorprende mentre bacia un’altra ragazza (prima della loro reazione), Jae-Eon dice che è solo un gioco e che è la ragazza che voleva provarlo, come a voler sottolineare il suo essere passivo in quel ‘gioco’. Anche al loro primo incontro al bar, quando Jae Eon afferma di star aspettando un’altra persona, senza pensarci due volte annulla il precedente appuntamento per stare con lei, di sicuro poco rispetto per la persona con cui stavi per uscire, considerata solo un giocattolo nelle tue mani.

In generale, quindi, soprattutto la prima metà del drama, a tratti anche la seconda, affronta bene le premesse delle relazioni manipolatorie e riesce a dare allo spettatore ottimi spunti per riflessioni ed è sicuramente l’argomento cardine ben sviluppato, bisogna dargliene atto.

E’ altrettanto interessante, verso la metà del drama, anche come Nabi affronta le conseguenze della sua relazione casuale e aperta con Jae Eon: vive in una società conservatrice (la Corea del Sud è molto più chiusa di noi qui in Italia, però, anche noi possiamo facilmente capirla) e quindi quando la voce della loro storia inizia a girare, lei ha una crisi e, in parte spaventata dall’etichetta che tutti apporrebbero su di lei (squallido ma purtroppo vero) e, dall’altra, convincendosi di essere una delle tante di Jae Eon, alla fine si allontana. E’ sicuramente una delle mie parti preferite insieme all’inizio, perché c’è molta verità, c’è molta realtà in queste scene e forse arriva un po’ troppo presto rispetto al drama (a livello di episodi), lasciando poi Nabi in un mega trip mentale per il resto delle puntate, in una seconda parte, appunto, monotona e boriosa. Peccato, un vero peccato perché averle messe così presto rende queste scene quasi dimenticabili, quando in realtà erano potentissime.

Davvero molto interessante:
Più interessante, a differenza del Webtoon, sono tutte le coppie secondarie del drama che danno brio e colore al tutto: c’è la storia collegata all’omosessualità, davvero ben sviluppata anche evitano volutamente qualsiasi manifestazione d’amore, anche solo un bacio, c’è il legame Nam Kyu-Hun – Oh Bit Na distrutto dallo scandalo dell’attore Kim Min Gwi che ha portato la produzione a tagliare le sue scene e storpiare questa relazione in modo davvero ridicolo (l’attore è stato accusato da una ex-fidanzata di averla tradita mentre stavano insieme) e la coppia di tutor che vanno a convivere da amici.

In 10 episodi, ‘Nevertheless’ osa presentare diverse storie d’amore di giovani che sono molto vicini al pubblico, soprattutto le storie secondarie sono tutte molto belle, molto più fresche e lineari rispetto alla principale, e sono un piacere da guardare.

Anche la regia e la scenografia sono ottimi in ‘Nevertheless’, un punto a loro favore. La regia è davvero interessante nei primi episodi (soprattutto nei primi dieci minuti del primo episodio) per poi diventare un po’ più standard in seguito, ma comunque sempre attenta, precisa e simmetrica, molto ricercata.

La fotografia è anche molto bella, con i suoi toni giallini e marroncini e la luce suffusa, inserita in una scenografia altrettanto carina, soprattutto nell’ambito dell’accademia, con le varie opere artistiche e la loro realizzazione. Visivamente ‘Nevertheless’ è un prodotto di qualità, nulla da eccepire.

Punti su… qualcosa:
Passiamo al discorso recitazione e caratterizzazione, parlando dei due protagonisti che sono anche i personaggi più difficili e complicati del drama.

Na Bi è davvero una persona timida, impacciata quando ha a che fare con persone nuove, una ragazza molto sensibile e la recitazione di Han So Hee è adatta a lei: è monotona, certo, ma perché il personaggio di Yoo Na Bi è una ragazza con un’espressione minima che preferisce tenere tutto nella sua mente e nel suo cuore, quindi il modo in cui decide di affrontarlo Han So Hee è giusto e credibile.

Il personaggio di Nabi è tra quelli più descritti, anche perché è il suo il punto di vista (POV) in gran parte del drama, eppure resta comunque un personaggio poco comprensibile e superficiale. Al suo personaggio, come agli altri, non viene dato un background soddisfacente, la sua situazione familiare viene solo accennata, così come mai sappiamo del suo bisogno e del suo desiderio. Nabi all’inizio sembra mancante di amore, dopo che è stata tremendamente delusa, manca di ambizioni, dato che anche il desiderio di andare a Parigi sembra casuale, manca di obiettivi, dato che non sa cosa vuole fare dopo l’università, eppure non cresce poi così tanto alla fine della sua storia e del suo percorso. La crescita è solo all’apparenza e non trova dentro di sé le vere risposte. Se l’obiettivo del drama era mostrare le ripercussioni di una relazione tossica, allora la crescita non era contemplata, ma dato che non è questo il caso, è una grave mancanza (ma questo lo approfondiremo meglio nella parte spoiler).

Invece Park Jae Eon è un giocatore, un conquistatore che flirta casualmente con tutti e mantiene un atteggiamento accondiscendente senza mai impegnarsi veramente in una singola relazione e senza mai chiudere le altre. Quindi, con tali impostazioni, il personaggio dovrebbe avere un fascino forte e irresistibile come un cosiddetto “cattivo ragazzo”. Ma invece, le espressioni facciali, le battute e le azioni del personaggio di Song Kang, Park Jae Eon, sono a volte imbarazzanti e mono espressione, facendo perdere un po’ di credibilità al personaggio. Di sicuro Song Kang è migliorato e spesso riesce, soprattutto nelle scene più emozionanti, a essere giusto, ma il personaggio che sta interpretando qui è molto complicato e non era ancora adatto alle sue attuali capacità recitative. Song Kang è bello come il sole e la luna messi assieme, ma qui balla poco: bello ma non balla.

In generale il personaggio di Jae Eon nel drama è davvero basilare, se Nabi aveva un background accennato, per lui non c’è nulla e anche la madre viene introdotta per 2,5 secondi, con un dialogo inutile, come deux ex machina per regalargli l’autovettura che sarà fondamentale per le successive scene. Non si capisce perché Jae Eon si comporta come fa, possiamo supporlo, possiamo costruire teorie, ma il drama ufficialmente non ci fornisce le informazioni per poter dare certe risposte. Anche la sua ex e la relazione che ha con lei è superficiale a livelli spaventosi e anche lei viene utilizzata solo come espediente narrativo per far andar avanti o creare pathos nella relazione con Nabi. Gli ultimi episodi il drama sceglie di farci sentire i monologhi di Jae Eon con l’intenzione di spiegarci il suo personaggio, senza riuscirci affatto anche con questo espediente, proprio incredibile non riuscire a centrare un obiettivo anche con questo banale strumento. E’ il protagonista maschile che si comporta in un modo negativo, con un fare manipolatorio, trattando le donne come suoi giocattoli, è giusto informare lo spettatore del perché si comporta così, non per giustificarlo ma per capirlo, perché se chi guarda non ha elementi per comprendere i motivi dietro le sue azioni, è costretto ad accettarlo, senza la possibilità di provare empatia, osservandolo con superficialità e basta.

Alcuni spettatori hanno criticato lo spettacolo per la sua mascolinità tossica e forse questa è l’unica osa che manca a questo prodotto che di difetti ne ha davvero tanti: il drama cerca di essere progressista riguardo al desiderio sessuale e alle relazioni moderne dal punto di vista della donna. Il problema di questo prodotto non è il maschilismo, ma è che non viene spiegata bene come la relazione tossica tra Nabi e Jae Eon si evolve e non vengono approfonditi i personaggi che, quindi, agiscono in modo poco comprensibile.

Conclusione:
‘Nevertheless’ è un drama che spacca, nel senso che o lo ami o non lo apprezzi, ma è comunque un prodotto importante e interessante per i temi che indirettamente sceglie di trattare (relazioni tossiche, relazioni non convenzionali, relazioni LGBTQ+), per i toni più maturi e consapevoli che scegliere di adottare e per una qualità sempre crescente che scegliere di portare sul piccolo schermo.

Non è un prodotto di qualità, ma Song Kang è un gran gnocco (e sì, questa frase non ha senso come la seconda metà di questo drama).

ATTENZIONE: SPOILER!

Dopo l’immagine ci sarà una piccola parte spoiler, per approfondire il finale del drama che, in realtà, è molto diverso rispetto al webtoon. Hanno fatto bene a cambiarlo?

ATTENZIONE: SPOILER!

Da questa parte inizia una parte spoiler che vi consigliamo vivamente di leggere solo dopo aver visto il drama, dato che la domanda cardine del drama è se la coppia resisterà o no.

Il finale tra webtoon e drama è molto diverso, praticamente opposto, avranno fatto bene gli sceneggiatori a cambiarlo così tanto? E chissà cosa penserà la scrittrice del webtoon rispetto a questo cambiamento? (Sarebbe bello saperlo).

Mentre il drama ha un lieto fine con un Jae Eon che è riuscito a redimersi, ha compreso i suoi sentimenti e a cui Nabi ha concesso una seconda possibilità, il webtoon è il male assoluto.

In pratica Jae Eon inizia una relazione tossica e malsana con Nabi, arrivando a estremi di pura ossessione, che peggiora dopo che Nabi gli mette contro Seol Ah, l’ex del protagonista maschile per cui lui continua a provare qualcosa anche se non sa bene cosa e che ha un ruolo speciale nella sua vita. Dopo questo evento Jae Eon decide di vendicarsi, peggiora la sua ossessione per Nabi, la fa innamorare di lui, la fa anche attaccare fisicamente a lui e, alla fine, le spezza il cuore per vendetta. Non c’è crescita del suo personaggio alla fine e non c’è redenzione: viene spiegato che ha avuto un passato difficile con una famiglia terribile, dove l’odio scorreva a fiumi e che lo ha sempre abbandonato, e lui è cresciuto così, crudele, manipolatorio e contorto fino alla fine.

Successivamente nel webtoon, Na Bi si taglia i capelli, si trasferisce in una nuova casa e si mette con il second lead, l’amico d’infanzia Yang Do Hyuk, ma a causa dei traumi che si porta dentro dalle due precedenti relazioni, che non ha mai risolto con se stessa, anche questa relazione non è in buone condizioni. Si sente ancora insicura e ha difficoltà a fidarsi degli altri e quando vede Do Hyuk parlare con le sue amiche, Na Bi è spaventata e terrorizzata dall’idea che lui possa tradirla o prenderla in giro: anche se era solo una conversazione senza senso, non riusciva a non sentirti totalmente insicura.

L’intento del webtoon è chiaro: insegna che le relazione tossica lasciano cicatrici difficili da guarire, che quelle paure chiudono le persone, le fanno sentire inferiori, rendendo loro difficile fidarsi degli altri, facendo perdere loro la fede nell’amore. Diventa difficile superare questi sentimenti e, infatti neanche Nabi cambia alla fine del webtoon, nemmeno lei cresce, perché il percorso è lungo ed è difficile e non lo risolvi in un mese.

Il finale del drama invece, a prescindere dal confronto col webtoon, per sua struttura non mi è affatto piaciuto: l’orribile predestinazione è davvero superflua in un prodotto come questo. Sapere che Jae Eon si ‘innamorato a prima vista’ di Na Bi osservandola nella mostra dove era esposta l’opera del suo ex, e dove è stata profondamente umiliata, è uno strumento artificioso e un vero e proprio deus ex machina che annulla ogni cosa. Quindi era sempre stato amore, quindi erano destinati a stare insieme, quindi Nabi può stare quieta e trovarlo, ed è esattamente quello che succede.

Se fino alla scoperta del disegno e di questa stupidaggine di risoluzione vedevamo una Nabi che aveva fatto pace con se stessa, che si era accettata, che aveva accettato la sua arte e il suo essere imperfetta e umana, dopo la rivelazione tutto sembra tornare al primo episodio e a 80 passi indietro per lei, dato che tutto, alla fine, è sempre e solo stato amore. Non c’è vera crescita, non c’è vera redenzione, non c’è vero perdono perché tutto accade perché doveva accadere e si percepisce come forzato quest’ultimo episodio, molto forzato.

Il finale con loro due piccioncini è inutile, superfluo, sdolcinato quasi a livelli di vomito e totalmente casuale, davvero pessimo.

Teoricamente, ripeto solo a livello teorico, non è del tutto sbagliato far finire Jae Eon e Nabi insieme: nell’ipotesi in cui il drama avesse approfondito meglio i due personaggi, migliorato la loro relazione e le iterazioni, farli finire insieme non sarebbe sbagliato. Non è impossibile cambiare e va anche bene trasmettere un messaggio di guarigione, raggiungibile da soli, dopo essere stati segnati da un passato doloroso che non ci impedisce di amare di nuovo. Nabi è stata ferita dal suo ex fidanzato e dalla sua vaga relazione con Jae-eon, ma alla fine sceglie di credere di nuovo nell’amore, dopo che lui diventa qualcuno capace di esprimere sinceramente l’amore. Dare una seconda possibilità a Nabi e Jae-eon, insegna a possedere la vita e ad amare le decisioni, buone o cattive che siano: è normale essere stupidi e alla fine fallire, ma a prescindere dobbiamo lottare e continuare ad andare avanti, senza fossilizzarci sul passato o sui nostri errori. Teoricamente davvero un bel messaggio sceneggiatori, perché non lo avete utilizzato nel prossimo vostro progetto, visto che qui dentro non ci sta proprio bene?

In pratica, infatti, in ‘Nevertheless’ non funziona perché arriviamo a questo finale senza i giusti presupposti, senza la giusta crescita dei personaggi e riflessioni sul loro rapporto: in pratica hanno costruito un bel tetto con tante tegole su dei pilastri di polistirolo, il crollo è garantito.

Per come è stato strutturato il drama e quel poco di crescita dei personaggi che abbiamo visto negli ultimi due episodi, Nabi doveva finire da sola, trovare il suo mondo come donna forte e indipendente, partire per Parigi e dare il via alla sua carriera. Magari rincontrare Jae Eon dopo anni, se proprio volevano inserire quel cavolo di happy ending.

Voi, però, che ne pensate di questo finale? Meglio il drama, il webtoon e anche voi avete una terza strada che preferite?

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