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'Beyond the bar' un legal drama basato sui problemi con la mamma e tanta noia

‘Beyond the bar’ un legal drama basato sui problemi con la mamma e tanta noia

| On 10, Mag 2026

Se state pensando: “Un altro drama legale?”, ‘Beyond the Bar’ è qualcosa di diverso, non il solito drama coreano legale, né la solita serie tv americana legale.

‘Beyond the Bar’ ha creato personaggi avvincenti e umani e riesce a inserirli in una storia che esaminare gli aspetti più oscuri della nostra società, con spunti di riflessioni umani e morali. Riesce a umanizzare avvocati, imputati e querelanti attraverso una narrazione comprensiva e socialmente consapevole.

Mi è piaciuto?
No.
Però perché io ho i vizi. I legal drama devono essere fatti molto bene per risultare belli per me, da un punto di vista giuridico e questo pone più l’accento sulle persone e sui personaggi rispetto ai casi legali che spesso sono spunto o accenno o piccola parte di un’intera puntata.
Ci torneremo.

Di cosa parla questo drama?
Yoon Seok-Hoon (Lee Jin-Uk) è un avvocato associato e leader del team contenzioso dello studio legale Yullim. È un uomo che sa correre rischi con sangue freddo e mette pressione ai suoi avversari con una logica creativa. È ammirato dai colleghi per le sue solide capacità legali, ma non è facile da avvicinare a causa del suo atteggiamento freddo e della totale mancanza di chiacchiere. Kang Hyo-Min (Jung Chae-Yeon) è un avvocato alle prime armi e lavora con Yoon Seok-Hoon. È socialmente impacciata, ma è onesta e sicura di sé ed entra nello studio legale Yullim come tirocinante.

Piccole cose (forse non) bellissime PER ME:
Drama legal con sfondo romantichello (ma così di sfondo che lo vedi proprio poco) che inizia in modo abbastanza coinvolgente ma anche abbastanza WHUT per me, personalmente. Durante il colloquio per diventare stagiste di uno studio legale vengono fatte domande molto sciocche, tra i quesiti c’è anche il dilemma del treno e se il conducente possa essere accusato di omicidio.

Per me questa è una banalità: dato che sono molto curiosa su queste tematiche, non trovo la domanda né intelligente né interessante, però forse questo setta il livello dei casi legali che verranno trattati nel corso del drama (e che a me non sono piaciuti).
I casi sono sempre così, semplici (per me banali e sciocchi), ma che servono per la riflessione morale e sociale.

(VAI COL MIO SFOGO)
Casi legali sciocchi, che spesso si risolvono dopo 10 minuti dall’inizio della puntata;
ho ODIATO il solito glowup di donna grassa che si ingozza e che poi, dopo matrimonio andato male, si fa snella e mega fregna e tutto diventa migliore nella vita. Francamente, siamo nel 2025, gente: avete anche rotto le palle di rappresentare il miglioramento in una donna con il dimagrimento esagerato passando SEMPRE E COMUNQUE dall’aspetto fisico;
– una puntata dove si ha il dilemma etico del salvare un pedofilo che si risolve in un modo che non ha né senso etico, né sento morale, né senso logico; la visione di fondo è così tradizionalista e arcaica, da sfociare nella banalità anche quando i temi trattati potrebbero portare a riflessioni più profonde dal ‘se l’è cercata’, ‘il karma esiste’, ‘occhio per occhio, dente per dente’... e invece no, proprio un episodio si chiama ‘occhio per occhio, dente per dente’ quindi capite bene dove il tutto vada a parare;
il problema è sempre genitoriale: ogni personaggio, vagamente definito, ha un problema con i genitori, soprattutto con la mamma. I protagonisti sono ovviamente infognati con drammi genitoriali di diversa specie, anche animale. Dei dodici episodi, quattro sono legati al tema genitoriale, con due che lo hanno proprio come argomento centrale. Non ve lo dico nemmeno che di tutti i rapporti genitoriali, descritti o presenti come storie, solo uno è positivo… e infatti la mamma è morta, quindi comunque è dolore. Una cosa è certa, quindi: gli sceneggiatori hanno problemi con la mamma, e anche gravi. Il problema mio è che tutto è ripetitivo e banale a livelli imbarazzanti.

Probabilmente la discriminante per l’apprezzamento del drama è la conoscenza della legge: se hai studiato legge (io ho fatto economia aziendali, solo 5 esami nell’ambito del diritto, ma ho approfondito io molti aspetti perché lo trovo molto affascinante), tutto è troppo elementare. Però ho letto di persone che hanno trovato difficile seguire i ragionamenti giuridici o comprendere i termini usati, quindi forse dipende. Magari ho bisogno di un feedback esterno in merito.

Per me, un drama legale in cui la parte legale è breve, banale ed elementare, mi fa perdere qualsiasi interesse. Questa ossessione per la mamma cattiva, poi, MAMMA MIA NON CE LA FO’.

L’unico episodio che mi ha soddisfatta è quello dove si parla di suicidio assistito / morbo di Alzheimer, episodio in cui la riflessione morale e sociale è strettamente legata a un caso legale del passato e del presente, dove la parte legale ha un peso grande nell’episodio e anche quello che viene detto, così come il finale, è quella nota dolce-amara che fa riflettere sul concetto di vita, di dignità, di scelta, di libertà. La profondità che ho trovato in questo episodio, mancava in altri episodi e mi dispiace perché se qui ci sono riusciti, vuol dire che lo sapevano fare, ma è più semplice giocare sul sicuro, no?

Cosa affronta il drama?
Tramite i casi legali si affrontano molti dilemmi etici, morali e sociali: concetto di suicidio assistito, genitorialità, manipolazione, bullismo, diritti d’autore, abusi, ma anche crescita personale.

Punti positivi e negativi:
‘Beyond the Bar’ si distingue per i suoi personaggi femminili, molto potenti e centrali. La nostra protagonista Hyo-min è brillante, schietta e desiderosa di difendere i suoi valori, viene descritta come studiosa, precisa e attenta. Non sembra interessata all’amore, ma alla carriera e questo mi è piaciuto. Essendo le la protagonista, vediamo anche il suo rapporto con le amiche d’infanzia, Seol-a (Kwon Ah-reum) e Ji-eun (Lee Seung-yeon), un perfetto esempio di un’amicizia femminile solidale e sana.

Mentre Hyo-min rappresenta l’esperienza di una donna più giovane, l’avvocato Heo offre un personaggio altrettanto complesso e intelligente, ma che illustra un background diverso. Come professionista più anziana che ha dovuto reinventarsi, Heo mette in luce un diverso tipo di esperienza femminile nella società. Da donna sfruttata chiusa nelle mura domestica, è tornata sui libri e ha riscritto il proprio destino. Lo stesso vale per la madre di Hyo-min, Eun-hui (Yoon Yoo-sun), il cui personaggio presenta diversi livelli esplorati nel corso della serie, lati d’ombra e di luce. Infine, non possiamo non menzionare l’avvocato Kwon Na-yeon (Kim Yeo-jin), l’audace, capace e sicura di sé mentore di Seok-hun che torna per distruggere Yullim e ricostruirla da zero.

Non tutti i personaggi femminili sono positivi e l’ex-moglie del protagonista la vorresti prendere a sberle un minuti sì e l’altro pure, perché quella donna è semplicemente scritta col culo, è di un’incoerenza pazzesca e francamente a me non l’hanno fatto capire perché si è comportata così da stronza. Sembra quasi che lo abbia fatto ‘perché sì’ e invece poi è tornata a comportarsi come una persona normale che non ferisce gli altri per sport. Questa rappresentazione crudele e orribile potrebbe andare bene per un cattivo, potrebbe andare bene se ci viene solo raccontata coi ricordi del protagonistici viene anche mostrata, quindi non capisco perché debba essere descritta come un mostro, invece che farci capire di più di lei.
La relazione è andata male, ok, a volte le cose non funzionano per diversi motivi e tifare per il protagonista maschile non vuol dire che non possiamo accettare le motivazione della sua ex. Invece sembra che, per partito preso, l’ex debba essere odiosa e basta.

Non voglio fare spoiler, ma la moglie fa così davvero orribili, prende delle decisioni che impattano sulla coppia in modo autonomo, senza nemmeno sentire di doverlo informare prima: lui lo scopre e lei quasi si arrabbia perché non voleva lo scoprisse. Anche scoprire che si sono lasciati, perché lui voleva darle spazio mentre lei ha inteso che voleva finirla, mi ha lasciata di stucco: è trattata come se fosse un’analfabeta che non riesce a capire il coreano. E’ negativa e basta e io non riesco a capire perché.

Conclusione:
‘Beyond the Bar’ è piaciuta a tantissimi, ha recensioni ottime, ha avuto ascolti incredibili, per me c’è molto di meglio.

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