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Perché da 'Love Alarm 2' ci aspettavamo di più?

Perché da ‘Love Alarm 2’ ci aspettavamo di più?

| On 20, Mar 2021

Da ‘Love Alarm – season 2’ mi aspettavo altro. Mi ha deluso? Non proprio. Mi ha soddisfatto? Non completamente. Mi ha stupito la scelta finale? E proprio qui che mi rendo conto del mio personale problema con questo drama: Love Alarm ha fatto zig zag così tanto con il suo triangolo amoroso che non ho più trovato una delle due scelte credibile e, di conseguenza, la lotta al cuore di Jojo ha perso interesse con il passare del tempo. Comunque ‘Love Alarm’ resta un drama carino (soprattutto la prima stagione) con una seconda stagione comunque godibile.

La percezione, però, che si ha arrivando alla fine della seconda stagione questo drama è quella di aver visto qualcosa di molto costruito, una confezione bellissima di una scatola vuota all’interno. Partiamo, comunque, questa analisi per i soliti punti e analizziamo le cose belle e quelle meno belle del nuovo drama di Netflix.

Di cosa parla questo drama?
Basato sull’omonimo webtoon di Chon Kye-young, il drama gira intorno alle conseguenze provocate dall’app ‘Love Alarm’ che suona quando qualcuno a cui piaci (che ha anche lui l’app) si trova entro un raggio di 10 metri. Nella prima stagione, la studentessa delle superiori Jojo (Kim So-hyun), orfana che fa due lavori e vive con sua zia e sua cugina, si ritrova in un triangolo amoroso con il compagno Hye-young (Jung Ga-ram) e il compagno/modello Sun-ho (Song Kang). Dopo una storia con Sun-oh, Jojo attiva uno scudo sul suo Love Alarm che non fa suonare più le altre app e che viene usata dalla protagonista come scusa per lasciare il modello. La prima stagione si è conclusa quattro anni dopo, con tutti i personaggi in un evento di lancio di Love Alarm 2.0.
La seconda stagione parte dal triangolo amoroso lasciato a brandelli alla fine della prima stagione. Sun-oh e Hye-yeong, amici d’infanzia, non si parlano più dopo che il rispettivo amore per Jojo li aveva divisi. Sun-oh è in una relazione con la modella Yuk-jo (Kim Si-eun), nonostante lui non sembra provare veri sentimenti per lei (dato che non le fa suonare il suo Love Alarm). Invece Jojo, ora studentessa universitaria, ha una relazione molto vaga con Hye-young, che lavora per Love Alarm. Anche se Jojo non fa suonare il Love Alarm di Hye-young, con l’aggiornamento 2.0 l’app dice al ragazzo che la protagonista è tra le persone a cui piacerà e queste sono le premesse di questa nuova stagione. Sunoh torna improvvisamente nella vita di Jojo e vuole scoprire di più sullo scudo: chi sceglierà Jojo?

Piccole cose (forse non) bellissime:
C’è ancora molta meno carne sul fuoco per la storia rispetto alla prima stagione e alcune linee di trama secondarie risultano stridenti mentre cercano di mescolarsi con la parte principale, prima fra tutte la storia di sua cugina che è davvero vuota e noiosa e anche un po’ patetica. In realtà, vedendo la seconda ‘stagione’, è evidente che il prodotto non nasce per essere diviso in due “stagioni”. Il risultato, infatti, sembra più quello di due parti bruscamente spezzate senza un vero e proprio filo logico, due pezzi simili ma con profonde differenze che avrebbero reso molto di più tutte insieme.

‘Love Alarm’ è partito con un’atmosfera alla Black Mirror molto più pacata e romantica, ma comunque interessante, che però non è stata minimamente approfondita nella seconda stagione, limitandosi a ovvietà e banalità nel finale. Partita come una realtà in cui l’intelligenza artificiale diventa un’estensione di un essere umano, l’applicazione è così connessa alla realtà umana da sostituirsi all’individuo nel prendere le decisioni. Una situazione così disumanizzare e interessante, però, si risolve in frasi banali sulla ‘libertà decisione’ e il ‘libero arbitrio’, che nessun riscontro hanno nella narrazione.

Questa seconda stagione paralizza il pubblico con i sentimenti contrastanti e confusi di Jojo, che da sola non riesce a capire chi scegliere. Sia il team Jojo/Sun-oh che il team Jojo/Hye-yeong hanno i loro perché, in entrambi i casi senza reale emozione o sentimento, e questa storia viene portata avanti per tutte le sei puntate con fatica e piattezza.

Cosa affronta il drama?
I lati positivi della seconda stagione di Love Alarm si possono trovare al di fuori del triangolo amoroso (che purtroppo nella sua noia totale occupa gran parte degli episodi) e riguardano il supporto reciproco e il superamento dei propri traumi. Alla fine, in modo purtroppo approssimativo, esplora l’importanza della vera scelta e solleva domande sulla fattibilità dell’app Love Alarm. La conclusione non vuole semplicemente far vincere un team, ma vorrebbe far riflettere (motivo anche delle scene con ‘spiegoni’ che si susseguono nell’ultima parte del sesto episodio) sull’amore, sulla difficoltà dei rapporti e sull’importanza della comunicazione e del prendere le proprie decisioni: quello che viene chiamato, appunto, il libero arbitrio. Per quella parte della generazione più giovane che si affida tanto ai Mi piace e ai Follower di Instagram, questo drama potrebbe dar molto da ragionare, questo però se quella persona è già sensibile sull’argomento.

Gli argomenti che il drama sfiora sarebbero anche stati interessanti se qualcuno si fosse preso la briga di approfondirli ed evitare l’effetto ‘pippone del genitore/boomber’ su quanto le applicazioni essendo algoritmi hanno dei limiti e l’essere umano deve avere il coraggio di prendere in mano la sua vita. Predica dal valore di 0,5 euro che ci arriva dopo 15 episodi di gente totalmente ossessionata dall’app, tanto da rincitrullirsi e dimenticarsi che, essendo esseri parlanti, potrebbero risolvere tutto con la parole (non i pipponi, ma frasi semplici, concise e sincere).

Lati positivi e nagativi (perché sono, purtroppo, indivisibili):
Quando è iniziato ‘Love Alarm’, i personaggi potevano semplicemente scegliere se utilizzare o meno l’app e l’app descriveva il paradosso della solitudine in un mondo iperconnesso. L’applicazione si diffonde in modo capillare e, nella seconda stagione, la ‘scelta’ non sembra più tale ed è partita una vera e propria ossessione per l’app di cui anche Jojo fa parte. Infatti Jojo cerca di togliere lo scudo che le impedisce di mostrare i suoi sentimenti perché lei afferma che da sola non riesce a capirli. ‘Love Alarm’ in questa stagione diventa quasi un assioma, qualcosa di ormai imprescindibile nella vita di ogni persona e la cosa è frustrante perché questa cosa non viene mostrata come problematica. E’ evidente che persone ossessionate da un’app siano un problema e il fatto che quindi non venga resa evidente, anche se questo dovrebbe essere il senso del drama, è terribile.

E’, mi ripeto, frustante la dipendenza sociale dall’app di cui siamo testimoni e di cui nessuno parla in modo serio. L’app, nata con un intento anche positivo, viene però utilizzata in modo negativo, come ad esempio l’aberrante classifica del club con quelli che ricevono più cuori che hanno accesso a party e incontri esclusivi. Tutto questo è una negazione degli intenti iniziali, una bruttura delle buone intenzioni e mai viene presentata come cosa sbagliata.

Jojo, Sun-oh e Hye-young sono personaggi con emozioni volutamente contorte (i loro sentimenti sono chiari ma loro scelgono di complicarli) e c’è la sensazione per tutta la seconda stagione che potrebbero facilmente risolvere i loro problemi se, semplicemente, ne parlassero. Love Alarm li condiziona a fare affidamento sulle notifiche digitali per dirsi cosa provano o come si sentono, con successivo dolore, mancanza di fiducia e spaesamento. Questo atteggiamento è sbagliato e disumano, ma il drama non lo fa capire e continuava a sfruttare l’app come estensione dell’essere umano. Questa storia avrebbe dovuto far capire che l’app è una cosa utile ma non può sostituire l’umano, purtroppo non riesce minimamente a spiegarlo.

La seconda stagione avrebbe dovuto mostraci una storia d’amore che diceva “Fottiti” all’app, una relazione vera basata su sentimenti, emozioni e parole, avrebbe dovuto mostrarci che ciò che l’app Love Alarm ha fatto alla società, monetizzando e quantificando l’amore, non è stato solo negativo, ma deleterio. Avrebbe dovuto dimostrarci che l’amore riguarda la fiducia e su emozioni che nessuna macchina può calcolare. Tutto questo è proposto male, è reso poco comprensibile e anche con una banalità e una superficialità tale da rende il messaggio bello solo esteticamente ma totalmente inefficace.

Con così tanto slow-motion, montaggio instabile, dialoghi a volte lunghissimi e ripetizioni, i sei episodi della seconda stagione sembrano particolarmente imbottiti, visivamente incredibili, ma senza brio. Viene utilizzato uno schema di colori sbiadito e sovraesposto nelle sue scene diurne: i toni del bianco sbiancato, che emanano un’atmosfera nebulosa/sognante tipiche di servizi fotografici matrimoniali degli anni ’90, ci portano lontani dalle splendide location del centro di Seoul che il drama ha utilizzato (bene) nella prima stagione ma anche lontano dalle emozioni.

La narrativa di questa seconda stagione, che sembra più interessata a belle riprese e inquadrature spettacolari, non consente di approfondire i sentimenti romantici dei personaggi, e anche argomenti importanti e terribili, come un suicidio di massa o uno stalker ossessionato, vengono lasciati sullo sfondo e mai approfonditi davvero. E’ una scelta, ad esempio, quello di far separare due personaggi, in un momento molto triste e anche lungo, pieno di pathos e dolore, in un’inquadratura lontana durante un tramonto dove si vedono le loro sagome nere in un angolo della ripresa. Per l’intera triste scena non ci viene mai mostrato il viso dei due personaggi mentre si dicono con tristezza addio. L’inquadratura bellissima ha distrutto un momento doloroso per mere esigenze visive, e questo è assolutamente assurdo.

Le riprese bellissime sono un piacere per gli occhi, ma se in una commedia romantica ci allontaniamo dalla testa e dal cuore dei personaggi, viene meno il presupposto delle storie romantiche. Come possiamo vivere indirettamente le loro emozioni attraverso i personaggi se nei momenti più importanti non ci vengono mostrate le loro espressioni, per favorire una bellissima ripresa con fiori di ciliegio e cabina telefonica di sfondo? Perché in una scena importante per il drama io dovrei osservare i due protagonisti alti quanto il mio indice? Perché c’è una cabina telefonica britannica nel parco di un’università coreana in un mondo pseudo futuristico? E poi perché ci sono così tanti petali di ciliegio in ogni cavolo di scena pseudo-romantica, anche quando alberi di ciliegio non si vedono all’orizzonte?

Parliamo anche di un altro problema: Jojo, la nostra protagonista e il suo essere un personaggio davvero egoista e incoerente. Nella prima stagione, abbiamo visto la nostra eroina Jojo prima resistere all’app, poi usarla e infine abusarne. Quando ha inserito lo “scudo”, che le impedisce di far suonare il Love Alarm degli altri, anche se lei ama Sunho, dato che è spaventata dai suoi sentimenti sceglie di cacciarlo via dalla sua vita e spezzargli il cuore, nascondendosi dietro all’app. Nella seconda stagione l’atteggiamento di Jojo non è cambiato molto e continua ad avere lo scudo, all’insaputa di coloro che la circondano, senza essere sincera anche con la persona che la ama e la aspetta da oltre 4 anni. Osservare per un totale di 15 puntate un personaggio che non cresce mai, non impara mai, è frustrante. La ‘redenzione’ nell’episodio 16 no, non è abbastanza.

Conclusioni:
Grandi delusioni vengono da grandi aspettative e per ‘Love Alarm’ le premesse erano fantastiche, con molti risvolti sociali che sono davvero attuali. ‘Love Alarm’, che resta un prodotto interessante nella prima stagione, poteva descrivere situazioni prossime e farci riflettere davvero, ma è solo, purtroppo, un insieme di opportunità mancate nella sua seconda parte.

Senza aspettative, ‘Love Alarm’ è abbastanza per divertirsi, nella consapevolezza che non vi resterà nulla.

ATTENZIONE: SPOILER!

Dopo l’immagine ci sarà una piccola parte spoiler, per approfondire il finale, quindi sarà rivelata la scelta finale di Jojo.

ATTENZIONE: SPOILER!

Da questa parte inizia una parte spoiler che vi consigliamo vivamente di leggere solo dopo aver visto il drama, dato che riveleremo chi ha conquistato il cuore di Jojo, cosa che si scopre davvero nelle ultimissime puntate.

Voi da che parte state?
Team Hye-young VS Team Sun-oh

… e perché non vi è piaciuta proprio nessuno delle due coppie? HAHAHAHAHAHAH 

La parte spoiler è uno sfogo personale: come ho detto all’inizio in realtà non mi piaceva nessuna delle due coppie, le trovavo sbagliate entrambe anche se nella prima stagione ho tifato per Sun-oh.

Lo sfogo, come potete forse intuire, è su Jojo e le sue scelte che per me sono incomprensibili.

Jojo sente che la sua relazione con Hye-young non può essere legittimata senza che l’app sia coinvolta, quindi cerca lo sviluppatore per farsi togliere lo scudo. Alla fine, tramite questo nuovo strumento (di cui nessuno sentiva la necessità e che è davvero mega forzato per allungare il brodo), ossia la ‘lancia’, le viene data la possibilità di far suonare il Love Alarm della persona da lei scelta. E’ così che ci viene introdotto, e poi illustrato nello spiegone finale, che Jojo aveva il libero arbitrio e lei ha dimostrato all’app che la libera scelta è sempre possibile.

Teoricamente è corretto, se decidete di spegnere il cervello e farvi infinocchiare dallo spiegone, teoricamente è corretto e ha anche senso. Ragionateci, però, un po’ e capirete che no, non è corretto e no, non ha senso: perché Jojo questa libera scelta, se è davvero libera, se lei ha il libero arbitrio, la deve esercitare utilizzando l’app? Se Jojo è ansiosa di dimostrare il suo amore a Hye-young, vero, sincero, che va oltre l’app e prescinde dallo squillo, perché non confessa semplicemente il suo amore e gli spiega dello scudo? Il fatto che per lei non ci sia altro modo di farlo oltre all’app, vuol dire non credere ai propri sentimenti finché Love Alarm non genere lo squillo. Jojo è completamente dipendete dall’applicazione, in modo malsano e fino alla fine, fino agli ultimi dici minuti dell’ultimo episodio sceglie con il suo libero arbitrio di far legittimare la sua relazione dagli squilli di Love Alarm.

Jojo, purtroppo, non è l’unica ossessionata dall’applicazione: fin dalla prima stagione, Sun-ho e Hye-young sono stati presentati come l’eterna lotta del, rispettivamente, digitale contro analogico. Nella seconda stagione, Hye-young è ancora il nostro ragazzo analogico, con il suo amore per le cineprese, per le fotocamere vintage e le radio arcaiche, ed è Sun-ho “digitale” che viene rifiutato, più e più volte, da Jojo. Ma allora, dov’è la logica quando l’analogico Hye-young è ossessionato dal suono della sua app ed è il digitale Sun-ho che non si preoccupa affatto di Love Alarm e dice che crederà esclusivamente ai suoi occhi? Hye-young potrebbe semplicemente pronunciare le due parole che sembrano essere dimenticate da questo drama, “Ti amo”, e risolvere tutto molto più semplice, in modo più vero e anche in modo più conforme al suo personaggio.

Il problema è che anche se Hye-young dice che non gli importa dello squillo della sua app, e lo ripete come un mantra per tutta la prima metà della seconda stagione, quando questo succede lui è felicissimo e quando scopre che è una bugia, è incazzatissimo. E anche qui: la ragazza che frequenti ha messo uno scudo per bloccare gli squilli e ha scelto di far suonare solo il suo Love Alarm, solo il suo. E’ lecito arrabbiarsi perché quella persona non è stata sincera, ma Hye-young non crede nei sentimenti di Jojo fino a che una terza persona non glielo spiega e giustifica nuovamente il tutto tramite l’app (Jojo è uscita dalla lista di coloro a cui Hye-young piacerà, perché ha iniziato a provare sentimenti per lui). Solo dopo il pippone con prova sull’applicazione Love Alarm la situazione per lui sembra essere davvero superata. Cosa vuole dirci il drama qui? Perché lui ha così tanto bisogno che la loro relazione sia legittimata dall’app e non dalle parole di Jojo?

Il personaggio che ne esce fuori meglio è quello di Sunoh, che cresce poco nel drama e tratta molto male la modella Yuk-jo, ma che alla fine forse è l’unica che segue il principio del libero arbitrio: sceglie di credere agli occhi di Jojo e non all’applicazione, così come sceglie di tornare da Yuk-jo più e più volte fino a che non la convince a ridargli una possibilità affermando che insieme impareranno a farsi squillare i Love Alarm. La promessa degli squilli, in quella scena, è una battuta e si percepisce che le intenzioni di Sunoh sono sincere e prescindono dall’applicazione. E’ uno dei personaggi che è stato trattato peggio nella storia, eppure è quello che ha capito molte più cose.

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