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‘Would You Marry Me’ e la noia del drama Old-School?

‘Would You Marry Me’, drama di dodici puntate che trovate su DISNEY+, non è un drama da scegliere se si cerca originalità e lo si capisce dalla trama: è il classico cliché della Cenerentola sfigata che incontra l’erede supremo della famiglia ricchissima e del finto matrimonio.

Nel suo essere prevedibile e già visto, comunque è una visione che intrattiene nella sua estrema banalità se si accetta tale banalità.
E’ banale nell’andamento, nella scelta delle cose da fare, nelle intenzioni e delle caratterizzazioni dei personaggi. Siamo alla sagra della banalità e spesso la visione è stancante.

Ma ci torniamo.

Di cosa parla questo drama?
Kim Woo-Joo (Choi Woo-Sik) è l’unico figlio maschio di una famiglia proprietaria del brand storico Myungsoondang e lavora lì come responsabile marketing.
Incontra Yoo Me-Ri (Jung So-Min) per caso e oltre a inglobarlo nella sua vita è anche una designer che lavora per loro. Un giorno, lei gli chiede improvvisamente di sposarla.
Infatti Yoo Me-Ri sta attraversando un periodo difficile, tra cui un divorzio d aun ex infedele e crudele, una truffa legata all’affitto della casa dove ha perso tantissimi soldi e, quando tutto va a rotoli, vince una casa di lusso in quanto novella sposina… peccato che il marito sia scappato con l’amante e lei deve consegnare i documenti per formalizzare il divorzio… o trovare qualcuno con cui fingere per 90 giorni…

Piccole cose (forse non) bellissime:
‘Would You Marry Me?’ è una commedia romantica coreana leggera e ricca di cliché, che evoca deliberatamente l’atmosfera dei classici K-drama “Old School” alla ‘Full House’, una serie del 2004 con un tema simile sul matrimonio combinato. Questi drama avevano spesso cliché classici come la dinamica “ragazzo ricco/ragazza povera”, relazioni finte e triangoli amorosi ecc.

Utilizzare sempre i soliti cliché può generare effetto nostalgia o essere una maledizione, dato che viene facilmente percepito come banale, noioso, prevedibile, già visto.

In ‘Would You Marry Me?’ abbiamo, come già detto, TAAAANTI cliché, anche la famiglia/suocera-cognata crudele in stile molto esagerato, incontri casuali, chaebol e figli crudeli perché sì, orfani ORFANI OVUNQUE, ripeto, ci sono TAAAAANTI cliché.

Francamente a me la visione, simpatica e coinvolgente all’inizio, è finita con risultare stancante e annoiante.

Cosa affronta il drama?
L’amore è la base, ed è anche il concetto stesso del finto matrimonio che è il tema centrale del drama: si gioca sul confine labile tra ciò che è finto e ciò che diventa amore vero, suggerendo che la vera intimità può nascere in circostanze inaspettate.

Si parla di seconde possibilità e nuovi inizi: Me Ri si trova in un momento difficile dopo un fidanzamento fallito e una truffa immobiliare. Il finto matrimonio le offre una seconda possibilità di stabilità e felicità. Questo tema del rialzarsi dopo un fallimento è centrale nell’arco narrativo del suo personaggio.

Fiducia e vulnerabilità sono un altro tema: mentre i personaggi affrontano la loro situazione di vita, sono costretti a mostrarsi vulnerabili e a costruire un rapporto di fiducia, una sfida non indifferente vista la delusione subita da Me Ri a causa del suo ex fidanzato. La serie sottolinea l’importanza della fiducia in una relazione sana.

Anche il second lead ha un arco che parla di riscatto sociale, di classismo, di crudeltà gratuita, ma anche di giustizia e di onestà.

Punti su… qualcosa:
La coppia principale ha una buona chimica, fortunatamente non abbiamo secondi che rompono inutilmente le palle, e loro funzionano sia singolarmente che insieme. Jung So Min e Choi Woo Sik sono la forza del drama, è una cosa indubbia. Anche se si innamorano perché sì… o meglio perché sono predestinati essendosi incontrati già nel passato. OVVIO.

Alcuni momenti con loro sono leggeri, spumeggianti, divertenti e anche romantici. Anche se la logica spesso va a farsi friggere, la serie sa essere divertente.

Da metà drama, il divertimento viene meno, troppi intrighi aziendali, con il solito cattivone che ovviamente ha fatto cose cattive dal 1980 e nessuno se n’è accorto mai. OVVIO.

La maggior parte dei conflitti della seconda metà derivava da fonti esterne (problemi di denaro, ex fastidiosi, parenti ficcanaso) senza che i personaggi avessero lotte interiori con cui confrontarsi. Tutto proveniva da fuori, mai dalle loro emozioni e riflessioni, e veniva risolte con azioni. Poca profondità, molta superficialità.

La seconda coppia poteva sembrare inizialmente interessante, davvero, poi mi è scaduta nella banalità, sia per contenuti che per rapporti. All’inizio poteva starci, ma alla fine sembra che siano finiti insieme perché forzati, non tanto perché fossero fatti l’uno per l’altra. La loro storia inizia perché sì, continua perché lei si sforza a mettersi in mezzo e finisce perché sì. Forse avrebbero avuto bisogno di più tempo, più profondità, qualche pensiero logico e momento romantico.

Conclusione:
In generale, se avete voglia di una commedia romantica con il cliché del matrimonio finto, ‘Would You Marry Me’ potrebbe fare al caso vostro. Non è la migliore, ma è discreta e ogni tanto ci sta a tornare a commedie classiche e banali, no?

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