Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Scroll to top

Top

Nessun commento

Quel caos di 'Genie, Make a Wish' è tanto controverso quanto folle e bello? Ma soprattutto folle?

Quel caos di ‘Genie, Make a Wish’ è tanto controverso quanto folle e bello? Ma soprattutto folle?

| On 06, Nov 2025

‘Genie, Make a Wish’ è la nuova fatica con protagonista Suzy e Kim Woo-bin con dei bellissimi capelli alla raperonzolo.

Nei primi dieci minuti abbiamo le regole: siamo nel Medio Oriente, i geni insieme agli angeli popolavano il mondo prima degli umani, poi Dio si è rotto le palle della loro arroganza e inizia una lotta potente e ne restano in 475, che devono piegarsi al volere delle new entry, gli umani creati dall’argilla. Ma il nostro genio ribelle non lo vuole fare, manco per il ca**o, e quindi va negli inferi e chiede a Dio di poter essere il tentatore dell’umanità, per dimostrargli che siamo pezzi di merda.
Come?
Vi sembra tutto leggermente confuso e un riassunto un poco strano di quanto sia alla base dell’islamismo?
Bah, non capisco perché la pensiate in questo modo! Inconcepibile!! (spoiler: sono ironica)

Comunque i primi 5 minuti sono confusi a livelli assurdi, ma dopo un primo episodio in cui la vostra espressione confusa regnerà padrona, sarà tutta in discesa. Perché dall’episodio 2 fino al 13 (il finale), tutto vi inizierà quasi a sembrare normale.

L’impatto non è semplice e davvero ha delle cose che stridono, non è semplice vedere l’infanzia di un serial killer basico e un poco psicopatico come protagonista, una che minaccia di uccidere che ha 6 anni e degli occhini giganteschi… che poi diventa un’adulta che continua a minaccia chiunque di omicidio mentre ha un trapano come suoneria del cellulare. La confusione cresce sempre di più.

L’inizio è sconvolgente perché DAVVERO tutto sembra senza alcun senso, al secondo episodio inizi a essere dentro la storia e a chiederti tutto questo circo dove voglia andare a parare, dalla terza la follia è ormai dentro di te e si inizia a ridere. Nel quarto si ride assai perché tutto è folle ma folle folle.

Ne vale la pena?
Perché volevano boicottarlo?
Perché ha raggiunto buoni risultati nonostante le recensioni contrastanti?
E queste recensioni negative hanno senso? Sono giuste?
Capiamolo.

Di cosa parla questo drama?
Un genio di nome Iblis viene liberato dalla sua lampada dopo 983 anni. Era stato imprigionato a causa delle azioni di una donna di nome Ka-young, in una vita passata. Ka-Young, rinata, è adesso una psicopatica. La sua vita di è una monotona routine, controllata dalle rigide regole della nonna. Lotta per sopravvivere e affronta complicati problemi emotivi.
Quando incontra Iblis, le loro vite cambiano per sempre. Iblis ha cercato l’anima di Ka-young per vendicarsi e dimostrare quanto sia corruttibile e vincere la sua personale sfida con Dio, che invece ha piena fiducia nell’umanità. Ka-Young deve solo esprimere i tre giusti desideri…

Piccole cose da considerare:
“Genie, Make a Wish” ha un umorismo molto accentuato, potremmo dire quasi goffo e infantile, ha un tono difficile da cogliere, dei primi episodi che sono sopra le righe, ma così tanto sopra le righe che dovremmo scrivere fuori dal quaderno.

Il fantasy è utilizzato per creare situazioni buffe e infantili, le risate derivano da situazioni cartoonesche, lo scambio di battute è rapido, tagliente, ridicolo all’ennesima potenza. E’ una comicità che deve piacere.

Il ritmo è così serrato e il tono così esagerato che è facile perdersi e non cogliere le motivazioni dei personaggi, questo perché è un drama in cui si fa tanto, si parla tanto, ma molte cose, quelle più profonde, non vengono dette.

Questo è il quadrato in cui si muove il drama e i motivi di chi non lo ha apprezzato. Io l’ho apprezzato invece.
E’ sicuramente un prodotto da provare.

Cosa affronta il drama?
‘Genie Make A Wish riesce molto bene nell’esplorazione dell’umanità e del grande dibattito che ruota attorno alla nostra avidità e alla nostra capacità di essere altruisti se ne abbiamo la possibilità. Il primo desiderio è stato utlizzato in modo saggio dagli sceneggiatori e offre l’opportunità di esplorare l’umanità con tutti i suoi pregi e difetti attraverso i desideri di cinque individui casuali.

Ciò consente alla trama principale che ruota attorno a Ka-young e Iblis di respirare, dimostrando al contempo sia la prevedibilità che la successiva imprevedibilità della natura umana. Le decisioni di un individuo non sono l’incarnazione di un’intera specie. Attraverso questi momenti di condivisione con questi individui – che inevitabilmente si intrecciano con le vite del nostro duo principale – la generalizzazione dell’umanità di Iblis viene messa in discussione.

Come storia d’amore, ‘Genie Make A Wish’ non funziona al 100%. I due protagonisti che si sono rincontrati hanno un problema di fondo: uno dei due è una psicopatica incapace di provare una vasta gamma di emozioni. Avendo Suzy interpretato benissimo il ruolo, il legame c’è, ti affezioni, ma potrebbe anche non esserci, non sarebbe cambiato molto nella trama. L’ottima chimica tra Kim Woo-bin e Suzy funzionava in questa vita ancora come buddy, amici e compagni. Non so se mi spiego. E’ difficile comprendere la progressione dei sentimenti, la nascita di un amore se uno dei due non prova emozioni.

Per questo ‘Genie Make A Wish’ è più efficace quando esplora le complessità dell’umanità e va quindi oltre i due protagonisti.

Davvero molto interessante:
La commedia è molto divertente. Le battute tra Iblis e Ka-young mettono in mostra i tempi comici di Kim Woo-bin e Suzy e quei due sanno quello che stanno facendo.

Le battute sui capelli di Iblis (con Kim Woo-bin che sfoggia delle parrucche piuttosto imbarazzanti), la censura dei riferimenti a Disney e Marvel e le battute su Aladdin, conferiscono un’atmosfera metaforica all’umorismo. C’è persino un accenno a The Heirs, un progetto a cui Woo-bin e Kim Eun-sook hanno lavorato più di un decennio fa.

E’ un drama che si prende molto in giro, che spesso parla con lo spettatore, che fa questi riferimenti e questi ester egg che sono davvero apprezzati e simpatici.

Mi piace come hanno giocato col pubblico fino all’ultima puntata!

Punti di forza:
‘Genie, Make a Wish’ è una storia che ha del malinconico in sé, ha un racconto pesante e coinvolgente che davvero fa tifare per i due protagonisti fino alla fine, un finale che arriva davvero inaspettato e imprevedibile.

Kim Woo Bin e Suzy sono bravissimi a interpretare qui due folli che gli sono stati assegnati e hanno una grande chimica, solo per loro conviene arrivare fino alla fine. Kim Woo Bin è perfetto quando deve abbraccia il lato più sinistro e crudele del suo personaggio, ma anche quando deve sembrare un idiota o deve mostrare emozioni forti, è sempre stato un attore molto bravo e qui lo dimostra di nuovo.

A completare i nostri due piccioncini c’è il cast corale di personaggi, ognuno dei quali conosce alla perfezione l’energia caotica che ‘Genie Make A Wish’ incarna alla fine della serie.

Sono tutti personaggi interessanti e anche quelli più di sfondo hanno un minimo di contesto ..

Uno dei preferiti è l’ultra-serio Angelo della Morte, Ejllael, interpretato da quello gnocco stratosferico di Noh Sang-hyun che irradia la rabbia costante e repressa che accompagna il suo lavoro, soprattutto quando si trova faccia a faccia con il suo rivale, Iblis. Tuttavia, Noh Sang-hyun non ha problemi a essere il bersaglio degli scherzi, con gli occasionali capricci di Ejllael, gli occasionali furti di ali e altro ancora. Sa essere spaventoso, odio e ridicolo allo stesso tempo e rappresenta l’imperfezione in ciò che dovrebbe essere perfetto (un angelo).

Anche Sade e Irem, le figure mitologiche che accompagnano Satana e Angeli, sono davvero due patate impossibili da non adorare.

Tra i personaggi bellissimi che uniti creano una sotto-trama stupenda, c’è tutta la storia di quel cane di Daniel Henney con quello gnocco stratosferico di Kim Ji-Hoon che mi fa schiattare dalle risate. La loro storia, che non dura molto ma che tocca tanto, è una di quelle che mi ha fatto più ridere in assoluto.

Punti di debolezza:
Ci sono stati personaggi che ho amato come singoli, la nonna prima e dopo, l’amica dentista ecc, ma che presi poi come coppie, nell’evoluzione della trama, mi hanno davvero innervosita.

A una certa nasce una storia strana: una persona diventa giovane all’improvviso e diventa rincoglionita, non c’è un modo semplice per dirlo.
Da quando ringiovanire vuol dire diventare scemi, immaturi e superficiali, se prima eri una persona assennata? Boh, mica lo si capisce. Davvero si comporta in modo incomprensibile fino a un determinato evento che la fa tornare normale come atteggiamento… ma quindi lo sapeva che si stava comportando come una scema?
A complicare il tutto, questa ringiovanita sembra avere una pseudo-relazione amorosa con una persona che conosce da sempre (quindi più piccola di questa persona DI MOLTO), amica di una sua parente.
MA CHE CA**O
Tutta questa sotto-trama, per quanto l’abbia capita, ma francamente non mi è piaciuta e non l’ho trovata utile. Alla fine, anche col senno di poi non ha alcun senso.
SORRI.

Le scene di buio (quelle fuori dal villaggio, quindi dal set), che abbondano, sono davvero pessime perché sono tutte fatte con dei filtri che le rendono poco visibili e inguardabili.
La CGI spesso e volentieri non è delle migliori ma HEY è una serie TV, ha molta magia quindi devono usarla spesso e io francamente me l’accollo che non sia fatta sempre al 100%.
E me l’accollo soprattutto se poi tutto il resto è davvero ben fatto. La regia non è affatto malvagia, i costumi sono molto fighi e scelgono determinate location che sono davvero ben fatte.

Tra i punti negativi, per la reazione che ciò ha generato, non per la cosa in sé, c’è tutta la questione dell’influenza mediorientale della serie. ‘Genie Make A Wish’ trae spunto dalla mitologia islamica, in particolare da quella di Iblis, dalla creazione dell’umanità e simili.
È chiaro che è stata fatta almeno una minima ricerca, come ho detto all’inizio, tutto molto riassunto, molto basico, molto arrangiato.

Alcuni spettatori, credenti islamici, si sono incazzati a vedere “Iblis”, che nelle scritture islamiche è un jinn (demone) che si rifiutò di inchinarsi ad Adamo e fu cacciato dal Paradiso, usato in questo modo. Successivamente Iblis è diventato il nome con cui nell’Islan viene indicato il diavolo.
Si poteva scegliere un altro nome, era innegabile. Per chi non conosce Iblis, usare Iblis o Ivis non aveva alcuna differenza.
Alcuni hanno criticato la serie perché stava “romanticizzando Satana”, ma l’Iblis della storia è più un genio legato al folkore, stile Alladin, che l’essere religioso.

In generale credo che, quando quell’elemento non sia fondamentale all’interno della trama, vale la pena considerare una variazione per evitare di offendere gli altri. Se citare l’elemento religioso è fondamentale nella narrazione, essendoci libertà artistica, nessuno può impedirlo di utilizzarlo. Se quell’elemento è un semplice contorno e non cambia nulla la sua presenza (quindi non è importante), non è neanche giusto che in cui crede qualcuno sia utilizzato come se non avesse alcuna importanza.

Conclusione:
‘Genie, Make A Wish’ è una serie molto avvincente. Oscillando tra umorismo, fantasy palese e serietà nei suoi vari snodi narrativi, è sufficiente a dare un colpo di frusta allo spettatore. È incredibilmente caotico, con un’accoppiata di personaggi davvero affascinante al centro che ci sfida a mettere in discussione non solo lo stato dell’umanità, ma anche se uno psicopatico possa davvero innamorarsi.

  Lascia un cuore per questo articolo 🙂

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.