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“Nessuno parla a BoA”: un viaggio nella solitudine della regina del K-pop

Venti anni di carriera; una delle prime artiste coreane a conquistare il Giapponese raggiungendo i livelli di star giapponesi come Ayumi Hamasaki, Koda Kumi e Namuro Amie; bravissima cantante, performer, ballerina e attrice; non è mai stata coinvolta in nessuno scandalo, conflitto con l’agenzia o accuse di arroganza; oltre a essere un’artista, è anche il direttore creativo dell’SM; queste sono solo alcuni dei motivi per cui quando si parla di Regina del Kpop, l’unica citabile è solo lei: BoA.

BoA debutta nel 2000, ha soli 14 anni e parla già perfettamente inglese, balla meglio di molti altri colleghi e il suo album di debutto vende oltre 200.000 copie, un risultato incredibile per l’epoca. Nel 2001 debutta in Giappone, dopo averlo studiato intensamente per meno di un anno, e conquista anche quel paese, arrivando a vendere 1 milione di copie con il brano di debutto, prima coreana a riuscirci. Da quel momento, milioni di album venduti sia in Corea del Sud che in Giappone e, come riferito da Lee Soo Man stesso “BoA ha salvato la compagnia grazie al suo successo in Giappone. Solo grazie a lei l’SM esiste ancora oggi.”

Già dal 2007, a soli 21 anni, l’SM le consente di prendere scelte per i proprio comeback, scelte musicali e artistiche sia in Giapponese che in Corea del Sud. Nel 2008 BoA debutta in America con il primo singolo americano ‘Eat You Up’, relativo album e anche la partecipazione a un film hollywoodiano ‘Make Your Move’, ma l’esperienza non va come previsto: l’SM non raggiunge gli obiettivi sperati e la stessa BoA non sembra a suo agio negli USA e con l’inglese, motivo per cui torna in Giappone, porto sicuro della sua carriera. Nel 2014 pubblica in Corea del Sud il suo primo album interamente prodotto e scritto da lei stessa. Continua a pubblicare musica in Corea e in Giappone con solidi risultati, grazia a un grande fandom che la ama da venti anni ormai.

BoA ripercorrerà questi incredibili 20 anni nel reality show ‘Nobody Talk to BoA’, disponibile dal 17 novembre sull’app V LIVE, ma anche su Naver e sul canale Youtube di BoA. Il titolo è forte e d’impatto e spiega bene l’obiettivo del programma: mostrare la BoA nascosta tramite storie vere, ma anche la solitudine che l’artista ha provato nel corso degli anni.

BoA ha detto spesso si sentirsi o essersi sentita sola e ‘debole’, perché le persone intorno a lei, famose e non famose, le hanno sempre detto “Puoi fare qualsiasi cosa perché sei BoA! BoA non ha bisogno degli altri!”: fin da quando aveva 14 anni è sempre stata strepitosa nel ballo e nel canto e le aspettative intorno a lei sono sempre state altissime.

BoA ha più volte detto che, se potesse tornare indietro, preferirebbe far parte di un gruppo come le SNSD proprio per non essere sola. BoA è sola, sola nell’industria musicale, la ‘Regina’ lontana e distante, la “più grande” invidiata da tutti, la “migliore”, la “più forte”.

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