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'Mr. Plankton' è davvero un prodotto portato a destra e sinistra dalla corrente: inconsistente

‘Mr. Plankton’ è davvero un prodotto portato a destra e sinistra dalla corrente: inconsistente

| On 20, Nov 2025

La traduzione della parola inglese “plankton” in italiano è plancton, un termine che deriva dal greco e indica gli organismi acquatici, sia vegetali che animali, che vivono sospesi nelle acque e non sono in grado di opporsi attivamente alle correnti. Il drama ‘Mr Plankton’ è uguale, una cosa che si muove seguendo una corrente e non potendosi opporre nel mentre fa giri assurdi e stupidi, su se stesso e intorno.

Drama di soli 10 episodi che trovate su Netflix ma che francamente non so proprio se consigliarvi. Capita raramente che io dica che non so se ve lo consiglio, ma stavolta davvero non lo so, vi assicuro che non sto fingendo.

Di cosa parla questo drama?
Un uomo con poche speranze di essere felice e la sua ex, la futura sposa più infelice del mondo, sono costretti a fare insieme l’ultimo viaggio della vita di lui.
(Riassunto pessimo? Certo. Ma vi assicuro che gli altri sono peggiori e io di meglio non ho saputo fare senza spoilerare. STACCE)

Facciamo tutto un mappazzone, anche un plancton:
A molti è piaciuto, a molti non è piaciuto, io sono tra quelli che vedono solo confusione e poco cuore. Il problema è nel genere: non è affatto una dark comedy, come viene definita.
Assolutamente no.
Di nuovo, è una cosa indefinita, come il plancton.

E’ una storia d’amore on the road, con vibe dark e la solita (e poca) satira fisica dei K-drama.

E’ molto drammatica nei suoi 10 episodi (si parla di genitorialità, di abbandono, di evoluzione, di morte), lo è fino alla fine e quindi francamente dove ci hanno vista la dark comedy io non lo so proprio.

C’è un’ottima chimica tra i due protagonisti e la serie si fa vedere solo perché vuoi capire dove cavolo vogliono andare a parare, ma è una curiosità che alla fine non viene affatto soddisfatta e a me ha molto innervosito.
Mi ha lasciata vuota, in senso negativo.

I personaggi secondari sono la cosa migliore. Kka Ri, interpretato da Kim Min-seok, è la spalla sempre ottimista e spesso comica, fornisce la necessaria leggerezza a una trama altrimenti pesante. L’interpretazione di Oh Jung-se di Eo Heung, fidanzato di Jae-mi, è forse una delle più sfumate della serie. Come erede benintenzionato ma ingenuo di una famiglia conservatrice, Heung è un personaggio comprensivo la cui silenziosa disperazione e il lento disfacimento offrono un contrappunto straziante alle azioni più vistose di Hae Jo.

I temi sono tanti, come detto sopra della genitorialità, di abbandono, di evoluzione ma soprattutto di morte e la vita. La serie gioca anche in modo interessante con i tabù coreani, come l’importanza di un erede e, in sostanza, i valori della famiglia, il che lo rende molto interessante.
Però, nonostante i tanti temi, i soli 10 episodi non sono stati affatto sfruttati bene: ci sono diverse scene che si ripetono uguali a loro stesse, che anche rompi le palle, e i temi non vengono comunque approfonditi. Una caporetto.

Il titolo della serie, Mr. Plankton, è una metafora calzante per il tema centrale: l’idea che anche gli esseri più piccoli e insignificanti abbiano valore. È un sentimento che pervade tutta la serie, con i personaggi alle prese con il proprio senso di inutilità e il desiderio di qualcosa di più. Tuttavia, questo tema non viene mai pienamente realizzato e, alla fine della serie, ti ritrorvi con più domande che risposte. L’arco narrativo appare incompleto e, sebbene la serie tenti di esplorare la complessità delle emozioni umane, alla fine lascia i suoi personaggi – e il pubblico – senza la catarsi che meritano.

Conclusione:
Mr. Plankton è un K-drama che troverà riscontro negli spettatori che apprezzano i personaggi complessi e sono disposti a destreggiarsi nei suoi momenti più instabili. Tuttavia, per chi cerca un percorso emotivo ben confezionato, la serie potrebbe rivelarsi carente.

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