'Le Stelle Parlano di Noi' è costato tanto ma ha lasciato poco
PR | On 30, Nov 2025
‘Le Stelle Parlano di Noi’, in inglese ‘When the Stars Gossip’ è un altro drama presente su Netflix con i suoi 16 episodi e l’ultima fatica di un suo davvero interessante: Lee Minho e Gong Hyo-jin, due attori molto apprezzati e amati.
E’ un drama che ha monopolizzato i social e le riviste nel mentre andava in onda, non per meriti positivi, ma per le tantissime critiche che sono state mosse da ogni lato e per tanti diversi motivi. Un budget di 50 miliardi di won (circa 34 milioni di dollari), altissimo per una serie tv, che ha alzato alle stelle le aspettative degli spettatori, stessi spettatori che si sono sentiti delusi vedendo poi il prodotto finale.
Ascolti deludenti su Netflix e in Corea del Sud, assurdo per i protagonisti di questa storia, sono stati l’hot-topic per settimane intere: perché non è piaciuto? In cosa hanno sbagliato?
Cerchiamo di capirlo e di capire se vale la pena iniziarlo.
Di cosa parla questo drama?
Gong Ryong (Lee Min-Ho) è un ostetrico e il futuro genero del più grande gruppo chaebol MZ. Ha una missione segreta di cui non può parlare a nessuno. Per la sua missione segreta, paga una grossa somma di denaro per viaggiare sulla stazione spaziale come turista spaziale. Alla stazione spaziale, Eve Kim (Kong Hyo-Jin) è comandante, oltre a essere una scienziata spaziale d’élite. È una perfezionista che segue rigorosamente le regole e non tollera un singolo errore in un’area dove i pericoli si nascondono ovunque. I membri del suo equipaggio includono lo scienziato ricercatore di moscerini della frutta Kang Kang-Su (Oh Jung-Se), secondo figlio di una famiglia che gestisce una società finanziaria globale.
Le tante critiche
Ho percepito un forte accanimento a questo drama, la quantità di critiche si è sprecata.
La coppia principale è stata molto attaccata e definita senza alchimia alcuna. Capisco queste critiche.
I personaggi secondari sono stati definiti bidimensionali e, a parte qualche piccolo dettagli, vengono più descritti con degli assiomi, delle definizioni, che non per sentimenti o azioni, quindi sì, sono tutti più o meno dimenticabili e interscambiabili, a parte quello stronzo di Kang Kang-Su, che è proprio stronzo ma davvero divertente.
Anche i protagonisti sono strani e a tratti insopportabili. La protagonista è davvero incomprensibile in molti punti, e anche il protagonista la segue a ruota. E’ difficile affezionarsi a loro due sia come singoli che come coppia (anche perché non si capisce come nasce questa coppia).
Molti occhi sbarrati nel pubblico, poi, a frasi di dubbio gusto per come sono state strutturate, come un dottore specializzato in inseminazione artificiale e gravidanze che dice “Quando si tratta di fare sesso e e mettere incinta qualcuno, sono io l’esperto”, oppure “L’utero di mia madre e delle mie zie era come l’alcol, ma era confortevole e caldo. Il seno delle mie zie era inzuppato di sigarette, ma era molto grande e sicuro”.
Ci sono errori di sceneggiatura, delle libertà creative che, francamente, sono difficili da digerire. Soprattutto il finale è davvero difficile da capire e da seguire, molto contorto, oltre che una scelta poco felice, sinceramente.
Gli ultimi episodi diventano sempre più strani e pare più un poliziesco che non ha senso però… perché sono astronauti che fanno rapporti come se fossero indagini e si comportano come investigatori e poliziotti, con tanto di interrogatorio in una stanza con una luce sola e qualche cazzotto.
La CGI a volte fa cagare, la scena del sesso con quella specie di uovo è TERRIBILE.
🇰🇷 La polémica está servida en When The Stars Gossip 🚨 La tan esperada escena íntima entre Lee Min Ho y Gong Hyo Jin ha sido calificada como “la peor escena de amor en la historia de los K-Drama” 😬. Entre el frío extremo, el CGI extraño y la canción de Jin de BTS, los fans no… pic.twitter.com/D4aUQjK4nI
— HanaPOP (@Hanapop_oficial) January 27, 2025
A livello scientifico fa acqua da tutti le parti, ma probabilmente fare le cose precisamente avrebbe reso tutto molto più difficile.
Eppure manco lo capisco tutto l’odio.
Che dopo aver elencato tutto questo schifo, sono poco credibile anche io lo so.
Però i prodotti ambientati nello spazio non sono per tutti, perché sono lenti per definizioni e affrontano tematiche importanti e complesse come la vita e il sacrificio, per ovvie ragione hanno sempre con sé queste tematiche, e tutto sembra così lontano e poco vero, perché siamo nello spazio.
Non è un prodotto fantastico, ma manco meritava tutte le critiche che ha ricevuto.
Cosa affronta il drama?
Ci sono molti interrogativi e dibattiti sull’etica scientifica e sull’importanza della vita, ma questo lo si capisce già dalla trama.
E’ un drama moralmente pesante che ha una visione totalmente pro vita.
Si mirava a esplorare se le norme morali ed etiche della Terra e che significato avessero nello spazio, ma il pubblico non si è sentito in sintonia con questi quesiti etici, perché si percepisce un substrato tradizionale e arcaico nei temi trattati.
Il concetto di maternità è buttato in faccia in ottomila salse: dall’orfana che cerca di capire perché è stata abbandonata, dal ragazzo cresciuto da tre madri, alla donna che ha perso il marito e rischia di non poter mai diventare madre, alla difficoltà del parto, all’aborto, alla fecondazione dei moscerini e dei topi, al confine della scienza nell’ambito della vita ecc. La tematica è quasi tutta lì e la tocca da diversi punti ma è sempre così pro-vita, pro-nascita, a prescindere dalla sicurezza, dal rischio, dall’etica, dalla moralità e dalle leggi, il drama è chiaro nel dire che la vita viene sempre per prima e finisce sostenendo fortemente questo.
Avevano la vastità dello spazio, invece si sono concentrati sulla gravidanza e quindi l’atmosfera dello spazio è finita sullo sfondo, inutile e sprecata.
Punti su… qualcosa:
Se si cerca un K-Drama classico con momenti emozionanti e romantici, un montaggio serrata, questo non lo è. Va oltre ciò a cui siamo abituati adesso, è un prodotto davvero lento con personaggi dalla caratterizzazione strana.
È un drama lento, molto lento: sono nello spazio, lì dove tutto si muove lento e anche il drama abbraccia quello stile slow.
La regia è davvero buona. Davvero tanto.
Quando sono nello spazio, la telecamera si muove leggermente a destra e sinistra, imitando quella sensazione di fluttuare tipica degli astronauti. E’ una sciocchezza ma ti fa capire perfettamente dove siamo e percepire le cose in modo diverso. Le scene nello spazio sono tutte davvero belle e maestose. A livello di regia, non puoi dire NULLA a questo drama perché davvero è fatto bene e tutti i soldi sono finiti nel posto giusto.
Quindi… non l’ho amato, ma manco capisco tutto questo odio (AGAIN)
Conclusione:
E’ un drama da vedere se piace tanto il genere, nella consapevolezza dei suoi tanti limiti e del fatto che è davvero difficile affezionarsi, trovare un contatto con i protagonisti e con il tema del drama.







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