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Dietro le quinte di ‘Arirang’ dei BTS: curiosità del nuovo album

I BTS sono tornati con un atteso e personale progetto, ‘Arirang’, un comeback che ha ovviamente attirato molta attenzione, dato che è il primo ritorno del gruppo dopo 4 anni e dopo il servizio militare dei vari membri, ma anche per la componente artistica e le curiosità dietro la sua creazione.

– Due mesi di convivenza per creare questo album
Per creare questo album, RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook si sono tutti trasferiti a Los Angeles e hanno vissuto di nuovo insieme per due mesi in un appartamento. J-Hope ha spiegato che volevano tenere dentro il cambiamento attraversato da tutti in questi anni. Suga ha raccontato: “Mangiavamo insieme ogni giorno e ogni sera ricordavamo i nostri primi tempi da trainee e rookie, rievocando quei ricordi”. Jimin ha aggiunto: “Una volta ci eravamo promessi di realizzare un album interamente da soli subito dopo il nostro debutto, e averlo fatto grazie a questa sessione è davvero significativo”.

Ogni giorno seguivano una routine rigorosa: si allenavano insieme in palestra la mattina, tornavano a casa per pranzo e poi trascorrevano circa sette ore al giorno in studio, dalle 13:00 alle 20:00 circa, lavorando con vari compositori e produttori.

– Concerto da record
Il 21 marzo si è tenuto lo storico “BTS Comeback Live: ARIRANG” a Gwanghwamun Square a Seoul. Questo concerto, trasmesso in diretta in oltre 190 paesi in tutto il mondo tramite Netflix, è anche il più grande in termini di scala tecnica.

Un cavo di alimentazione lungo 9,5 km – pari alla lunghezza di 41.536 light stick ufficiali dei BTS collegate tra loro – è stato installato sul posto e 23 telecamere posizionate lungo un tratto di 1,6 km, compresi i tetti degli edifici, riprenderanno i membri mentre percorrono la “King’s Road”.

– Il nome ‘Arirang’
“Arirang”, una canzone popolare coreana che parla di nostalgia e separazione di lunga data, affonda le sue radici in secoli di storia. Esistono circa 3.600 variazioni di 60 diverse versioni della canzone, tutte dotate di un ritornello simile a “arirang, arirang, arariyo”. Si stima che la canzone abbia più di 600 anni. E’ inclusa due volte nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, essendo stato proposto per l’inclusione prima dalla Corea del Sud nel 2012 e poi dalla Corea del Nord nel 2014.

La canzone è anche la prima canzone coreana registrata da uomini coreani con l’etnologa americana Alice Fletcher negli Stati Uniti nel 1896.

Durante l’occupazione giapponese della Corea, cantare canzoni patriottiche, incluso l’inno nazionale coreano, divenne un reato, quindi “Arirang” divenne un inno di resistenza non ufficiale contro il dominio imperiale giapponese. La canzone è stata canonizzata come inno di resistenza con il film muto del 1926 “Arirang” che racconta la storia di Yi Chong-Suk che nel film la esegue in pubblico nonostante i tentativi di censura da parte delle autorità giapponesi, spingendo i passati a unirsi al coro.

La canzone in sé non era esplicitamente patriottica, ma inserita nel giusto contesto, divenne un simbolo di orgoglio nazionale e indipendenza. ‘Arirang’ è ora considerato un film perduto, ma fu un successo al momento della sua uscita ed è considerato il primo film nazionalista coreano e ha contribuito alla diffusione della canzone già ben nota.

Negli anni successivi, sono state realizzate decine di versioni di “Arirang”, sia in Corea che in Giappone, di diversi generi. E riappare ancora una volta nei primi minuti di un album omonimo della boy band K-pop BTS.

– Hanno scritto oltre 100 canzoni per questo album
Nonostante l’album contenga solo 14 tracce, i BTS hanno rivelato di averne in realtà scritte oltre 100. Jimin ha spiegato: “Abbiamo partecipato alla creazione di circa 10 canzoni ciascuno, e poi ne abbiamo selezionate 14 in via definitiva”.

Hanno rivelato di aver messo molta emozione nelle loro canzoni. Dato che è passato un po’ di tempo dall’uscita del loro ultimo album, questo sarà sicuramente ricco di emozioni.
“Penso che ci rappresenti”, dice Jung Kook, rivelando di ascoltarla ogni giorno. V rivela che eseguirla dal vivo suona molto diverso.

– Jung Kook ha contribuito alla progettazione del logo dell’album
Mentre il gruppo si trovava al Song Camp di Los Angeles, Jung Kook iniziò a realizzare degli schizzi, che la casa discografica incorporò nel design finale dell’album.

“Ho realizzato circa quattro bozzetti”, ricorda Jung Kook. “Li ho inviati e l’azienda li ha sviluppati notevolmente.” Il logo visualizza ㅇㄹㄹ — le consonanti iniziali di ‘Arirang’ (아리랑).

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