'Bon Appétit, Your Majesty' è un Masterchef che non ce l'ha fatta, ma che diverte un sacco
PR | On 18, Ott 2025
‘Bon Appetit, Your Majesty’ è esattamente quello di cui hai bisogno in questo momento: una commedia romantica, con immagini fresche, come l’insalata del terzo episodio, una trama divertente, dialoghi standard e molti piatti cucinati.
E’ un drama storico divertente e affascinante, non troppo incentrato sulla politica (che comunque ha un peso negli ultimi episodi, ma è accettabile), e un buon intrattenimento con immagini e colonne sonore mozzafiato a supporto. La scrittura è veloce, ma crea un contorno a tutti i personaggi, anche i secondari. Nessun personaggio viene davvero approfondito, nemmeno la protagonista (del suo passato sappiamo davvero 3/4 cose) ma va bene anche così, tutto superficiale sì, ma divertente.
Poi Lee Chae-Min davvero una RIVELAZIONE. L’avevo visto in altri prodotti (alcuni recensiti anche qui), ma una bravura, ma di quelle bravure che sono rimasta a bocca aperta a sbav-, a dirmi quanto era bravo. Bravo e gnoc- profondo. Una profonda bravura. Abbiamo un nuovo gnoccolone sulla lista degli gnocchi da esaltare. YUPPI.
Di cosa parla questo drama?
Yeon Ji-Young (Lim Yoon-A) è una chef dal carattere allegro e determinato. Un giorno vince una gara di cucina francese, ma, mentre torna da suo padre con un libro di ricette coreane antiche, si ritrova catapultata nell’era Joseon. Deve servire il suo cibo al re Yi Heon (Lee Chae-Min), il peggior tiranno che la storia coreana ricordi ma che, fortunatamente per lei, ha uno straordinario senso del gusto. Gli capita di assaggiare il cibo di Yeon Ji-Young e la costringe a cucinare per lui a costo della sua vita.
Piccole cose belle con critiche e con vaffa* meritati:
Se vi aspettate profondità… beh avete sbagliato genere perché le romcom K-drama sono note per non essere profonde. Quindi, come al solito: che cosa cercate da un drama? Se volete qualcosa di divertente, magari che resta sulla superficie, sì, ma che vuole solo intrattenere, allora francamente, ‘Bon Appétit, Your Majesty’ in questo riesce proprio bene.
Prendete uno chef che viene dal futuro e facciamo che l’unico collegamento con il re tiranno sia il cibo: secondo voi che cosa accadrà per tutti gli episodi? Esatto, si cucinerà, tanto.
Visto che non potevano fare ‘La Prova del Cuoco’ ma dovevano rendere ogni episodio avvincente, brioso e accattivante, l’unico modo è unire la cucina a una sfida! Quindi, ottima idea fare soli 12 episodi, perché all’ennesimo episodio in stile Masterchef con la sfida del giorno da superare, solo con la differenza che non ci sta Cannavacciuolo a darti sberle, ma una spada a tagliarti la gola, ecco… avrebbero anche rotto il ca**o.
Perché i primi 10 episodi sono così, una sfida culinaria dopo l’altra, anche perché che cacchio fai fare a una chef moderna catapultata nel passato per 12 episodi se non cucinare e stupire, stupire e cucinare, salvare il mondo con un flambé, risolvere i problemi di stato con una zuppa, sovvertire le sorti di un scontro con un pollo imbottito e via dicendo?
Credibile? Manco per il ca**o.
Lo hanno fatto davvero? Ovviamente sì.
Grande insegnamento lettori: quando iniziate una minchiata, la dovete portare a termine con convinzione.
E poco importa se quella convinzione vi porta a dire e a far mangiare un pezzo di cioccolata a una donna uscita di senno da 20 anni (non è un numero casuale) “così poi lei riacquista un momento di lucidità perché il cioccolato fa bene alla memoria”, dovete continuare sempre, sempre e comunque.
E invece la gente si aspetta le cose serie. C’è stata gente che ha criticato il drama per non essere storicamente accurato (dovremmo essere durante il regno di Yeonsangun, che ebbe luogo a cavallo tra il XVI e il XX secolo, dal 1494 al 1506)
Che cattivoni questi sceneggiatori.
Beh, perché sembra proprio probabile che un essere umano viaggi nel tempo e torni nel passato.
Che poi se doveva essere un drama storicamente accurato, un essere umano nato nel nostro secolo che per motivi sconosciuti torna nel passato, morirebbe dopo aver bevuto della semplice acqua.
Non lo dico io, lo dice la scienza.
La nostra società avanzata ha reso il nostro corpo delicato e non riusciremmo giammai a sopravvivere al cibo o a semplicemente l’acqua che usavano i nostri avi.
Quindi un ‘Bon Appetit, Your Majesty’ accurato sarebbe stato con Yeon Ji Yeong che schiatta dopo 10 minuti.
Sipario.
Cosa affronta il drama?
Amore e relazioni, iniziate in modo davvero malsano e inquietante.
Ma fatemi essere anche filosofica: la cucina in questo drama diventa linguaggio psicologico (raffigurato come un tripudio di colori e funghi volanti, cascate e foreste vibranti). Non si tratta solo di preparare piatti per sopravvivere, ma di creare un dialogo emotivo senza parole. Il cibo diventa terapia, rifugio, confessione silenziosa. Il cibo, infatti, è ponte emotivo, la chiave per connettere epoche, culture e soprattutto due cuori.
I temi psicologici che emergono sono la capacità di adattamento e resilienza della protagonista Ji-young (ricreare ricette con ingredienti limitati e sfuggire agli intrighi di corte) risalta un forte tema di empowerment femminile. Il potere e la vulnerabilità di un re, che dietro la sua aura autoritaria, mostra fragilità che emergono attraverso il cibo, in un processo terapeutico non verbale.
Fine momento filosofico.
Conclusione:
Mentirei se non vi dicessi che ‘Bon Appétit, Your Majesty’ mi ha provocato immenso divertimento e me lo sono divorato e goduto. E’ proprio un prodotto folle, scemo, sciocco che fa il suo, divertire e intrattenere, e lo fa davvero bene.







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