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Tutti adorano "Mr. Queen", 'viaggio' di uno chef nel corpo di una regina di Joseon, e hanno ragione

Tutti adorano “Mr. Queen”, ‘viaggio’ di uno chef nel corpo di una regina di Joseon, e hanno ragione

| On 24, Mar 2021

Con così tanti protagonisti e aspetti della trama da considerare, altissime aspettative degli spettatori che, sempre in maggior quantità, sono stati incollati alla TV ogni settimana, portare avanti bene un k-drama richiede un attento bilanciamento e ‘Mr. Queen’ è riuscito nel suo intento.

‘Mr. Queen’ è un piacevole mix di commedia esilarante e intrighi politici del periodo Joseon: il leggero trash accompagnato da performance incredibili degli attori, per prima la protagonista Shin Hye-sun, hanno creato un prodotto pieno di climax, suspense, per questo drama che unisce slapstick (un sottogenere dei film comici di inizio ‘900, fondato su una comicità elementare che sfrutta il linguaggio del corpo e gag semplici) e schadenfreude (termine tedesco che significa il piacere provocato dalla sfortuna altrui).

Il drama, insieme alla speciale di un’ora da vedere dopo, ‘Mr. Queen: The Secret’, lo trovate interamente su Viki, disponibile gratuitamente per lo streaming in alta qualità! Nessuna scusa: siamo qui a convincervi a gettarvi su questa perla di comicità e divertimento!

Di cosa parla questo drama?
La storia inizia con Jang Bong Hwan, uno chef della Blue House, spirito libero e molto arrogante, che, a causa di un incidente, si ritrova improvvisamente intrappolato nel corpo di Kim So Yong, la regina Chorin durante il periodo Joseon. Bloccato nel corpo della regina, cerca di uscire da questo caos e tornare nel proprio mondo, con pessimi e assurdi risultati. Per sopravvivere tra intrighi di corte e persone che la/lo vogliono morta/o, cerca di trarre il massimo dalla strana situazione. Bong Hwan/So Yong scopre cose losche che accadono all’interno di questo regno, in particolare su come la Gran Regina Vedova e suo fratello, Kim Jwa Geun, stanno approfittando del loro potere, ma anche sul misterioso lato oscuro di suo marito, il re Cheoljong, che non è così manipolabile, mite e accomodante come sembra e pare odiare lei e tutta la sua famiglia Kim.

Piccole cose bellissime:
Durante i suoi 20 episodi, “Mr. Queen” fa fare un bel viaggio, immergendoci in una realtà tanto assurda quanto reale, tanto divertente quanto spaventosa.

“Mr. Queen” è lontana dal solito viaggio nel tempo o da una commedia romantica: molto più contenuto rispetto al web-drama cinese ‘Go Princess Go’ di cui è remake (che vi consigliamo per la totale follia, la costante presenza di trash e tutta la satira fatta proprio ai drama coreani), ‘Mr. Queen’ è davvero divertente e riesce a mantenere questa comicità in modo quasi invariato per le 20 puntate. Non c’è alcun preavviso per la cosa folle o divertente che accadrà dopo: non lasciatevi illudere da qualche scena un po’ più seria, il trash e le risate pazze sono lì, dietro l’angolo.

Attraverso il costante monologo interno dello chef Bong-hwan e il suo comportamento anacronistico nel corpo della regina So-yong, le usanze generalmente presentate in altri drama storici come affascinanti e tradizionali sono distrutte e rese comiche, riviste con estrema modernità e ilarità rendendo tutto il drama molto fresco e nuovo.

Cosa affronta il drama?
Il drama, più ragionandoci successivamente e analizzando alcuni dettagli, ha sottili temi queer nonostante sia una semplice commedia romantica. Non aspettatevi messaggi profondi o significativi perché è evidente che l’obiettivo del prodotto non è educare o insegnare, bensì intrattenere (e lo fa benissimo).

Introducendo un uomo moderno in un corpo di una donna nell’era Joseon ha portato a delle riflessioni su doppi standard tra i genere, così come ad allusioni all’omosessualità. All’inizio dello spettacolo vediamo lo chef Bong-hwan odiare e respingere il suo nuovo corpo ma, già nella prima metà, la sua coscienza iniziò a fondersi con quella della regina So-yong, abbassa le sue difese e inizia a vedere suo marito in modo diverso. Anche quando abbassa le sue difese, ci viene spesso ricordato in modo velato che lì dentro c’è un uomo che amava flirtare con le donne.

Un altro tema indiretto affrontato dal drama è strettamente collegato alla trama: dopo che lo chef Bong-hwan si risveglia nel corpo della regina, mantenendo la sua mascolina voce, inizia lentamente ad abituarsi al nuovo mondo, fino a che quella sua voce viene persa quando prende più coscienza di sé. Questo evento, che avviene in un momento ben preciso, può essere paragonato alla storia della Sirenetta che, alcuni studiosi paragonano a una storia sull’immigrazione. Trasferirsi in un nuovo posto è ancora più difficile quando non conosci quella lingua, e come Ariel quando va dal mare alla terra è muta, anche chi si trasferisce in un posto totalmente diverso si sente come un bambino che non sa molte cose. Anche Bong-hwan non è abituato alle norme sociali o alle impostazioni che deve subire, essendo un uomo del 21° secolo.

Sempre collegato a questo discorso è l’evoluzione del rapporto tra Bong-hwan/So Yong e Cheoljong che ricorda quasi un matrimonio interculturale. Hanno delle costanti incomprensioni, soprattutto all’inizio, ma il “Dizionario della regina” di Cheoljong è un adorabile modo del re di avvicinarsi alla sua consorte per cercare di capirla. E’ bello vedere quelle scene tanto quanto è epica tutta la comicità che gira intorno al “No Touch-ie” che, onestamente, non stanca mai. E’ bello che questo aspetto non è solo usato come elemento di umorismo, ma anche un modo per mostrare l’evoluzione del rapporto tra i due.

Davvero molto interessante:
Ci sono tante cose molto belle in questo drama, a partire dalla musica, un’OST davvero divertente e adatta a ogni momento. La canzone ‘Bong Hwan A’ di Norazo è stata proprio scritta per descrivere la storia con la comicità tipica del drama ed è una piccola perla.

Allo stesso modo la produzione ha fatto un ottimo lavoro con le location, sfruttate al meglio da una fotografia pazzesca e delle riprese degne. Le telecamere a mano sono pochissime e le inquadrature sono ben fatte ma non artificiose. Le uniche che a una certa iniziano a stancare sono quelle che sfruttano il riflesso nello specchio: si vede che è una scelta amata dal regista ma dopo un po’, è stancante vedere persone sempre riflesse negli specchi (ma è davvero una cosa piccolissima e sopportabile).

La sigla iniziale con le immagini formate da diverse texture e tessuti che creano scene storiche è incredibile e stupenda da vedere per tutte le 20 puntate, così come sono altrettanto belli i costumi e i gioielli. C’è stata una grande attenzione per ogni particolare e il risultato è davvero ottimo e piacevole per la vista.

Lo sapevate che il Re Cheoljong e la consorte Cheorin sono realmente esistiti e che anche se avete visto il drama non conoscete la loro storia? Vi spieghiamo cosa è successo, in quanto altro punto davvero interessante!
La vera storia del Re Cheoljong e della consorte Cheorin è stata rivista e modificata dal drama (Tutti i dettagli QUI) in una sorta di “Revisionismo storico nell’arte” che spesso è usato anche da Tarantino in alcuni suoi film ( Bastardi Senza Gloria, Django o C’era una volta a… Hollywood). Questa scelta fatta dal drama è stata un po’ criticata in Corea del Sud, perché non segue un periodo storico e, teoricamente, riscrive la storia. Ovviamente l’obiettivo di ‘Mr. Queen’ è diverso da quello di Tarantino, ma il concetto di base è lo stesso: l’arte, i film e le serie tv non devono necessariamente essere pura copia della realtà e il fatto che Re Cheoljong in questo drama acquisti dignità, valore e un finale comunque diverso dalla realtà, non vuol dire cancellare i libri di scuola, ma immaginare come la volontà dell’individuo abbia un peso nella propria vita, come sia giusto lavorare per cercare di cambiare, pezzo dopo pezzo, il mondo che ci circonda. Le persone cattive, spregevoli, approfittatrici, truffaldine non scompariranno, ma piano piano diminuiranno se ci impegnano a portare avanti valori di giustizia, verità, serietà e uguaglianza. L’arte può decidere, quindi, di trasformare e produrre la realtà, mentre si racconta la propria storia si crea un vero e proprio mondo, diverso ma reale ed è il caso di ‘Mr Queen’, una storia simpatica, divertente con un significato leggero ma interessante.

Punti di forza:
Nonostante sia un dramma storico con un bel po’ di azione, i punti di forza di Mr. Queen risiedono nei suoi momenti comici. Gran parte delle gag ruotano attorno al vocabolario, alla prospettiva e alla stranezza di So-bong, e sono portati avanti da personaggi ben delineati e rispettivi interpreti molto bravi.

I cattivi erano piacevolmente malvagi, intelligenti e abbastanza carismatici da mantenere il conflitto principale interessante per tutto il tempo. Il palazzo sembra davvero un luogo infido, un posto pieno di persone reali con difficoltà e problemi reali.

So-bong e Cheol-jong sono entrambi personaggi con doppia personalità, e Shin Hye-sun e Kim Jung-hyun li interpretano in modo convincente. Shin Hye-sun è stata incredibile nel tirare fuori un playboy scontento del 21° secolo e renderlo totalmente diverso dalla regina dell’era Joseon. La sua interpretazione di So-bong e le loro buffonate è senza dubbio uno dei fattori più divertenti del dramma. La sua controparte, Kim, non è messa in ombra mentre passa da momenti comici a quelli carismatici nel suo ritratto di un Cheol-jong apparentemente ingenuo ma segretamente intelligente. So-bong e Cheol-jong, entrambi che conducono una doppia vita, guidano lo spettacolo anche grazie all’incredibile chimica che si sviluppa tra di loro.

Diversi altri personaggi sono incredibili (Director Hong e la tua incredibile piumona, sei nei nostri cuori) ma menzioni speciali vanno alla dama di corte Choi e la giovane dana Hong-yeon. Sono amiche e i servitori devoti e leali di So-bong, che correre dietro alla strana regina supportandola in ogni follia. Soprattutto la dama Choi ha un tempismo comico e una infinita gamma di espressioni capace di creare momenti esilaranti.

Punti di debolezza:
Uno dei temi accennati nel drama è anche quella che possiamo definire una sua debolezza: i temi queer/omosessali sono solo accennati e questa sembra essere una vera e propria scelta per evitare di scandalizzare un paese conservatore come la Corea del Sud. Si nota molto rapidamente un cambio sostanziale in Bong-hwan/So-yong, proprio mentre la relazione tra lei e il re inizia a diventare più fisica. Questo punto lo approfondiremo nella parte spoiler, in fondo, ma ad ora vi basti sapere che vi renderete facilmente conto che il drama, nonostante tutto, non prende mai posizione o cita argomenti di omosessualità, transessualità o di genere, anche se, in realtà, teoricamente dovrebbe farlo.

Sempre collegato a questo c’è il modo in cui viene trattato il protagonista, lo chef Bong-hwan. L’uomo, da quando si è ritrovato nel corpo di una donna vissuta oltre 200 anni prima di lui, sta lottando con una crisi di identità molto reale e concreta, eppure è stato scelto di buttarla sempre sulla commedia, senza dare il minimo peso alla questione, a ciò che ha perso forse per sempre. La lotta psicologica che sta affrontando Bong-hwan viene accennata forse solo una volta e risolta con un semplicistico “Se la cosa ti crea problemi, allora devi iniziare a vivere così. Accettarsi per quello che si è”, testuali parole.

C’è una certa mancanza di empatia per le lotte che Bong-hwan deve affrontare per tutto il drama da solo e di cui nemmeno noi spettatori siamo messi al correte. Sicuramente è una scelta di produzione per mantenere i toni molto comici, molto ironici, molto leggeri, ma un approfondimento su un uomo che si è trovato nel corpo del sesso opposto, duecento anni prima, tra persone che vogliono ucciderlo e che non riescono a capirlo, poteva comunque essere fatto.

Conclusione:
“Mr Queen” è un prodotto molto divertente e coinvolgente, ogni episodio è pieno zeppo di divertenti gag e tensione drammatica, la recitazione e la chimica tra i protagonisti sono incredibili e portano avanti tutto il drama. “Mr. Queen” è ben lontano dall’essere un approccio provocatorio all’eteronormatività né è educativo sulla dinastia Joseon, ma è comunque diverso, non convenzionale e infinitamente divertente fino alla fine.

“Mr. Queen” è perfetto quando si ha bisogno di una bella risata o di qualcosa di spensierato da guardare dopo una lunga giornata di studio o lavoro. Mentre lo guardate, vi ritroverete a pensare: “Non so dove la storia stia andando, o se ci sarà un happy ending, ma sicuramente mi sto godendo il viaggio.”

ATTENZIONE: SPOILER!

Dopo l’immagine ci sarà una piccola parte spoiler, per approfondire il finale del drama.

ATTENZIONE: SPOILER!

Da questa parte inizia una parte spoiler che vi consigliamo vivamente di leggere solo dopo aver visto il drama, dato che parliamo di quello che succede proprio nell’ultima puntata.

Se non sapete che fine farà Bong-hwan / So-yong e Cheol-jong, finitevi il drama e poi tornate.

Come già anticipato in modo molto generale nei ‘Punti di debolezza’, i difetti di Mr. Queen risiedono nel suo ingrediente più innovativo e importante della trama: lo chef Bong-hwan che occupa il corpo della regina So-yong, vissuta 200 anni prima di lui. ‘Mr. Queen’ si sforza continuamente di evitare che la storia d’amore venga etichettata come una relazione omosessuale. Questo sforzo evidente crea delle situazioni che non hanno molto senso, tanti quesiti senza alcuna risposta e personaggi trattati molto male. Vi descriverò in questa parte spoiler, in un flusso di coscienza probabilmente senza molto senso e senza coesione, tutto quello che non mi ha convinto, che mi ha confuso o che, semplicemente, non mi è piaciuto.

Alla luce di quanto scoperto nel finale, ossia che So-yong è rimasta nel suo corpo per tutto il tempo in cui Bong-hwan lo ha momentaneamente occupato, non possiamo parlare più di scambio di anime. Di conseguenza, la storia d’amore tra i protagonisti non può essere etichettata semplicemente come una relazione tra due individui cisgender: ogni possibile interpretazione queer della storia d’amore viene distrutta dalla scelta (scellerata) finale mentre si conferma che fin dall’inizio la storia tra So-bong e Cheol-jong è eteronormativa. Tutto questo è problematica e non mi è piaciuto per ben 3 motivi, ossia dal punto di visto di Soyong/Bonghwan, dal punto di vista del re Cheol-jong e dal punto di vista di Bong-hwan.

Dopo il coma e il recupero di una parte dei ricordi, Bong-hwan/So-yong smette di pensare con la voce maschile, sostituita dalla voce femminile della regina. Da quel momento anche il rapporto tra lei e il re muta e So-yong diventa sempre più agitata quando si trova intorno al re Cheol-jong. La scelta di farlo pensare con voce femminile proprio mentre la relazione diventa più romantica, è una scelta di convenienza, per evitare critiche. Ma, di nuovo, sapendo il finale, mi domando: le reazioni della regina erano davvero solo un residuo dei sentimenti che So-yong ha per lui, o è Bong-hwan a iniziare a sviluppare un affetto (quindi omosessuale)?

Lo special episode di 1 ora che trovate su Viki col nome ‘Mr. Queen: The Secret’, rilasciato dopo la fine del drama, cerca ancora di più di cancellare ogni risvolto gay: i due protagonisti (oltre al collegamento quando erano bambini) si sono incontrati e affascinanti quando nessuno dei due conosceva l’identità dell’altro. Dopo che Cheol-jong capisce che la bella ragazza che ha incontrato in un giorno di pioggia, e che lo ha affascinato, è della famiglia Kim, sentimenti di odio offuscano il suo giudizio e ci portano alla situazione che abbiamo scoperto all’inizio del drama.

Però se vista dal punto di vista del re, la relazione non ha ancora più senso. Cheol-jong non percepisce così tanto il cambiamento di So-yong all’inizio del drama ma è ovvio che inizia a provare sentimenti per lei dopo che Bong-hwan entra in gioco: è lui il motore dell’azione, della rivalutazione e anche della storia d’amore. Alla fine, però, ci viene fatto credere che So-yong ha un ruolo essenziale nel passato di Cheol-jong, è la donna che ha amato fin dall’infanzia e che lo ha salvato nel pozzo, e quindi il vero amore di Cheol-jong è sempre stata So-yong e l’anima di Bong-hwan è stato solo il catalizzatore di questa coppia (e questo non ha senso se pensiamo che il re scopre della bimba che lo ha salvato molto dopo aver iniziato ad amare Bonghwan). Comunque, il re non sembra accorgersi del cambiamento finale, a parte quella strana frase detta davanti al dizionario della regina a dieci minuti dalla fine “Ho perso qualcosa? A volte la mia mente è…”: ma è davvero possibile non notare che la persona con cui hai vissuto negli ultimi 6 mesi e che hai imparato ad amare, improvvisamente cambia modi di muoversi, comportarsi e parlare? Il dolore fisico che provo quando mi faccio questa domanda è indescrivibile comunque.

La terza pippa mentale che mi faccio ha come protagonista Bong Hwan, che era palesemente innamorato di Cheoljong e abbiamo molti episodi che lo dimostrano. Ha anche baciato Cheoljong proprio prima di dirigersi verso la loro battaglia finale, spaventato di perderlo, ha protetto Cheoljong con la sua vita ecc. Alla fine, però, Bong Hwan torna nel suo corpo e ragiona su come ha combattuto e combatterà la corruzione insieme al suo ‘best friend’ del passato, come se lui e Cheoljong fossero diventati paladini della giustizia o una squadra anticrimine della stazione di polizia: FOLLIA.

Bong Hwan è diventato solo un modo per insegnare a So Yong come deve rapportarsi con gli altri e con il suo mondo. Quando So-Yong ritorna nella vita che Bong Hwan ha (ri)costruito, sembra profondamente ingiusto, perché lo è. So Yong non ha fatto nulla, è scappata davanti a qualcosa che non sapeva gestire ma, alla fine, ritorna e si gode il risultato che altri hanno ottenuto al posto suo.

È ancora più triste se si pensa che Bong Hwan non è riuscito nemmeno a salutarlo davvero Cheoljong. Bong Hwan si è ridotto a guardare attraverso un libro di storia colui con cui ha passato 6 difficili mesi della sua vita, un po’ ridendo e un po’ piangendo davanti all’immagine del re con la faccia buffa, quella faccia che Cheoljong aveva fatto per farlo ridere quando era nel corpo di Soyong.

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