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Quando il successo può uccidere: idol e suicidio

Quando il successo può uccidere: idol e suicidio

| On 08, Apr 2017

La Corea del sud è uno dei pochi paesi al mondo, forse l’unico, in cui puoi partecipare al tuo stesso funerale. Esiste un intero movimento, il “Well Dying” o “Near Death”, che già da diversi anni organizza questa particolare tipologia di riti. Le “attività” per i partecipanti includono scrivere il proprio elogio funebre e passare ben 30 minuti a meditare dentro una vera bara.

Potrebbe sembrare una delle classiche iniziative folli di cui si legge ogni giorno su internet, che si etichettano come “sciocchezze” e che si commentano persino con un sorrisetto. Ma la faccenda dev’essere trattata con più attenzione e con approfondimento.

Lo “Hyowon Healing Center” ha un’enorme struttura attrezzata e gestisce uno di questi “programmi” d’urto, a cui partecipano per la maggior parte persone che si sono trovate ad affrontare gravi difficoltà, malattie fisiche o mentali, che li hanno portanti ad avere pensieri suicidi. O persone con malattie terminali che a breve dovranno affrontare l’inevitabile. Li si siedono accanto al loro finto feretro e scrivono quelli che dovrebbero essere i loro ultimi pensieri. E poi il buio della bara.

Per quanto possa sembrare un’esperienza veramente terribile, più di 15.000 persone vi hanno già preso parte, e incredibilmente la maggior parte di loro ne è venuta fuori sentendosi “più vivo che mai” e “con il cuore palpitante di nuova vita”. Sembra impensabile!

Ma cosa ha portato ad un’idea e ad una creazione all’apparenza così inverosimili?

La Corea del sud è tristemente famosa per detenere uno sfortunato record: l’elevatissimo numero di suicidi. Numero che purtroppo è andato a triplicarsi negli ultimi 25 anni, con una prevalenza per le donne fra i 30 e i 40 anni. Ma questi pensieri non risparmiano nessuna categoria in particolare, nemmeno (come purtroppo è facile immaginare) il brillante mondo dello spettacolo. Anzi.

Nonostante le compagnie e l’industria della musica facciano di tutto per dipingere il proprio mondo come ideale, gioioso e innocente. Ma ovviamente non si può nascondere il sole con una rete. E in questo caso non si può nascondere la fine che diversi idol hanno scelto pur di non soffrire più.

I casi

U;Nee

Lee Hye-Ryeon, in arte U;Nee, era una famosa idol, salita alla ribalta nel 2003 con il singolo “Go”. Due anni dopo, nel 2005, fu al centro di forti polemiche e addirittura insultata dalle comunità online per degli interventi di chirurgia estetica al volto e al seno, nonché per le sue scelte di make-up considerate dai netizens non accettabili. Critiche che colpirono duramente una ragazza sensibile come lei. Il 21 gennaio del 2007 l’idol fu trovata morta nella propria casa, causa del decesso: suicidio.

Lee Eun-ju

Famosa attrice coreana, anche lei trovata morta nel febbraio del 2005 a soli 24 anni, suicida. Giovanissima e piena di talento, conosciuta da tutti per i suoi ruoli in drama e film coreani di successo. La cronaca nera affermò che la ragazza si era tagliata i polsi prima di impiccarsi. Soffriva da tempo di depressione e disturbi mentali, in aggiunta a problemi d’insonnia e ansia creati da scene di nudo in “The Scarlet Letter”, uno dei suoi ultimi film.

Sojin delle Baby Kara

Ex trainee della DSP Media, il corpo fu trovato fuori dal suo palazzo: si era buttata da più di dieci piani d’altezza. Ahn Sojin era una concorrente del programma “Kara Project”, il cui obiettivo era trovare due sostitute per il famoso gruppo Kara. Le partecipanti dovevano cantare, ballare e mostrare la propria personalità per assicurarsi un posto nel gruppo, ma Sojin, data da molti per una delle favorite, perse alla fine contro una concorrente più giovane. Poco dopo, la DSP terminò il suo contratto con la ragazza, il che non solo le impedì definitivamente di far parte delle Kara, ma anche di entrare nel gruppo che avrebbe debuttato a breve, le April. Sojin stessa dichiarò più volte che il programma era la sua ultima possibilità di diventare famosa per via della sua “veneranda” età (solo 22 anni) e per l’enorme debito che aveva per tutti gli anni passati come trainee.

T.O.P dei BIGBANG

Fortunatamente parliamo solamente di un rumor, una voce della quale probabilmente non si avrà mai la conferma definitiva. Si tratta di una storia risalente al 2008, ai tempi in cui il rapper frequentava l’attrice Shin Min-a. Alcuni netizens affermarono che lei avesse uno “sponsor”, una persona che in cambio di favori di vario genere, soprattutto sessuali, le dava in cambio soldi e agganci professionali. Sempre secondo queste voci, lui lo venne presto a sapere e i due si lasciarono. A questo punto si hanno notizie certe: il giorno del suo compleanno T.O.P fu ricoverato in ospedale, per via di un cocktail disastroso di alcol e pillole. I netizens erano certi che si trattasse di un tentativo di suicidio, causato dalla storia d’amore finita e dal troppo stress sul lavoro. La compagnia e il rapper ovviamente negarono, dando la colpa a qualche bicchiere di troppo e ad un medicinale per l’influenza. I dubbi però rimangono.

Han Nah della JYP Entertainment

Si fece conoscere dal pubblico con una collaborazione con il famoso idol Rain per la canzone “I Love You Again” nel 2002. Lei stessa debuttò con la JYP Entertainment due anni dopo con il singolo “Bounce”, a cui fece seguire tre album e diversi ruoli come attrice dal 2011 in poi. Anche lei, tristemente, fu trovata morta nel suo appartamento. Solo dopo si venne a scoprire che soffriva spesso di attacchi di panico e stress mentale.

Sulli, ex membro delle f(x)

Anche qui parliamo fortunatamente solo di un rumor. Nel mese di novembre del 2016, la ragazza fu portata in uno degli ospedali di Seoul, per quello che i media affermavano essere una ferita sul polso sinistro larga 5 cm e così profonda da mostrare i tendini sotto la pelle. Anche in questo caso i netizens erano sicuri che la ragazza avesse tentato un gesto estremo, sempre causato da un mix di stress sul lavoro e problemi con il fidanzato Choiza, con cui pochi mesi dopo ha interrotto la relazione.

Il padre di Leeteuk dei Super Junior

Si tratta di un caso che non coinvolge un idol in prima persona, bensì la sua stessa famiglia. Tre anni fa, il padre e i nonni dell’idol furono trovati morti in quello che fu poi dichiarato un caso di omicidio-suicidio. I corpi dei nonni di Leeteuk furono scoperti nel loro letto, mentre il padre si era impiccato nella sua casa di Seoul. La polizia trovò un biglietto firmato dall’uomo, nel quale confessava di aver strangolato i suoi genitori (i nonni del cantante) prima di impiccarsi. La situazione del padre del cantante negli ultimi anni era diventata tragica: depressione e grandi difficoltà economiche, viveva con i genitori che soffrivano di demenza senile, il divorzio dalla moglie qualche anno prima. A Leeteuk, che stava svolgendo il servizio di leva militare obbligatorio, fu dato un permesso speciale per partecipare ai funerali.

Potremmo continuare a lungo, purtroppo, con queste tristissime storie: quella della modella Kim Daul, suicida a soli 20 anni, dopo anni di depressione, insonnia e autolesionismo, probabilmente causati dal difficile ambiente lavorativo. O ancora la storia di Choi Jin-young, cantante e attore sud-coreano, che si uccise a 40 anni dopo la morte della sorella, anche lei attrice, e dopo un lungo periodo di depressione e fallimenti lavorativi.

Influenza sui fan. I più piccoli.

Il K-pop e la famosa “Hallyu Wave” hanno recentemente guadagnato un’immensa popolarità. Il “Korean Culture and Information Service” ha calcolato circa 3 milioni di fan in tutto il mondo. Numeri incredibili, però, bisogna ricordare che una fetta di questi fan è composta da giovanissimi con età tra i 13 e i 16 anni, un’età rischiosa di per se, l’inizio dell’adolescenza e della formazione del carattere, con menti in alcuni casi facili da plagiare e manipolare, preda di stimoli esterni e non.

Anche i fan di questo genere musicale hanno dunque, ovviamente, a volte combattuto con depressione e pensieri suicidi. Quello che però sconvolge (se possibile) ancora di più, sono le motivazioni che a volte hanno portato alcuni fan, soprattutto i più giovani, a compiere un gesto così estremo. E’ quello che è successo ad una giovane, troppo giovane, fan cinese degli EXO, di soli 12 anni, che preferì la morte all’accettazione della notizia che uno dei membri, Kris, avrebbe lasciato il gruppo.

Il gesto disperato di un’altra fan sconvolta dall’abbandono di Kris

E’ anche la storia di un’altra giovane fan del gruppo e di uno dei suoi componenti, Baekhyn. La ragazza soffriva da tempo di depressione per gravi problemi familiari, ma la notizia che il suo idol preferito avrebbe cominciato una relazione con un’altra ragazza è stata troppo per lei, almeno secondo alcune comunità online. Come sempre, la verità non viene mai del tutto alla luce.

La lettera che la ragazza ha lasciato è veramente straziante:

“Scrivo il tuo nome per l’ultima volta (il nome è x). Non so cosa dire, in breve mi dispiace di non essere riuscita ad essere forte. Ti voglio bene, tu devi essere forte. Aiutami a completare quello che io non sono riuscita a completare ok? Devi riuscire ad incontrarli (riferendosi agli EXO). Porta con te il mio cuore quando li incontrerai, capisci? Per favore non piangere, sarò sempre al tuo fianco. Vivi fortemente, dimenticami, vivi bene. Per tutte le persone che mi seguivano da prima su weibo: ciao a tutti, non siate spaventati per la mia morte. La vita è troppo dura. Se avrete la “grande opportunità”, ricordatevi di dire a Baekhyun che c’è una persona che lo ama tantissimo”. Voglio bene anche a tutti voi. Buona notte”.

L’amore per gli idol ha purtroppo contribuito in parte alla distruzione di un’altra famiglia, quella di un’altra giovanissima fan del k-pop. La tragedia risale al 2013, quando una lite tra la fan tredicenne e il padre ha portato quest’ultimo ad accoltellarla e poi a tentare il suicidio.

Il processo ha poi rivelato i retroscena della folle storia, ecco il racconto del padre al giudice:

Con il passare degli anni, la ragazzina si sarebbe sempre più isolata dalla famiglia, chiedendo al contempo sempre più soldi per comprare merchandising dei propri idol preferiti e i biglietti per i loro concerti. Nonostante fosse ancora in età scolastica, rimaneva sveglia fino alle 4 del mattino per cercare notizie sul gruppo e organizzare fanmeeting per il fanclub ufficiale del suo adorato gruppo di idol. Con i genitori e soprattutto con il padre, erano solo liti continue.

Inizialmente il padre cercò di trovare una linea di dialogo per farla ragionare: “Non importa quanto siano meravigliose queste superstar, non ti ameranno mai quanto ti amano i tuoi genitori, questo lo capisci?” tentò di dirle lui un giorno, stanco della situazione, ma lei sembrava non voler sentire ragioni: “Li amo mille volte in più di quanto amo voi!” fu la risposta.

Sempre nel 2013, la giovane fan insisteva per partecipare al concerto del suo gruppo preferito che finalmente si sarebbe tenuto nella sua città, Bejing. Ma il costo del biglietto era eccessivo per il salario del padre. Nonostante ciò, sua figlia insisteva per andare, dicendo addirittura di voler comprare un altro biglietto per un’amica e alcuni regali per gli idol. Ancora una volta, furono inutili le parole del padre: “Noi non siamo ricchi, non abbiamo abbastanza denaro”, la risposta della figlia fu incredibilmente: “E allora? Perché non vai a farne dell’altro?”. Alla fine riuscì ad avere i soldi dalla nonna, che con un grosso sacrificio economico riuscì ad accontentare la ragazzina.

Ma la tragedia era purtroppo dietro l’angolo. Solo un mese dopo, ecco l’ennesima lite con il padre e le ennesime risposte taglienti della ragazza: “Gli idol sono meglio di tutti i genitori come te!”. Quelle parole fecero evidentemente scattare qualcosa nella mente dell’uomo. Il padre si recò in cucina a prendere un coltello, con l’intenzione (a suo dire) di spaventare la figlia. Ma perse del tutto la ragione e si scagliò sulla ragazza con la lama in mano, uccidendola. Subito dopo tentò di suicidarsi tagliandosi i polsi, ma fu salvato dall’arrivo delle forze dell’ordine e dell’ambulanza.

Gli adulti

Certo, le giovani menti sono impressionabili e influenzabili. Ma come abbiamo detto, la depressione non risparmia nessuna categoria d’età, com’è ovvio che sia. Basti pensare al caso dell’ex CEO della prima agenzia del famoso gruppo Block B, la Stardom Entertainment, suicidatosi dopo lo scandalo della querela da parte del gruppo per soldi delle vendite scomparsi.

Alcuni ricorderanno poi la doppia tragedia del famoso concerto delle 4Minute a Seongnam, Seoul. Ben sedici persone morirono per il crollo di una grata di ventilazione sopra la quale si erano messe per avere una visuale migliore del gruppo. La piattaforma cedette sotto il peso e i fan precipitarono diversi metri più in basso in un parcheggio sotterraneo. L’organizzatore dell’evento che si occupava della sicurezza si suicidò qualche giorno dopo gettandosi da un palazzo, preda del rimorso.

La società e l’industria del Kpop

Sappiamo dunque del triste primato di questa nazione. Altri paesi, come gli Stati Uniti e il Canada, hanno da tempo cominciato ad abbattere le barriere culturali e i tabù che circondavano questi avvenimenti. In questi paesi, chi soffre di depressione e manie suicide non è additato come pazzo, ma aiutato a superare il momento di debolezza. Il messaggio è passato per media e social media, ed è stato accettato dalla società.

In Corea del sud tutto ciò sembra ancora lontano anni luce. L’argomento è un tabù e le persone etichettate come “deboli” vengono messe ai margini della società, cosa che ovviamente non le spinge certo a parlare del proprio disagio prima che sia troppo tardi.

Gli idol, poi, sono strettamente controllati dalle compagnie (ma a volte anche dai fan più pignoli) per essere la rappresentazione di un’immagine ideale che dev’essere venduta a tutti i costi ai consumatori, i fan stessi. Seguono delle diete molto strette, hanno routine di allenamento troppo impegnative e non salutari, e addirittura dei “training speciali” per cercare di sradicare qualsiasi tratto negativo come fumare o imprecare.

Se un idol viene beccato in dolce compagnia, viene spesso costretto a negare e a scusarsi per l’incomprensione, per non rovinare la perfetta, innocente immagine che si è costruito/a. Nozione ovviamente del tutto scorretta, è impossibile pensare che un idol sia completamente esente da difetti e incapace di commettere errori. Non bisogna mai dimenticare che, alla fine, si tratta sempre di esseri umani, per quanto perfetti possano sembrare.

Ci sono migliaia di indizi di come la creazione di questa inarrivabile immagine degli idol abbia potuto far loro del danno. Le infinite giornate di lavoro e i debiti accumulati per essere trainee di alcune compagnie hanno azzerato le possibilità di molti futuri idol di avere una vera educazione scolastica. Molti hanno preferito sacrificare tutto pur di avere un’opportunità di debuttare come artisti. E se non riescono a debuttare e a diventare ricchi, di successo e popolari, hanno poche altre opzioni a loro disposizione.

La storia di questo paese può aiutare a spiegare come nasca questo fenomeno. Isolazionista per diverso tempo, la Corea del sud si è aperta al resto del mondo solo nell’ultimo decennio. I mercati e l’economia hanno avuto uno sviluppo esponenziale e molto rapido, portando questa nazione a competere ad armi pari con il resto del mondo in brevissimo tempo.

I sudcoreani si sono così ritrovati ad avere le connessioni Internet più veloci del pianeta ma degli standard culturali arretrati e in disuso in questi tutto il resto mondo. I beni materiali, come vestiti firmati e macchine, sono diventati in poco tempo lo status symbol da raggiungere, l’immagine e il successo di colpo erano tutto. Gli studenti devono obbligatoriamente avere i voti migliori in tutte le materie, per entrare nelle migliori università e trovare i migliori lavori che garantiranno loro benestare economico e un elevato status sociale.

Combiniamo questa immensa pressione culturale, che spinge per il successo a tutti i costi, con limitate risorse finanziare e i risultati saranno inevitabilmente disastrosi.

I debiti

Il fattore economico è sicuramente uno dei principali colpevoli. Abbiamo visto come la società sud-coreana metta il denaro ai primi posti tra gli obiettivi da raggiungere nel corso della vita. Consideriamo ora la situazione di chi vuole intraprendere la carriera dell’idol.

Casi come quello di Sojin dimostrano che per chi non arriva al debutto la situazione diventa critica e difficile da gestire. Non solo mentalmente, perché i ragazzi si ritrovano ad avere superato l’età scolastica o universitaria senza avere una qualche forma di vera istruzione. Ma anche per l’enorme debito accumulato con la compagnia per il tempo passato da trainee.

Ma quanto costa “l’addestramento” da idol?

Analizziamo alcuni dati.

In media ogni anno più di 200 gruppi si preparano per il debutto. Meno di 50 riescono effettivamente a debuttare e solo 1 o 2 riescono ad avere successo fin da subito.

La formazione di un gruppo, inclusa la creazione e pubblicazione del primo album, costa più di un milione di euro all’agenzia.

Il numero di trainees dipende ovviamente dal tipo di compagnia. Le famose “Big 3” (SM, YG e JYP) possono gestire dai 20 ai 30 ragazzi circa, mentre le agenzie più piccole si tengono intorno ai 5. Il numero dei trainees è direttamente proporzionale alle dimensioni economiche della compagnia, dati gli elevati costi per l’addestramento.

Con le agenzie più piccole, i futuri idol firmano un contratto temporaneo che va solitamente dai 6 mesi all’anno, eventualmente rinnovato alla scadenza. Tuttavia solo le agenzie più grandi possono permettersi di mantenere un grande numero di trainee per diversi anni.

Ecco infatti le parole del rappresentante di una di queste agenzie: “Anche quando sembra che non stanno facendo niente, i trainees ci costano circa 30 milioni di won (circa 27.000$) al mese”. Costi che si accumulano negli anni e che saranno ripagati al debutto, sempre che ce ne sia uno. Un problema che riguarda relativamente i “trainees di serie A”, i futuri gruppi di una delle Big 3, destinati quasi sicuramente al successo e quindi ai guadagni che permetteranno di ripagare i debiti da loro accumulati, ma che preoccupa fortemente tutti gli altri.

Ecco un’altra interessante stima fatta da instiz.net

Spese fisse al mese

– Dormitorio (25 pyung) – $1,000
– Sala danza (30 pyung) – $1,000
– Cibo e snack – $3,000
– Choreography training – $2,000
– Vocal training $2,000
– Rap training – $1,000
– Acting training – $2,000
– Chirurgia estetica – $10,000
– Direttore del casting- $3,000 ($1,000~$2,000 per direttore / assumere un trainee da un altra compagnia costa intorno ai $5,000~$10,000)
– Impiegati (per 5) – $15,000

Totale= $40,000 x 6 mesi = $240,000

Non sempre, inoltre, la compagnia si accolla le cosiddette spese extra, quali alloggio ed eventuali spostamenti, spesso a carico dei trainees, che saranno costretti a trovare un lavoro part-time per poterle sostenere. Riuscite ad immaginare lo stress di vivere lontani da casa, seguire lezioni da idol, lezioni scolastiche e al contempo lavorare, per di più senza nemmeno la certezza che tutta questa fatica porterà certamente a dei risultati?

Trovarsi in situazioni di particolare fragilità emotiva e mentale capita a chiunque, sia per veri e propri fattori clinici che per le più varie situazioni della vita. Purtroppo è innegabile affermare che il mondo del K-pop perderebbe di appeal se gli idols cominciassero a parlare continuamente e liberamente delle situazioni tragiche che li attanagliano continuamente, o delle malattie mentali quali la depressione che li accompagnano spesso per tutta la carriera.

Sta sempre alla società, alle compagnie e agli stessi fan cambiare il modo in cui questi idol vengono visti, per non creare altri pupazzi perfetti sottoposti ad eccessive e inarrivabili aspettative, che preferiranno fare la stessa scelta di Sojin o U;Nee piuttosto che accettare che quella sia veramente la loro vita.

67 cuori per questo articolo

Comments

  1. Paolo

    Mamma mia. Articolo che mette in luce tante ombre. Molto bello e ben scritto,comunque.
    Una curiosità: ma non può capitare che siano le compagnie stesse a scegliere te come trainee? perché magari hanno visto del potenziale..Non esistono casi di questo genere?

    • kiki_90

      Ciao Paolo, ci sono molti modi per diventare Trainee di una compagnia, oltre alle classiche audizioni.
      I vari scout girano per i festival musicali e per la strade ed è per questo che, in particolare ad Hongdae, puoi trovare facilmente aspiranti idol che si esibiscono sperando di essere notati.
      A volte, questi già hanno dei fan al seguito e non so dirti se è un bene o meno perché, potrebbero illudersi.
      Poi c’è il “fenomeno Ulzzang”, in pratica bei ragazzi che si truccano e fanno di tutto per apparire belli (come ad esempio passare sotto i ferri) che, si fanno tante foto. Anche questi spesso hanno già dei fan, un esempio può essere Luhan, ex membro degli EXO. Pensa che il suo fan club ufficiale è nato molto prima del suo debutto.

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