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La vita d'inferno ad "Idol School": mangiavano avanzi dello staff e non potevano andare in ospedale

La vita d’inferno ad “Idol School”: mangiavano avanzi dello staff e non potevano andare in ospedale

| On 23, Ott 2019

Non solo voti manipolati, sempre più testimonianze di ex-concorrenti stanno mostrando al mondo il lato oscuro del programma ‘Idol School’ e il modo in cui sono state trattate delle ragazzine che sognavano di diventare idol. Lee Hae In, 11° nel programma, ex-concorrente di Produce 101 e mega favorita, ha parlato dell’inferno che hanno dovuto affrontare lei e le altre concorrenti nei tanti mesi del programma i due lunghi post su Instagram.

Le trainee di “Idol School” obbligate a vivere in condizioni disumane durante il programma?

La ragazza ha ammesso che lei è stato chiesto di non partecipare all’audizione di 3000 membri (il programma è accusato di aver preso pochissime persone da quelle audizione e di aver inserito poi ragazza già pre-selezionate), che le regole delle sfide veniva spesso cambiate il giorno prima della messa in onda (come la sfida in cui lei e il suo gruppo si sono esibite con ‘Mr Mr’ dove solo il giorno prima hanno cambiato le regole -diventando una sfida tra gruppi e non più una sfida alla più brava nel gruppo- e alcune concorrenti si esibivano in playback nonostante la sfida fosse per le esibizioni LIVE)

Sono state nel villaggio di Yangpyung da maggio fino all’ultimo giorno di diretta del programma, i loro telefoni confiscati, potevano andare da Olive Younguna una volta al mese per acquistare generi di prima necessità e non c’era nulla da mangiare al di fuori dei pasti programmati. “Le ragazze a cui è stato permesso di andare a scuola una o due volte al mese, hanno nascosto il cibo nei vestiti, ma anche quello è stato confiscato al loro ritorno. Yangpyung è diverso da Seoul ed è più freddo, e alla fine delle riprese, così tante ragazze avevano freddo […] Mentre il personale ordinava da mangiare, dovevamo nascondere e mangiare i loro avanzi, era come se non avessimo diritti umani. La maggior parte dei concorrenti era minorenne, ma non hanno avuto nessuna accortezza. Alcune ragazze hanno dormito in studi senza una sola finestra e si sono ammalate.”

Ha poi aggiunto dicendo che. anche quando stavano male, non era possibile per loro andare in ospedale. “Per 5 mesi, abbiamo filmato per 24 ore perdendo la cognizione del tempo e senz alcun diritto. Non abbiamo ricevuto alcun compenso e siamo state imprigionate lì. Quando la gente dice: “Volevi farlo”, non riesco a trovare risposta. Però credo che anche se entrassi in un’azienda volontariamente, comunque non dovresti essere costretto a sopportare comportamenti sleali.

“Ho chiesto che il mio contratto fosse risolto il giorno dopo essere stata eliminata e ho chiesto loro di dirmi la verità sulla controversia sulla manipolazione, ma mi è stato detto che ero nelle ricerche in tempo reale e che ero la vera vincitrice. Ho detto che non volevo più far parte di una squadra perché ero esausta e hanno promesso che avrebbero creato un gruppo solo per me. […] Hanno promesso che non mi avrebbero mai abbandonata nella sala prove e mi avrebbero lasciato promuovere individualmente mentre mi preparavo ancora per un gruppo.” Poi hanno preso tempo per preparare l’esibizione ai MAMA, dopo hanno continuato a rimandare per far allenare il gruppo, le hanno negato di far parte di Produce 48 mentre la data del debutto continuava a variare.

“I trainee hanno contratti di tirocinio e gli artisti hanno contratti di artisti. Per i contratti con gli artisti, ci sono commissioni specifiche ed entrambe le parti devono fare il meglio. Quando il mio contratto da trainee è scaduto, non so perché sono stata costretta a firmare il contratto dell’artista quando ero di nuovo solo una trainee. Le uniche promozioni che ho avuto sono state andare in radio una volta e andare alla settimana della moda una volta. Quando mi dicono che mi hanno dato lavoro, davvero non so cosa rispondere […] (poi) ho deciso che non potevano adempiere ai loro doveri da contratto e ho chiesto di annullarlo. Era febbraio e il documento per l’annullamento del contratto riportala data 30 aprile, ma la data effettiva in cui ho ricevuto l’annullamento -dopo aver disturbato ogni giorno- è stata la fine dell’estate.”

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