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Un commento

La donna-oggetto del kpop

La donna-oggetto del kpop

| On 22, Gen 2017

Cos’è veramente ad affascinare chi si avvicina per la prima volta al mondo del kpop?

YouTube brulica di video-reazione girati da persone che si approcciano più o meno casualmente a questo mondo. Tutte rimangono folgorate all’incirca dalle stesse cose: un senso estetico al tempo stesso raffinato e innovativo, video musicali dotati di una fotografia da far invidia ai blockbuster americani, coreografie degne di un tour mondiale di Madonna, canzoni accattivanti, vocalist e rapper che non sfigurerebbero nemmeno davanti ad Ariana Grande e Wiz Khalifa, giusto per fare qualche nome.

Guardando per la prima volta uno di questi MV, il nuovo spettatore è portato a fare un facile paragone con le controparti occidentali, video pieni zeppi di modelle con qualche centimetro di stoffa addosso e con movenze simili alle più apprezzate stripper di Las Vegas. A prima vista sembrerebbe che l’industria del kpop voglia trasmettere un’immagine della donna più dolce e molto meno esplicita. Un maggiore rispetto della figura femminile quindi, un’immagine sicuramente rinfrescante in un mondo ormai ipersessualizzato, dove i mass-media non fanno altro che bombardarci con immagini del genere. Siamo sicuri?

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Partiamo da una definizione. Spesso video e film sono accusati di essere cattivi esempi perché “oggettificano sessualmente” le donne. Ma che vuol dire?

Oggettificare sessualmente una donna significa rappresentarla o trattarla come (per l’appunto) un mero oggetto sessuale utile solamente al piacere (sessuale) dell’altro.

E’ qualcosa che possiamo ritrovare anche nel mondo del kpop? Analizziamo qualche video più nel dettaglio per vedere come viene effettivamente rappresentata la donna.

“Darling”- Eddy Kim

Partiamo con un video forse poco conosciuto, si tratta di “Darling” di Eddy Kim, pubblicato nel 2014.

Fina dalle prime scene vengono inquadrate solamente alcune parti del corpo della ragazza, la figura intera viene invece sempre nascosta. Come mai? Rappresentando solamente alcune parti del corpo, ed eliminando addirittura il volto, è difficile immaginare di avere di fronte un essere umano dotato di personalità e volontà: ci focalizziamo sulle azioni che compiono quelle parti del corpo piuttosto che sulla donna che le sta compiendo. Azioni che tra l’altro servono a valorizzare ovviamente il cantante, unico protagonista del video, ma che rendono la controparte femminile un mero oggetto di scena, non la metà di una coppia, come suggerirebbero invece le dolci parole del testo.

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Ma c’è di più!

Il video continua sostituendo parti del corpo femminili con oggetti presi dalla quotidianità, il che fa passare come corretta l’idea che anche il corpo femminile possa essere considerato come un mero oggetto!

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“LOSER” e “BAE BAE” dei BigBang

Ecco, invece, due video molto popolari e molto conosciuti tra i fan di questo genere. Analizziamo il primo.

Una delle scene che colpisce di più nel video di “LOSER”, vede protagonisti T.O.P, uno dei membri del gruppo, e una giovane donna vestita solo di un bikini bianco. Non è un po’ strano? Come mai l’uomo è vestito di tutto punto, coperto da capo a piedi, mani comprese, mentre la figura femminile lascia poco all’immaginazione? E’ veramente necessario questo sbilanciamento di abbigliamento ai fini della storia che si vuole narrare? Si tratta purtroppo di un altro caso in cui la ragazza è semplicemente uno degli oggetti di scena, non dotata di una vera personalità.

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Il suo solo compito è quello di strofinarsi sul rapper e baciarlo. Nemmeno il suo viso si vede mai con estrema chiarezza, è “vestita” di bianco su sfondo bianco, cosa che contribuisce a farla diventare parte dell’arredamento.

La donna viene persino trattata come un mero oggetto, afferrata quasi con disgusto dal ragazzo, che le mette addirittura una mano intorno al collo. E se non fosse abbastanza, la storia si conclude con T.O.P che gira per le strade ricoperto di sangue, un’immagine che potremmo definire disturbante, se si pensa a cosa suggerisce che sia successo alla ragazza.

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Ovviamente si parla di una canzone intitolata, appunto, “Loser”, ovvero perdente, a sottolineare come nessuno dei comportamenti del video debba essere preso d’esempio. Siamo comunque davanti ad un tema molto serio, quello della violenza domestica, che come molti hanno fatto notare, dovrebbe essere trattato e rappresentato sicuramente in maniera diversa e non così superficiale.

E che dire di “BAE BAE”, un pezzo in cui già il ritornello sottolinea come sia importante rimanere sempre giovani, affinché la vecchiaia non faccia diminuire la bellezza.

La canzone idealizza la figura della donna e la piazza su un piedistallo (“sei un essere umano o un angelo?”) e suggerisce che la bellezza sia la migliore qualità di una donna, bellezza che non deve diminuire cosicché l’uomo possa continuare a provare attrazione.

E nel video questa forma di oggettificazione continua: le donne sono letteralmente rappresentate come manichini, o addirittura felici di essere spruzzate in faccia con del liquido bianco proveniente da una siringa. Un’immagine sicuramente evocativa.

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Di nuovo le donne di questo video si muovono poco e nulla, sono totalmente impersonali e fungono solamente da oggetto di scena.

“Roll Deep” – Hyuna

Un’esempio evidente anche a chi non fa analisi così approfondite, è il video “Roll Deep” di Hyuna, ex membro delle 4Minute

La cantante controlla il suo corpo di ballo con guinzagli intorno al collo, mentre le ragazze hanno tutte il volto coperto da una maschera. Non ci vuole certo un esperto per capire come ciò voglia indicare una totale mancanza di vera personalità delle ballerine, rappresentate come animali, anzi, ancora una volta semplicemente come oggetti di scena. La maschera serve ad annullare le differenze tra di loro, le caratteristiche che le renderebbero uniche non hanno più alcun valore.

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Anche alla fine del video la cantante “controlla” un gruppo di ragazze tramite l’uso di una frusta. Ritorna ancora l’immagine della donna vista come un animale, che come tale, dev’essere controllato.

“Up&Down” delle EXID

Si tratta di una canzone che ha avuto un discreto successo, un brano sicuramente molto accattivante. Ma anche qui, il video ha le sue pecche.

Oltre a rappresentare un’immagine irreale della bellezza della donna, spesso e volentieri le parti del corpo delle cantanti vengono separate, isolate e sostituite da oggetti, portando l’attenzione dello spettatore solamente sulla forma fisica perfetta delle idol. Questa tecnica suggerisce come le parti del corpo siano intercambiabili, ignorando del tutto l’individuo nella sua completezza.

La tecnica di focalizzarsi solo su determinate parti del corpo viene utilizzata anche nel video “Miniskirt” delle AOA, dove diversi zoom e molta attenzione viene data alla parte inferiore del corpo delle cantanti.

E che dire della particolare attrazione per determinate “categorie”? Vediamone alcune.

La purezza

Qualcuno forse ricorderà il gruppo Puretty, un esempio calzante della passione di molti fan per questa particolare “caratteristica femminile”.

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Con questo gruppo si è cercato di esasperare il concetto di purezza e castità fino agli estremi, sottolineando sempre come questa fosse praticamente la loro unica caratteristica.

Similare è il concept usato nel video dello scorso anno delle Oh My Girl, “Closer”, dove il simbolismo legato al concetto di vergine casta e pura è decisamente chiaro.

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La giovane scolaretta

Uno dei target primari per la maggioranza dei gruppi femminili è il gruppo dei ragazzi tra i 20 e i 30 anni. Se mai vi troverete al concerto coreano di uno di questi gruppi, sarà facile vedere come spesso gli outfit di scena prevedano un gruppo di giovani ragazze, in divisa scolastica, che balla, canta e ammicca in modo provocante davanti a folle di uomini adoranti. Se non si è abituati potrebbe sembrare leggermente inquietante.

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E si tratta di un concept molto diffuso che non riguarda solo le uniformi, ma anche le librerie scolastiche, le aule, le scuole.

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Non importa se si tratta di ragazze veramente in età scolastica o che hanno sorpassato da tempo quella di iscrizione all’università. Quasi tutti i gruppi femminili nella loro carriera hanno usato un concept del genere. C’è da chiedersi se è veramente giusto dare una connotazione sessuale alle ragazze in età scolastica ed insinuare un pensiero del genere nella testa dei giovani fan.

Ingenuità

Anche se sono molte le canzoni kpop di gruppi maschili che dipingono la donna in una posizione inferiore rispetto all’uomo, spesso sono proprio brani di gruppi femminili che contribuiscono a dare un’immagine della donna stupida e incapace, che non saprebbe concludere niente senza l’aiuto di “Oppa”.

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Ci sono tantissimi video dove la donna ha un comportamento contraddittorio, che potremmo definire infantile e allo stesso tempo suggestivo, nonché video dove a dispetto di un testo che proclama la forza femminile, le immagini mostrano una cantante vestita con poco o niente, con inquadrature che lasciano poco (o molto, a seconda dei punti di vista) all’immaginazione.

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La donna caucasica

Chi segue questo mondo avrà notato, negli ultimi anni, un notevole aumento di donne con fattezze caucasiche figuranti in questi video. E con ruoli sicuramente… particolari. Ma perché si preferisce dare la posizione di provocatrice alla donna di una determinata razza piuttosto che ad un altra? Una delle ragioni è che la conservativa società coreana cerca di lasciare gli atti più sessualizzati alle straniere, quasi fossero una loro prerogativa. Si va così a marcare una linea tra le caste coreane e le iper-sessualizate caucasiche.

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Basti pensare all’esempio fornito dal video girato per “Shut-up” degli U-KISS: la donna, in evidente posizione di inferiorità rispetto ai membri del gruppo, è di razza caucasica, e viene dipinta come un oggetto funzionale al solo piacere sessuale per gli uomini intorno a lei. Ad un certo punto del filmato uno dei ragazzi arriva persino ad alzarle la gonna, quasi fosse un gesto ripetibile nella quotidianità.

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Gli show televisivi

Una volta capito quale sia il concept migliore per aumentare le vendite, c’è chi ha deciso di portare le cose al livello successivo. E di creare un intero show televisivo che ruota intorno all’interesse per ragazze giovani, caste e pure.

Si tratta di un caso che ha creato scalpore e indignazione tra i netizens: parliamo del famoso programma “Produce 101”.

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Recentemente Han Dong Chul, il produttore del programma, ha rilasciato un’intervista farcita di affermazioni inquietanti:

“La ragione per cui ho fatto questo programma è che volevo creare della pornografia salutare per i ragazzi. Anche se le partecipanti somigliano a una sorella minore o a una nipote, non sono adorabili?”

Il produttore ha poi continuato affermando che era sua intenzione fare lo stesso per la versione maschile. E’ facile immaginare la pioggia di critiche arrivata addosso all’uomo, che con le sue affermazioni ha rischiato di giustificare fantasie sessuali su giovani ragazze spesso al di sotto della maggiore età. Notate come ritorna il concept della scolaretta, utilizzato per le “divise ufficiali” delle partecipanti al programma?

I comeback

Ricordate l’estate 2015? Una delle più proficue in termini di comeback al femminile, almeno per quanto riguarda i gruppi più in vista del momento. Cosa c’è di strano? Nulla, se non fosse che solitamente gli idol evitano di rilasciare le proprie canzoni nello stesso periodo scelto da altri gruppi, per non rischiare di pestarsi i piedi a vicenda e provocare quindi un calo nelle vendite e negli ascolti.

Ma diamo un’occhiata alla scorsa estate: il 22 giugno sia le SISTAR che le AOA sono tornate sulle scene, il 2 luglio è toccato alle Nine Muses e il 6 alle Girl’s Day. Il 16 luglio arrivarono le Apink con “Pink Memory” e ad Agosto le Girls’ Generation. E non è nemmeno una lista completa!

E’ vero che l’estate è un ottimo momento per i comeback, dato che i gruppi hanno abbastanza tempo per promuovere i loro brani prima delle premiazioni di fine anno. E che dall’estate a fine anno c’è troppo poco tempo perché il gruppo venga totalmente dimenticato dai fan che dovranno poi votare. Ma c’è un’altra ragione da non sottovalutare: estate significa caldo, e caldo significa meno vestiti. I gruppi femminili possono così mostrare il loro lato sexy con vestiti più corti e leggeri, come minigonne e e shorts, senza sembrare fuori tono e forzate.

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Ovviamente ciò sottolinea con forza l’importanza che concept e abbigliamento hanno sulla popolarità del gruppo, andando a volte a superare il valore del vero talento nel canto o nell’esecuzione delle coreografie.

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Che conclusioni trarre da tutto ciò? In realtà un vecchio detto ci viene in aiuto: tutto il mondo è paese. La castità non è una prerogativa delle donne asiatiche o della musica kpop. Così come la lascivia non lo è della musica o delle donne occidentali. O viceversa.

In entrambi i casi, si tratta perlopiù di video e di canzoni orecchiabili, non da demonizzare, ma da apprezzare per quello che sono. Stando attenti a non farci troppo influenzare da ciò che guardiamo.

76 cuori per questo articolo

Comments

  1. paolo

    Grande articolo Giuliana! Come di consueto unisci passione a competenza e conoscenza. Chapeau 🙂

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