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Idol e duro lavoro, qual è il limite?

Idol e duro lavoro, qual è il limite?

| On 22, Ott 2017

Dopo soli due anni dal loro debutto, i BIGBANG avevano già un piano per scappare, letteralmente, dalla loro vita. Era un piano ben organizzato, Daesung avrebbe guidato la macchina, G-Dragon, T.O.P e Taeyang si sarebbero occupati di sviare la sicurezza. L’occasione? Le riprese per una pubblicità. A salvare la situazione fu il più piccolo del gruppo, Seungri, che fece la spia al grande capo, Mr. YG in persona. Fortunatamente il boss prese la decisione giusta, cancellando tutti gli impegni del gruppo per due mesi. Il resto è storia.

Questo aneddoto, raccontato dal leader del gruppo in persona qualche anno dopo, fa sorridere. Sembra quasi la trama di un teen-movie, cinque giovani ragazzi che scappano dalle loro famiglie e dalle loro responsabilità per vivere un’avventura on the road. Ma noi non stiamo parlando di ragazzi comuni e di vite qualunque, ma di idol e di giornate fatte da 20 ore di lavoro e 4 di sonno. Se va bene.

C’è da dire che prima o poi capita a tutti. Tralasciare il sonno per dedicarsi ad attività più importanti, studio, lavoro, esami, feste…

Alcuni di noi, invece, non riescono nemmeno a concepire una sveglia senza le doverose otto ore di sonno di bellezza. Poi ci sono gli eroi-di-ogni-giorno, che riescono ad affrontare la giornata impavidi dopo solo 2 o 3 ore di sonno, armati di caffeina e magari un buon correttore per le occhiaie.

Qualche anno fa, circolò la voce che non dormendo per più di 72 ore lo stato aveva il diritto di dichiararti legalmente pazzo. Ovviamente è una leggenda metropolitana, ma rende bene l’idea di quali possano essere gli effetti di questa sconsiderata pratica.

Per tutti noi, persone comuni, il sonno alla fine avrà la meglio, e anche se non era nostra intenzione, ci ritroveremo addormentati, magari con la testa sopra il libro che dovevamo studiare per il giorno dopo. A chi non è mai capitato?

Ma per un idol del mondo del K-entertainment, il sonno è un lusso. Come tantissime altre facoltà degli esseri umani (avere amici, una famiglia, un’educazione, cellulari o una connessione internet), il sonno è una di quelle cose senza le quali gli idol devono imparare a vivere.

Un esempio concreto? Jiyeon delle T-ara. Qualche anno fa, la ragazza dovette abbandonare per qualche tempo le attività con il gruppo… dato che si trovava in ospedale. Come mai? A questo punto ve ne sarete fatti un’idea. Un rappresentante della sua casa di produzione, spiegò che alla conclusione delle registrazioni per il “Gayo Daejun” della MBC alle due del mattino, anziché andare dritta a letto e dormire per otto ore di fila come un qualsiasi essere umano, la ragazza andò dritto alla registrazione del drama della KBS “Dream High 2”. Fino alle quattro. Per poi catapultarsi alle prove di un altro show, “Inkigayo”.

E come tutti sappiamo, non si tratta certo di un caso isolato. Anzi.

Come dimenticare quando, nel 2010, Krystal delle f(x) svenne sul palco durante “Mr. Boogie”. Quanta paura per i suoi fan e per il resto del team. Ma la fatica e la mancanza di sonno hanno spesso facilmente la meglio.

Dal video si nota che inizialmente alcune delle ragazze cercano di andare avanti con l’esibizione, nonostante Krystal sia priva di sensi. Questo perché in caso di malore di uno dei componenti, le compagnie addestrano i propri idol a mantenere la calma e continuare ad esibirsi, lasciando che sia lo staff ad occuparsene. Il fatto che ci siano delle regole di comportamento specifiche per questi casi fa capire quanto comuni essi siano. Spaventoso.

Tra l’altro, sempre la povera Krystal è stata protagonista di un simile incidente, qualche tempo dopo, durante il programma “Kiss & Cry”. A dimostrazione di come in questo campo le compagnie non imparino mai dai propri errori.

Ecco, invece, Goo Hara delle KARA, nel 2013, durante il tour giapponese. Dopo essere collassata sul palco, fu portata nel backstage. Dopo pochi minuti era già pronta a risalire in scena. Incredibile.

Fa impressione come la ragazza abbia resistito con la sola forza di volontà fino alla fine della canzone.

E ancora Minah, delle Girls’ Day, richiamata sul palco nonostante la caviglia infortunata. Le ragazze stavano promuovendo “Something” con solo tre membri, ma presto la loro compagnia si rese conto che nessuna riusciva a raggiungere le inarrivabili note di Minah. La ragazza fu quindi invitata ad esibirsi nuovamente insieme alle compagne, prima seduta su una poltroncina, poi in piedi, ma senza muovere un passo di danza.

 

Un esempio perfetto di come la forza di volontà sia spesso l’unica cosa a tenere in piedi un idol ce lo da G-Dragon, durante il MADE Tour con il suo gruppo, i BIGBANG.

Forse per il caldo, forse per la fatica, forse per lo stress, o più probabilmente per tutte e tre le motivazioni, il leader si sente male durante il concerto. Nonostante sia collassato nel backstage, rientra barcollando in scena per la sua parte, per poi ricollassare subito dopo accanto al palco. La cosa che fa più impressione è che probabilmente il pubblico non si è nemmeno accorto di nulla, l’esibizione è stata comunque impeccabile.

Cosa dire allora degli EXO? Il numero di volte che questi ragazzi hanno rischiato, o sono purtroppo davvero arrivati a svenire durante un’esibizione è così alto che qualcuno ha addirittura pensato di farci una video compilation. Forse non una scelta, come dire, “di gusto”, ma il video fa riflettere.

Sempre parlando degli EXO, solo dell’anno scorso è la notizia di Lay, svenuto mentre si recava in Giappone per il concerto del gruppo, proprio prima di prendere l’aereo. La stessa compagnia del gruppo, la SM Entertainment, ha provveduto a “tranquillizzare” i fan, dicendo che si trattava solamente di mancanza di sonno. Cosa che ovviamente non ha tranquillizzato nessuno, anzi, ha fatto preoccupare ancor di più per le condizioni di salute di tutti i membri.

Qualche fan ricorderà anche quando, nel 2015, a Ravi dei VIXX accadde la stessa cosa durante uno show in Messico. Già prima di esibirsi Leo, un altro componente, e Ravi stesso lamentavano dei giramenti di testa, si dice dovuti alla differenza di altitudine tra il Messico e la Corea.

E la lista non finisce mai:

Hyeri delle Girls’ Day.

Kim Jang Hoon durante il “West Coast Festival”.

La brutta esperienza di Jin dei BTS durante “Laws of the Jungle” dove l’idol si è sentito male per la fatica.

Ma a volte non si tratta solo di mancanza di sonno e stress psico-fisico.

Ricordate il caso di Gonchan dei B1A4?

Nel 2012, pochi mesi dopo il loro debutto, si venne a scoprire che il più piccolo del gruppo soffriva di una malattia congenita che oltre a dargli dolori lancinanti ad un fianco, richiedeva un intervento per l’asportazione di uno dei reni. Ma Gonchan volle rimandare l’operazione il più possibile, per non intralciare le attività di promozione del gruppo. Ecco, infatti, le parole di un rappresentante della compagnia, la WM Entertainment: “Durante la promozione per ’Sleep Well, Good Night’, Gonchan lamentava dei dolori al fianco. Dopo un check-up completo all’ospedale, scoprì che il suo rene non funzionava bene. Nonostante ciò, Gonchan aveva un forte desiderio di continuare con la promozione, e sottoporsi all’intervento al termine delle attività del gruppo, così prendemmo la decisione di posporre l’operazione. Ogni volta che Gonchan sentiva dolore, prendeva degli antidolorifici e continuava con la promozione”. Nonostante la giovane età, ha davvero dimostrato una tenacia fuori dal comune.

E gli altri membri non sono da meno, come Baro che si esibisce nonostante la caviglia non lo permetterebbe e Sandeul che continua a cantare nonostante il malessere.

Da ricordare anche il caso di Minah delle Girls’ Day, che nonostante fosse a riposo per via della caviglia malandata, fu costretta a tornare sul palco perché nessuna delle altre ragazze riusciva a raggiungere note così alte.

O quello di B.I  degli iKON che continua il tour “con un occhio solo” per via di un’infezione.

O ancora Hyolyn delle SISTAR che si esibisce nonostante la febbre alta.

Kai degli EXO. La foto parla da sola.

Anche Boram delle T-ARA parlò della situazione e della sua esperienza personale, sfogandosi su Twitter: “Mi sento come se stessi per esplodere dall’interno. Ma quello che odio di più è il pesante sentimento di depressione che arriva quando mi sento così. Sono un po’, no, sono veramente triste. Sono arrabbiata con me stessa perché devo trattenermi dal piangere e ingoiare pillole per non cadere malata”.

Bisogna anche dire che non sempre si può dare la colpa solo alla compagnia. A volte è lo stesso idol che per senso di responsabilità (e per non deludere i fan), pretende troppo da se stesso.

E’ quello che ha fatto Jackson dei GOT7, solo poche settimane fa, durante la promozione per l’ultimo comeback del gruppo. Nonostante stesse già molto male, e per questo motivo avesse saltato già due eventi con i fan (hi-touch e photo op), ha preso la decisione di partecipare almeno alla sessione di firme. Risultato? Svenuto nel bel mezzo dell’evento. Secondo alcuni fan presenti, nonostante stesse vomitando nel backstage, insisteva comunque per continuare.

E’ anche vero che alcune compagnie tendono ad approfittare della caparbietà dei propri idol: parandosi dietro alla scusa che sono gli artisti stessi a volersi esibire ad ogni costo (anche contro i pareri dei medici), evitano che accuse di sfruttamento possano macchiare il buon nome dell’agenzia.

E’ importante poi sottolineare come la problematica si ricolleghi alla tanto discussa questione dei debiti che gli idol sviluppano, fin da trainees, con le proprie compagnie.

Le agenzie inizialmente si accollano tutte le spese per la formazione degli artisti e per la produzione e la promozione dei primi album. Ma gli idol non percepiranno un centesimo fino a che non ripagheranno (dopo il debutto) tutto il debito con la compagnia. Se poi si pensa che decine di gruppi debuttano ogni anno, ma solo due o tre riescono ad andare avanti con successo, si può cominciare a capire cosa spinga questi ragazzi a voler continuare ad esibirsi anche a costo della propria salute.

C’è da dire che fortunatamente la situazione è leggermente diversa per chi fa parte di una delle tre grandi case di produzione, SM, YG e JYP Entertainment: sembrerebbe che la SM si accolli in pieno le spese per la produzione del gruppo, mentre la JYP si occupa sia della produzione del gruppo che degli album. La YG poi, non fa pagare ai trainees tutte le spese per la fase di addestramento. Inoltre, attualmente, tutti gli idol di queste tre compagnie percepiscono una parte dei guadagni delle vendite fin dal debutto. Un lusso di cui però la maggior parte degli artisti non può certo godere.

E come sempre, la situazione di questa industria è solo un riflesso della società. Girando su internet, si può incappare nelle affermazioni di una giovane studentessa liceale coreana, secondo la quale il limite massimo di ore di sonno per uno studente è 4: con 5 il fallimento è assicurato. Purtroppo, alcuni dei grossi problemi di cui questa nazione soffre sono correlati: suicidi, ricerca frenetica dell’affermazione lavorativa, competizione su tutti i campi fin dai primi anni di vita.

Soffermiamoci un attimo su quest’ultimo punto. Gli idol (ma ovviamente anche gli studenti) sono tutti giovanissimi o hanno comunque iniziato presto. Ovviamente, si tratta della classica età dello sviluppo, dove le necessità fisiche primarie, come mangiare e dormire sono inevitabilmente maggiori. Lo stress, la continua adrenalina e magari la complicità di una dieta non sempre regolare non possono certo essere un toccasana. E i danni celebrali, in termini di perdita di neuroni, che la mancanza di sonno causa sono stati più volte provati dalla comunità scientifica. Non c’è dunque da stupirsi se già a 20 anni queste persone soffriranno di malanni fisici o mentali.

E sempre come per alcuni degli altri problemi tipici della società sud-coreana, la soluzione appare difficile e lontana. E quando per tutta un’intera nazione lo stacanovismo, il lavorare fino allo sfinimento è un dovere, come convincere le compagnie che è sbagliato, e che gli idol sono persone, non strumenti per accumulare denaro?

Forse gli unici che hanno veramente il coltello dalla parte del manico sono i fan. Alla fine dei conti sono loro a determinare il successo di un gruppo e della compagnia. Ecco perché l’anno scorso i VIPs (fan dei BIGBANG) di tutto il mondo si sono uniti nel boicottaggio della YG Entertainment, elencando tra i motivi del gesto “killer schedules (ovvero un’agenda di impegni troppo fitta, “killer” per l’appunto)” e “No concern over their artists (accusano la YG di non preoccuparsi per i propri artisti)”.

Si tratta però di singoli atti, che non hanno certo il potere di cambiare l’industria musicale, figuriamoci un’intera società. Forse, purtroppo, è ancora troppo presto e solo tra qualche anno, anche grazie ad una maggiore integrazione con la più tranquilla cultura occidentale, le cose cominceranno a cambiare.

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