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Cronache di un'avventura: G-Dragon arriva in Europa

Cronache di un’avventura: G-Dragon arriva in Europa

| On 27, Feb 2018

Settembre 2017. Un mese da ricordare per qualunque fan europeo di quel fantastico genere musicale definito Kpop. E’ la prima volta che un artista appartenente a una delle “Big 3 companies” (SM, YG e JYP) sceglie il vecchio continente per un’intera gamba del suo tour.

E ora proprio lui, G-Dragon, Kwon Ji Yong, leader dei BIGBANG, è in Europa con il suo M.O.T.T.E World Tour. E noi di CiaoKpop potevamo forse mancare? Ma certo che no!

Sveglia alle 5, si salta la colazione e con un tempo record di soli 50 minuti arriviamo al parcheggio P1 dell’Amsterdam Arena. Il nostro obiettivo, lo Ziggo Dome, è a soli 3 minuti di cammino.

 

Nonostante le nebbia, lasciatecelo dire, piuttosto spettrale, troviamo facilmente il luogo dove numerose persone sono già in fila per prendere il numerino.

Breve parentesi.

Bisogna riconoscere che i concerti Kpop hanno un’organizzazione superiore. Non solo grazie agli “organizzatori” veri e propri, ma anche (e forse soprattutto) grazie agli stessi fan. Un gruppo di ragazze volenterose si è meticolosamente coordinato per passare la notte davanti all’arena, al solo scopo di distribuire i numeri per la fila. E che precisione! Ben quattro file ordinate, una per tipologia di biglietto, e udite, udite… nessuna recriminazione da parte degli altri fan!

Passata un’oretta arriva finalmente il nostro turno, ci facciamo scrivere il numerino sulla mano (solo 46 e 47, arrivando prima delle 6 del mattino!) e abbiamo due ore di libertà prima del prossimo check up. La giornata di tutti trascorre rapidamente, tra check up e giri nell’area commerciale attorno all’arena. Sicuramente un piacevole cambiamento rispetto alle classiche ore e ore di fila completamente schiacciati e senza poter respirare!

All’orario prestabilito, anche l’organizzazione “ufficiale” fa il suo: con una puntualità che spacca il secondo si aprono le porte, e finalmente possiamo avvicinarci al bancone della biglietteria dove due ragazze sorridenti ci allungano le borse del merchandising, più pass e braccialetti.

A questo punto manca solo un’ora all’entrata vera e propria, e la fila comincia a farsi caotica. C’è chi spinge e chi prova a fare il furbetto superando. Nulla di nuovo insomma. Un altro giro di orologio e arriva il momento dei (fortunatamente) altrettanto meticolosi controlli. Superata la bodyguard con il metal detector, è subito un “pronti, partenza, via!” e tutti cominciano ad esibirsi in una mezza corsetta per accaparrarsi il posto migliore.

Fortunatamente l’arena è stata attrezzata a dovere, scopriamo subito che ogni categoria di biglietto ha una sua sezione ben divisa dalle altre e tutti hanno spazio per muoversi e rifiatare, altra novità ben accetta! Abbiamo persino la possibilità di andare a prendere cibo e bevande, mentre sullo schermo vengono proiettati i video più famosi del protagonista della serata… G-Dragon ovviamente!

L’arena comincia lentamente a scaldarsi, i fan cantano insieme al GD del megaschermo. Anche se i presenti sono ancora pochi (solo i possessori del biglietto soundcheck) c’è già una bella atmosfera!

G-Dragon non si fa attendere troppo, si materializza sul palco all’improvviso e con felpa, mascherina e cappello a nascondere gran parte del volto, saluta i fan.

Noi ci stiamo ancora chiedendo se sia veramente lui, lui invece comincia immediatamente a provare “Superstar”, tratta dal suo ultimo album, e poi subito via con “Black” e “Missing you”. In pochi minuti ci ha già salutato, augurandosi che lo show sia di nostro gradimento, ed è sceso dal palco. Chi ha assistito alla mini-esibizione si chiede se era tutto vero, nessuno ha avuto il tempo di realizzare. A quel punto l’arena si riempie veramente, i lightstick illuminano lo spazio con i loro colori brillanti e i cori si fanno sempre più forti.

Un leggero ritardo non fa altro che aumentare l’emozione, che a quel punto si taglia con un coltello. Per molti sta per iniziare una delle serate più belle della propria vita.

Improvvisamente le luci cambiano colore, il rosso sembra inondare l’ambiente. Tutti urlano, gli occhi fissati sul palco dove il video d’introduzione è appena iniziato. Le grida d’emozione aumentano, il battito di un cuore viene proiettato sullo schermo, sempre più forte, sempre più forte… poi finalmente la piattaforma comincia a sollevarsi.

G-Dragon è lì, davanti ai nostri occhi e ovviamente è vestito di rosso. Le famose note di “Heartbreaker” riempiono con forza l’arena. I ballerini invece riempiono il palco e GD si esibisce con grinta dall’altezza di due metri. Passano quelli che a noi sembrano solo due secondi e il nostro protagonista inizia ad intonare un altro grandissimo successo di qualche anno fa, “Breathe”. Abbiamo un po’ di tempo per rifiatare (proprio come ci dice il titolo della canzone, ah!), mentre il leader dei BIGBANG cambia l’atmosfera esibendosi con altri pezzi dal beat meno veloce come “A boy”. Il concerto procede spedito un brano dopo l’altro, e con naturalezza le canzoni sembrano incastrarsi a perfezione fra di loro. Ben presto “Obsession” ci porta alla chiusura del primo atto.

Mentre noi non riusciamo ancora a rielaborare tutto quello che abbiamo visto, un video appare sullo schermo. Capiamo che il primo atto era dedicato al divo, a G-Dragon, e che quello che andremo a vedere sarà incentrato su una sorta di fase di transizione. Certo, il fatto che il primo atto fosse intitolato “G-Dragon” e il secondo “G-Dragon vs. Kwon Ji-Yong” potrebbe averci aiutato un po’, ma vi assicuriamo che non è stato facile interpretare il semi-inquetante video che stavano proiettando sullo schermo in quel momento, tra bisturi, sangue e chirurghi pronti all’azione! Vedere per credere…

(Video tratto dal concerto di Seoul, ma utilizzato per tutte le date del tour)

Ed eccoci alla seconda parte, sicuramente la più consistente in termini di canzoni e di hit.

“MichiGO” è una vera esplosione di energia, le fiamme che escono a ritmo di musica dai bordi del palco non possono che “accompagnare”! G-Dragon sembra una libellula impazzita, si è cambiato d’abito e si muove sul palco liberamente alternando improvvisazione e coreografia. Bisogna ammetterlo, il leader dei BIGBANG si mangia il palcoscenico come solo chi possiede un talento come il suo riesce a fare.

La canzone successiva è “One of a kind” e quel punto il pubblico non si contiene più. Ovunque ci giriamo, vediamo persone che ballano e cantano a squarciagola.

Durante R.O.D, c’è da segnalare che G-Dragon (volutamente) perde la giacca e il pubblico (più o meno volutamente) perde ogni contegno, ma questo ci sembra anche normale, che dite?

A questo punto al cantante serve una breve pausa, durante la quale la band (che talento quei ragazzi) da veramente il meglio di sè, con una breve esibizione che riesce a stupire anche chi ne capisce poco di chitarre, bassi e batterie. Complimenti!

GD torna sul palco dopo qualche minuto. Ed è su un trono. Esatto, su un trono! Si è cambiato nuovamente d’abito, un concept più di classe per accompagnare le note di “That XX”, mentre la star della serata continua ad esibirsi con la grazia e la delicatezza che lo contraddistinguono.

E qui arriva un bel colpo di scena. Sullo schermo appaiono delle “interviste” fatte alle persone più vicine a GD. Tra cui ovviamente, i suoi colleghi di lavoro, Taeyang e Daesung . Nonchè sua madre e suo padre. Anche CL si prende la sua buona dose di urla da parte del pubblico.

(Video tratto dal concerto di San Jose, ma utilizzato in tutte le date del tour)

“Crayon” è la super hit che conclude anche la seconda parte dello show, i lightstick di migliaia di persone si muovono all’unisono e G-Dragon si esibisce con un flow perfetto, ci chiediamo come faccia a non essere stanco arrivato a quel punto! Siamo sicuri che sia un fumatore? Pazzesco!

Ci rendiamo conto di essere purtroppo quasi alla fine del concerto, e come se questo pensiero non fosse già abbastanza triste, ci si mette pure lo stesso leader dei BIGBANG con “il discorso sentimentale”. Il tema è sempre il “dualismo” tra il personaggio, G-Dragon, e l’uomo, Jiyong. Nonostante l’uomo a volte si senta “costretto” all’interno del personaggio, GD è sicuro che i suoi fan lo riescano comunque a capire, guardando “oltre” l’immagine trasmessa dal teleschermo. Con questo tour vuole far vedere una parte diversa di sé stesso, oltre il divo, attraverso la sua musica, la musica di Jiyong. Sembra comunque felice di aver finalmente girato l’Europa, il che onestamente ci risolleva un po’ gli animi.

La terza parte è quella conclusiva, ed è fortemente incentrata sul suo ultimo album, com’è logico che sia. Nonostante siano uscite da poco, il pubblico sembra già sapere a memoria tutte le parole di “Middle fingers-up”, “Bullshit” e “Divina Commedia”. Considerando che per la stragrande maggioranza delle persone lì presenti il coreano non è la lingua madre, non è cosa da poco!

Ah, vi abbiamo detto che arrivato il momento di “Superstar” GD è ancora una volta in piedi su una piattaforma? Stavolta, per rendere le cose più spettacolari, la suddetta piattaforma si trova a tre metri di altezza ed è attaccata solamente a dei cavi… sicuramente Jiyong non è un ragazzo che soffre di vertigini!

Subito dopo ci scateniamo ancora una volta sulle note di “Crooked”…

…e senza nemmeno rendercene conto arriva il momento più temuto. L’ultima canzone. “Untitled, 2014” è il pezzo scelto da Jiyong per salutarci. Un’eccellente scelta come canzone “d’addio” se vuoi lasciare il tuo pubblico in lacrime.

Lui scende dal palco e con grazia e leggerezza infinita si esibisce a meno di un metro da noi. Più che camminare volteggia, guardando i suoi fan negli occhi uno per uno. Passa a pochi centimetri dalle nostre mani tese, ci guarda e sorride. In pochissimi attimi è tutto finito e lui sta salutando il pubblico. Il concerto è terminato.

Noi vorremmo rifare tutto d’accapo, ma non sarà possibile, almeno per qualche anno.

Le nostre avventure, però, non sono del tutto finite, ci rimane il send-off event, una “tradizione” particolare dei concerti Kpop, dove l’artista, alla fine del concerto, passa a salutare alcuni fan disposti in fila ad aspettarlo. Se è in vena, potrebbe concedere qualche foto, ma la maggior parte delle volte si tratta solamente di un saluto da lontano.

Tra spintoni e gomitate riusciamo a conquistare un posto. Dopo un’oretta d’attesa (tutte le grandi star si fanno aspettare), GD è ancora una volta a pochi centimetri da noi. Per nostra fortuna, il corridoio è piuttosto stretto e lui ci passa accanto. Lo chiamiamo, gli chiediamo una foto. Nonostante sia così gentile da assecondarci, riusciamo a rovinare tutto in maniera piuttosto eclatante. La nostra fedele telecamerina decide di abbandonarci proprio in quel momento, e nel telefono che “stava riprendendo”, nessuno aveva premuto il tasto “rec”. Momento epico rovinato.

Nonostante la disavventura usciamo frastornati in mezzo ad una folla felice e sorridente. Il concerto è stato uno dei migliori a cui si possa assistere, sia in termini artistici che organizzativi. I dettagli, le coreografie, i costumi, la band, tutto curato alla perfezione. Possiamo affermare con certezza che G-Dragon è uno dei migliori performer della nostra generazione. Ha una padronanza del palco unica nel suo genere, sa cantare, rappare e ballare alternando e unendo i suoi talenti senza alcuna difficoltà. Sembra instancabile e la parola playback non è nel suo dizionario. Ma soprattutto ha uno stile unico.

Aspetteremo il prossimo concerto con ansia e tanta pazienza. Ma sappiamo già che saremo lì, sotto quel palco, a cantare ancora una volta insieme a lui. A presto Jiyong!

35 cuori per questo articolo

Comments

  1. DIEGO

    Che invidia beati voi! Non ho capito un dettaglio dell’inizio: perchè c’erano 4 file per ogni tipologia di biglietto? I numeretti non li danno solo per agevolare (in ordine di arrivo) soltanto quelli che hanno scelto il prato?

    • Giuliana

      Solitamente in Europa si fa come giustamente hai detto tu, ma qui erano ancora più organizzati: davano i numeretti per ogni tipologia di biglietto, gold, silver, platea etc. per evitare di creare problemi anche all’interno della stessa sezione!

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