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#CiaoWeen Storie del folkore coreano da incubo!

#CiaoWeen Storie del folkore coreano da incubo!

| On 19, Ott 2020

È di nuovo quel periodo dell’anno in cui iniziamo a immaginare, creare o disseppellire i costumi horror che abbiamo nascosto, rispolverando tutto ciò che ci serve e cercare storie dell’orrore per adeguare il nostro spirito al mood della tenebrosa festa: Halloween sta arrivando e noi cercheremo di renderlo speciale!

Halloween non sarebbe completo senza una buona storie dell’orrore da raccontare a una cerchia di amici e per rendere ancora più vivaci quelle serate, abbiamo per voi alcuni dei racconti più strabilianti tratti dal folkore tradizionale coreano.

Avete il coraggio di leggerli, settimana dopo settimana? Spegnete le luci, rannicchiatevi sotto le coperte e… attenzione!

-Parte 3 di 5-
Fantasma dell’acqua o Mul Gwishin
Nati da vittime di annegamenti accidentali, i fantasmi dell’acqua sono fantasmi che abitano l’acqua. Incatenati al regno dei vivi dalle catene del trauma, non si rendono conto di essere morti e invece inseguono avidamente altri nuotatori per chiedere aiuto, compagnia o per puro divertimento.
La prossima volta che sei davanti uno specchio d’acqua e senti qualcosa che ti tira, potrebbe essere un fantasma dell’acqua che cerca di trasferire la sua maledizione su qualcun altro. Mentre di solito sono descritti come una forza invisibile che si mantiene nelle loro profondità acquose, tali fantasmi sono talvolta raffigurati con lunghi capelli e braccia che sporgono per afferrare eventuali nuotatori sfortunati.

Dea Outhouse o Cheuksin
Brutali e ostili, le dee outhouse sono dee delle tradizionali dipendenze coreane, che erano buie e isolate dalla casa principale. Manifestandosi come donne dai capelli lunghi, queste divinità giacciono in agguato nell’oscurità e puliscono le loro lunghe trecce in preparazione delle loro crudeli malefatte.
Si dice che chiunque si avvicini alla latrina debba tossire tre volte per avvertire la dea della latrina della presenza e darle il tempo di rifuggire. Tuttavia, se uno non riuscisse a farlo, una dea esplode in una rabbia feroce e, con i suoi lunghi capelli, avvolge il collo della vittima per strangolarla a morte dal suo trespolo sul soffitto.



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